Davide Vannoni in esclusiva: “Vi racconto Stamina, l’indagine dei Nas, la Lorenzin e tanto altro”

Metodo Stamina - Audizione del prof. Davide Vannoni presso il comitato scientifico dell' ISSIl Professore Davide Vannoni, in Sicilia per ricevere domani sera il “Premio Maugeri”, ci concede in esclusiva un’intervista che fa chiarezza su molti aspetti.

Partiamo dall’attualità, Professore. Cosa pensa e come commenta il “Rapporto dei Nas” che ha suscitato così tante polemiche?

“Il rapporto risale al maggio 2012, antecedente al decreto Balduzzi e nel quale si evidenza, con un ricorso ad adiuvandum della Regione Lombardia, come i Nas si siano rifiutati di accogliere tutta la documentazione biologica relativa ad ogni paziente. Tutti i donatori hanno fatto i test cellulari relativi al non essere portatori di HIV di sifilide, tutte le cellule sono state analizzate e testate. Sono state testate anche attraverso l’analisi della telomerasi, cioè indicante l’incidenza di cellule tumorali. Le nostre cellule sono meno di un decimo di quello che è il campione di controllo relativo ad una cellula tumorale. Sono cellule super sicure e lo sono, per di più, in quanto non va dimenticato che noi stiamo lavorando in quello che è il secondo ospedale più grande in Italia, quello di Brescia. C’è un laboratorio certificato per tutto. Tutto questo materiae non è stato raccolto dai Nas. La Regione Lombardia, nel ricorso, afferma che quella visita dei Nas è stata svolta in maniera illegittima, oltre che scorretta.

Il Ministero, invece, che ha acquisito tutta la documentazione completa dell’Ospedale di Brescia, non capisco come non sia intervenuto a difendere non tanto Stamina, quanto invece l’integrità e la dignità dell’Ospedale di Brescia. Il Ministro Lorenzin che parla di profili penali preoccupanti, non si cura di difendere un ospedale che dipende dal suo ministero. Insomma questo viene venduto come scoop, quando invece è una visita ispettiva, sbugiardata dall’Ospedale stesso”.

Perché si è rivolto al Prof. Camillo Ricordi e cosa risponde all’inchiesta dell’Espresso?

“Da Ricordi andremo ad analizzare tutto ciò che abbiamo fatto a Brescia, per avere un’ulteriore certificazione da un’università americana. Insomma una certificazione superiore. Andremo a fare ulteriori approfondimenti, per esempio sulla sotto popolazione di staminali. Faremo anche il cariotipo, l’analisi genetica delle cellule. In oltre andremo a fare la differenziazione delle nostre cellule in linea neuronale.

Certificheremo che le nostre mesenchimali le trasformiamo in neurone.

Da più parti vi viene la richiesta di pubblicare il Metodo “Stamina”, in ultimo dall’Associazione “Luca Coscioni”. Cosa risponde?

Nei prossimi articoli scientifici ci sarà la descrizione della produzione delle cellule ed il tipo di lavoro che è stato fatto.

La richiesta dell’associazione Coscioni è molto pericolosa e loro non se ne rendono conto Non si può fare un’enciclopedia sul metodo, perché ogni persona è diversa dall’altra ed i nostri biologi la adattano per singolo paziente. Non sono due pagine, comunque quando andremo a produrre questo libro su come si coltivano le cellule mesenchimali col metodo Stamina a quel punto avremo dato a chiunque (visto che non è coperto da brevetto) al mondo lo spazio per produrle. Ciò vuol dire che in tutto il mondo strutture pubbliche e private potrebbero produrre le cellule, ed è proprio quello che noi non vogliamo. Ci sono 25 mila persone che ci hanno fatto richiesta per il metodo, così c’è il rischio che, ad esempio a Cuba, si facciano le iniezioni col metodo Stamina a 50mila euro, e persone disperate correrebbero a farle. Così si curerebbe solo chi può, noi questo non lo vogliamo. Per noi i pazienti non devono pagare, devono essere trattati gratis, che è quello che prevede il contratto con Medestea.

Cosa pensa dell’indagine del Senato?davide vannoni stamina

“Si parla di un’indagine ad ampio spettro, spero che questa volta il Senato voglia sentire il punto di vista di Stamina e di tutti coloro che si stanno curando col metodo e non solo i detrattori. Il Senato si potrà far dare delle stesse famiglie, come abbiamo fatto noi, tutta la documentazione dei vari Ospedali Italiani, dove sono certificati i miglioramenti col metodo Stamina, cioè esattamente quello che non ha fatto il Ministro Lorenzin.

Sicilia ed Abruzzo sembravano ad un passo dalla sperimentazione. Perché non è andato a buon fine? Ha ancora speranza?

“In Abbruzzo siamo stati mercoledì, abbiamo incontrato il direttore centro trapianti Ospedale di Pescara, il responsabile terapie cellulari e si è aperto un dialogo. Ci hanno chiesto di incontrarli nuovamente, producendo una serie di documenti relativi al Metodo Stamina. C’è quindi la volontà di andare avanti, una apertura e sono molto fiducioso.

Sulla Sicilia intanto ringrazio il Presidente Crocetta delle parole che ci confortano sul comportamento della Lorenzin e dell’apertura su Stamina. Spero che questa apertura si concretizzi nei fatti. Mi ha stupito molto, ad esempio, che il Comitato di Bioetica siciliano senza aver visto il metodo Stamina (non c’è mai stato richiesto) si sia espresso all’unanimità contro il Metodo, parlando di illusione dei malati senza aver visto i risultati o come produciamo le cellule. Questa è una cosa quantomeno bizzarra. Soprattutto da un comitato di etica che, dovrebbe, occuparsi dell’etica delle vicende.

Faccio un appello al Presidente Crocetta, all’assessore alla Salute Borsellino o a qualsiasi politico che voglia incontrarmi per parlare del metodo. Io ho tutto qui appresso, tutto il materiale su produzione cellulare e risultati sui pazienti. Quindi sono pronto ad incontrarli, non pronunziando parole ma mostrando fatti. Starò in Sicilia fino a domenica. Magari lo facessero, ma temo non lo faranno.

Sulla Borsellino sono arrivate pressioni ministeriali che hanno fatto saltare gli incontri. A noi servirebbero politici aperti ad incontrare chi può curare i malati, piuttosto che “yesman” ministeriali.

Spesso i Suoi detrattori affermano che Lei non sia un medico. Non sarebbe meglio far trattare la questione al dottor Marino Andolina?

“Quando si parla di accordi con gli Enti, politica della Fondazione, è giusto che ci sia io come presidente. Quando si parla di incontri tecnici, mi faccio sempre accompagnare da Andolina e dalla biologa, Erica Molino. Io le giuro che non ho mai né prodotto cellule staminali, né mai iniettate ai pazienti”.

E’ vero che, oltre a Capoverde, nel futuro della cura, potrebbe esserci il Venezuela?

“Allora posso dire che sono stato chiamato dall’Ambasciatore del Venezuela, che c’è un interesse del Governo e che stanno organizzando un incontro. Su Capoverde c’è già qualcosa di concreto, il Venezuela è solo una possibilità. Se vuole posso darle una esclusiva totale, stiamo trattando anche con un Paese Arabo. Sono stato contattato da uno Sceicco che mi ha detto che vorrebbe portare lì la nostra metodica e darla gratuitamente ai suoi concittadini.

Vannoni in Politica?

“Assolutamente no, mai. Si è creata confusione perché, visto il dialogo inesistente con le istituzioni, abbiamo deciso di fare un Movimento “Stamina” che ha solo tre scopi: “fare applicare la legge Turco Fazio in Italia. Limitare i poteri dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Il terzo grande obiettivo è quello che le nostre cellule staminali vengano considerate, anche a livello Europeo, dei trapianti e non dei farmaci. Insomma, non ci troverete mai sulla scheda elettorale.

Il Movimento Stamina conta circa 280 mila famiglie. Non tutti possono scendere in piazza, per ragioni di salute. È un Movimento spontaneo senza forma giuridica che, però, non è un partito.

(L’intervista è rilasciata in esclusiva, si fa esplicito divieto di riproduzioni, anche parziali, del contenuto)

15 COMMENTI

  1. Grande prof Vannoni!!!!vada avanti la verità esce sempre……sbugiardi tutti quelli che buttano fango SI ALLA VITA SI A STAMINA!!!!!!!!!!

  2. Intendo fare una comparazione, di vita vissuta, fra l’uso delle “cellule staminali” OGGI e l’uso che venne fatto su mio figlio “dell’interferone” negli anni ’80. E’ il criminoso Potere che, per mantenere se stesso, alimenta la controinformazione, pagata con i nostri soldi, che si scaglia contro chi lo sta sbugiardando clamorosamente. Nel caso di mio figlio Alberto, è successa la stessa guerra contro la terapia con l’interferone che venne usata, in modo sperimentale, negli anni ’80 su mio figlio. Quando questa terapia poi venne acquisita e commercializzata dalle multinazionali e, venduta a caro prezzo, allora è diventata quasi una lecita panacea. Ma quante battaglie allora sono tato costretto a fare perché NESSUN OSPEDALE, non solo italiano, in cui venne ricoverato mio figlio voleva praticargliela. La nostra salute viaggia solo sul FILO DEGLI INTERESSI ECONOMICI DELLE MULTINAZIONALI che non pensano per niente al beneficio che potrà portarci una terapia innovativa, ma pensano solo ed esclusivamente ai loro esorbitanti guadagni. Quello che è più sconvolgente è che il Ministero della Salute, CHE DOVREBBE ESSERE PREPOSTO A TUTELARCELA, si mostra invece a fianco di coloro che sulle malattie dei mostri figli, dal Ministero stesso provocate a causa dell’ottusità di voler mantenere l’obbligatorietà vaccinale senza alcun accertamento preventivo, si mostra COMPLICE e forse compartecipe di questi loschi interessi che vanno sicuramente nel senso contrario della salute nostra e di quella dei nostri figli.

  3. e’ giusto approfondire, le ragioni,esponendo tutti gli aspetti tecnocratici e’ sanitari, mah sopratutto in luogo neutrale’ dove non ci sono interessi di parte per il bene e’ per il rispetto verso la vita.

  4. Sappiamo come vanno le cose in Italia. Sappiamo che tutte le decisioni prese dai dirigenti dei nosocomi sono dettate da poteri superiori. Non serve a nulla prendersela con dirigenti degli ospedali. Loro non possono fare più di quello che stanno facendo, e le decisioni che devono prendere non le prendono a cuor leggero, anche loro hanno sentimenti. Se vanno contro le disposizioni vengono rimossi e comunque al loro posto vengono messi altri dirigenti, magari peggiori, che dovranno adempiere alle disposizioni. E’ contro altri poteri più grandi che si deve lottare. Sono le istituzioni che non funzionano, non i singoli ospedali. La vita è un bene prezioso e una buona qualità di vita è un diritto soprattutto nei casi disperati di malattie che non perdonano. Auguro a tutti coloro che stanno soffrendo che le loro sofferenze possano essere alleviate. Auguro ai loro familiari che le loro sofferenze possano essere alleviate.

  5. partiamo dal fatto che il NWO vuole la riduzione dell’umanita’, che tt e’ subordinato a qsto, dunque come possono accettare di salvare o mitigare una SOFFERENZA QNDO INTENDONO ELIMINARE FISICAMENTE 23 DELL’UMABITA’ – chi rimane sara’ schiavo dell’elite dominante che controlla ogni aspetto della vita x come ora la intendiamo. capito qsto dobbiamo aspettarci la loro repressione e sperare di sconfiggerli, mai piu’ credere che fondamentalmente l’uomo sia buono, purtroppo e’ piu’ vero il contrario, e l’aspetto prevalente anche se nn qntitativo ma qlutativo della sostanza- in breve il male ha stravinto e si prepara a nn darci piu’ scampo.

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