“Cosa nostra spa”, il prefetto di Palermo, Antonella De Miro “Le interdittive colpo duro per la mafia”

Dalle interdittive adottate a Palermo e nelle altre prefetture dell’Isola, emerge il permanere in maniera significativa della mafia nei piu’ tradizionali settori: quello delle costruzioni e delle attivita’ collegate al ciclo del calcestruzzo e degli inerti. Accanto a questi, e’ stato rilevato nel corso del seminario svoltosi nella prefettura a Palermo sul tema delle interdittive, nuovi e rinnovati settori di interesse di Cosa nostra: il gioco e le slot-machine e le attivita’ in concessone legate alle autorizzazioni dei Monopoli di Stato; la gestione di impianti sportivi legati al mondo delle scommesse e alle corse dei cavalli; la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti; le attivita’ agro pastorali per l’acquisizione di finanziamenti europei; la distribuzione della benzina e del gas; l’eolico e le relative attivita’ di progettazione e la gestione delle acque; di stabilimenti balnerari su are demaniali in concessione; la grande distribuzione di merci all’ingrosso; e il settore vitivinicolo, cantine e impianti di trasformazione dei prodotti enologici dell’agricoltura.

La prefettura di Palermo, in particolare, ha adottato 26 provvedimenti ostativi a carico di ditte nelle cui compagini figurano soggetti coinvolti nelle misure di prevenzione e patrimoniali a carico di stretti congiunti quali terzi intestatari – intervenienti, ovvero dipendenti delle stesse societa’. Tra questi, 12 hanno riguardato altrettanto societa’ aventi il medesimo oggetto di attivita’ di quelle confiscate. La presenza di persone che si sono prestate a fare da intestatari di beni frutto di proventi illeciti in imprese costituite a ridosso degli atti ablativa carico di congiunti mafiosi, potrebbe costituire una raffinata strategia di reinserimento nel mercato da parte di chi ne e’ stato estromesso da misura patrimoniale per l’accertato collegamento con la criminalita’ organizzata mafia.
“Oggi le mafie non sparano, ma sono piu’ pericolose perche’ non viene avvertito il loro pericolo, che sta nel loro infiltrarsi nell’economia legale – ha sottolineato il prefetto Antonella De Miro – Le interdittive antimafia sono estremamente importanti perche’ consentono di intercettarle fin dall’inizio”. Un bilancio, quello dell’ultimo biennio con quasi 400 provvedimenti interdittivi adottati nell’Isola, che il prefetto definisce quindi “positivo”, frutto di “puntuali controlli che non servono ad aggredire e criminalizzare l’imprenditoria sana, bensi’ a espungere dal mondo dell’imprenditoria nei rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione, le imprese che sono condizionate dalla mafia”.

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