“Che faccio lo butto mio figlio?” lo sfogo della madre di Cristian: “Aiutatemi a diffondere questa storia” (il video con immagini allucinanti)

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“Che faccio, lo butto via mio figlio? Gli hanno tolto anche la logopedia e fa pochissima fisioterapia, cioè due sedute alla settimana di appena venti minuti. Sapete cosa mi hanno risposto dall’Asp di Olbia? Se vuole questo possiamo darle, altrimenti niente!”.

Maria Rita Lo Verso è una di quelle madri che non si arrendono mai ed alzano la voce per farsi ascoltare. La signora Lo Verso abita in un paesino della Sardegna ed ha tre figli, fra i quali Cristian.

“Oggi mio figlio Cristian ha 25 anni, sta male e voglio a tutti i costi farlo star meglio, però tutti mi lasciano sbattere, nessuno mi aiuta, come faccio?”.

cristian lo verso 2La storia di Cristian è davvero assurda, quasi da mancar l’aria.

Il giovane ragazzo dieci anni fa, all’età di 15 anni, era un omone alto, moro ed in perfetta salute, quando un giorno uscendo da casa accadde l’inimmaginabile.

“Stava per raggiungere la sala giochi poco distante da casa – racconta la madre – e ad attenderlo c’erano i suoi amici che purtroppo, però, quel pomeriggio non lo hanno visto mai arrivare. Cristian, infatti, all’improvviso poco prima di arrivare in sala giochi si accasciò a terra. Le persone che assisterono alla scena cercarono di prestare i primi soccorsi, chiamando subito il 118. Arrivò l’ambulanza medicalizzata, ma sembrava troppo tardi: la dottoressa per telefono mi disse che il cuore di Cristian avesse cessato di battere”.

All’improvviso accadde ancora una volta l’inimmaginabile.

L’arresto cardiaco sembrava avesse impedito l’ossigenazione al cervello per diversi minuti ma, pochi istanti dopo, il cuore di mio figlio riprese a battere. Così accadde per diverse altre volte – dichiara la signora Lo Verso – e la nostra gioia durò davvero poco”.

I danni provocati dal ritardo nei soccorsi si materializzarono come irreversibili e per il quindicenne la condanna fu pesantissima: Cristian vivrà in stato vegetativo.

“Ancora una volta, dopo otto mesi nei quali continuavo ad accarezzare mio figlio ed a dirgli tua mamma è qui, non ti lascia, mi sono sentita chiamare: mamma”.

Così Cristian si svegliò dal coma, ma il miracolo non è bastato a rimettere le cose a posto, e da quel momento le vite di madre e figlio diventano un inferno.

“Da quel momento continuo a fare di tutto per farlo star meglio, seppur nella gravità delle sue condizioni, riprende peso ed a migliorare, con poche occasioni di crisi. A novembre del 2013 una neurologa di servizio in ospedale gli cambia una medicina, da quel momento Cristian torna a star male e ad avere delle crisi.

Quando la signora Lo Verso si trova al cospetto dei medici ai quali chiede di sapere cosa abbia suo figlio, quasi sempre si sente rispondere che si tratta di epilessia. E ogni volta lei va su tutte le furie.

Così ci mostra il video che è allegato. È Cristian ripreso nel suo letto, mentre si contorce dolorante. “In pochi minuti si ritrova in un bagno di sudore, sono costretta a cambiargli la maglietta anche quindici volte al giorno. Le crisi epilettiche – ci dice – non durano quindici ore”.

Il concetto è allucinante, quelle urla che si sentono nel video durano 15 ore, assurdo! cristian lo verso 3

Quando la madre lo fa presente al dottore di turno, quasi sempre le lasciano intendere che è inutile agitarsi e che quella è l’unica diagnosi alla quale appellarsi, che le piaccia o no. Altrimenti che lo butti suo figlio, in fin dei conti per la sanità è solo un peso. “E dove lo dovrei buttare mio figlio? E perché? Non è forse un essere umano? No, mi spiace, io non smetto di lottare per lui”.

Maria Rita Lo Verso lo urla il suo dolore e ce lo fa toccare con mano. La sanità la sta privando di quasi tutto, come dicevamo prima. La riabilitazione motoria concessa dall’Asp si è ridotta a pochi minuti a settimana, mentre il logopedista non c’è neanche più. Mamma Maria Rita deve pagare di tasca sua se vuole riabilitarlo, ma deve pagare anche visite e medicine costosissime. “Da dove prendo tutti questi soldi per curare mio figlio, devo andare a rubare?”.

Maria Rita Lo Verso ci tiene a raccontare la sua storia ed a mostrare quelle immagini così forti.

Voglio che la storia di Cristian venga diffusa, affinché altre mamme come me prendano il coraggio di uscire dal silenzio e di pretendere che i nostri figli vengano curati. Voglio dire loro che non devono rassegnarsi e che unite possiamo cambiare le cose. Aiutatemi – conclude -, condividete questa storia. Dobbiamo almeno provarci”.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

2 COMMENTI

  1. Mi viene in mente Matteo Dall’Osso a cui han diagnosticato la Sla e poi invece era avvelenamento da metalli pesanti. Chissà se c’è qualcosa in comune, visto che i medici italiani non hanno la capacità professionale di diagnosticare le malattie non comuni.

    • La smetta di calunniare i medici, se fare diagnosi fosse sempre facile tutti potrebbero essere medici, anche gente come lei. Scommetto che è uno di quelli che è dottore su Google, che ne sa sempre più del medico e spesso vi arriva già con la diagnosi fatta perché ha cercato segni e sintomi online.

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