Il delinquente Sebastiano Casto e le minacce: “Gran figghiu ri sucaminghia informati bene”. Ecco chi è!

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Gran figghiu ri sucaminghia informati bene delle persone cessu è poi viri ca u ziu sugnu iu”.

Il “signore” che scrive con questa classe rivolgendosi, pubblicamente, nei nostri confronti è il condannato Sebastiano Casto.

Parliamo di Sebastiano Casto, da noi citato nell’articolo di ieri dal titolo “Le elezioni ad Avola, il sostegno delle “famiglie” e le pericolose frequentazioni del consigliere (LEGGI) ed è zio – come lui stesso tiene a precisare – del condannato Innocenzo (detto Inno) Buscemi.

Ed allora, visto che secondo Sebastiano Casto dobbiamo “informarci bene delle persone”, oggi informeremo noi stessi e tutti su chi lui sia.

Sebastiano Casto è un pluripregiudicato ed è stato arrestato più volte.

Il Casto ha precedenti (e condanne) per rapine, estorsioni e, ultimamente, minacce.

LE MINACCE DI MORTE AL CANDIDATO SINDACO

Nel corso delle ultime elezioni Sebastiano Casto, netturbino nella ditta che gestisce i rifiuti solidi urbani di Avola, ha minacciato di morte (e per questo è stato denunciato) uno dei candidati alla carica di Sindaco della città, ovvero Simone Libro.

Simone Libro andava in giro per la città e contestava, con foto alla mano, la gestione della spazzatura (e chiedendone la gestione in house).

In una delle foto che Libro pubblicò veniva ritratta la zona di competenza di Casto, particolarmente sporca.

Per questa ragione Sebastiano Casto minacciò di morte Libro in una telefonata, dicendogli che “lo avrebbe ucciso o fisicamente o con un mezzo“. E poi “ci devi togliere mano dalla spazzatura“.

Infine lo minacciò pubblicamente nel post che pubblichiamo sotto.

Come mai nella nettezza urbana lavorano delinquenti come Sebastiano Casto? Noi ce ne siamo occupati in un articolo (LEGGI) dove denunciavamo la presenza di delinquenti e pluricondannati nella ditta.

Da quell’articolo vennero mandati a casa Salvatore Rubbino e Angelo Monaco, ovvero i figli di Nino Rubbino e Piero Monaco.

Ci sono tante persone per bene in cerca di lavoro. Così ci domandiamo come mai, persone come Sebastiano Casto denunciati ultimamente per minacce di morte e che, ancora oggi, minacciano così pubblicamente, con il curriculum criminale che hanno, non vengano mandati a casa e, soprattutto, per quali “meriti” siano stati assunti (prossimamente pubblicheremo un approfondimento con tutti i nomi dei pregiudicati e pluripregiudicati assunti nella ditta ad Avola). 

SEBASTIANO CASTO E LA SUA “FAMIGLIA”

Sebastiano Casto ha, di famiglia, questi atteggiamenti e non soltanto per l’essere zio del condannato Innocenzo Buscemi. Casto, infatti, è fratello di Filadelfio (detto Fino) Casto, ucciso il 30 giugno del 1990.

Casto Filadelfo – riportava un documento ufficiale dell’epoca dei Carabinieri – , con i defunti  Battaglia Paolo e Nane’ Vincenzo, era un affiliato del guazzabuglio criminale che infestava Avola negli anni ’80. Simpatizzava per il clan Schiavone, che all’epoca andava per la maggiore nel mercato degli stupefacenti,  e si adoperava per condividerne degnamente la ragione sociale.

Nel 1987, un blitz della forze dell’ordine azzerò i criminali a piede libero in quelle  zone  mandando in galera i nomi più brillanti dell’epoca, Casto compreso.

Nel carcere di  Ragusa, dove fu ristretto, Casto condivise la gattabuia con criminali di spessore, come Bottaro Salvatore, Scottoli Francesco, Di Mari Concetto, Mormina Angelo, Provenzano Orazio ed altri.

Questa “selezionata” compagnia – si legge nel documento – non poteva che esacerbare il suo già spiccato senso criminale  per cui, quando il 29.3.90 fu scarcerato, cercò di ricollocarsi nell’ambiente con un posto in prima fila. Purtroppo per lui una nuova e più agguerrita genìa di malfattori si era nel frattempo impadronita del territorio e poichè non gli bastarono tre mesi per capirlo, il 30 giugno del 1990 fu ucciso”.

Il 30 giugno 1990, alle ore 10.30 circa, mentre Filadelfio Casto percorreva a bordo di una vespa la zona del lido di Avola, venne affiancato da una moto Yamaha 650 (targata SR 71921) con a bordo due persone, entrambe con il casco. La persona seduta dietro esplose numerosi colpi di pistola cal. 7.65, causando la morte di Fino Casto.

Ad essere accusati (poi assolti) per l’omicidio di Fino Casto furono Antonino (Pinuccio) Trigila (come mandante) e  Waldker (detto Rino) Albergo e Michele Crapula come esecutori.

Per i collaboratori di Giustizia:

BOTTARO: ” ….il CASTO Filadelfo aveva fatto parte del clan SCHIAVONE dal quale poi si era allontanato. Durante un periodo di detenzione il CASTO venne invitato a fare parte del nostro gruppo da APRARO Antonino ma    non voleva legarsi con alcuno e cominciando a spacciava droga per conto proprio…..In conseguenza del suo sleale comportamento questa persona portava disturbo al gruppo TRIGILA”.

LIISTRO: …..”faceva uso di stupefacenti e si doveva eliminare”….

COSTANZO: ….”era entrato in contrasto con il gruppo Trigila” ….

Filadelfio (detto Fino) Casto fu accusato anche di omicidi:

il collaboratore Caruso Giovanni dichiarò che “Bianca Maurizio fu ucciso da Casto Filadelfio perché  suo concorrente nel traffico degli stupefacenti e che questi, per festeggiare l’omicidio,  aveva brindato alla presenza di  tale CIANCHINO Domenico. Disse inoltre che CRAPULA Michele si era piazzato al vertice, forte dell’alleanza con TRIGILA Giuseppe”.

La cosa assurda è che Sebastiano Casto è diventato zio di Cristian Crapula, in quanto la sorella di Sebastiano è madre di Roberta Di Maria, ovvero della compagna di Cristian.

Si avete capito bene: Sebastiano Casto è diventato zio del figlio del capomafia Michele Crapula, cioè l’accusato (poi assolto, ma con le accuse di più collaboratori come avete letto sopra) dell’omicidio del proprio fratello, Filadelfio “Fino” Casto.

Anche questa è Avola. Ed adesso grazie al “consiglio” che Sebastiano Casto ci ha dato, chiunque voglia sapere è giusto che sappia.

L’invito è rivolto ai cittadini nel non essere sudditi e succubi di questa gente (anche solo indirettamente), quindi riconoscerli, denunciarli ed isolarli

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

3 COMMENTI

  1. Vogliamo sapere di più sù Corrado Caruso detto nuzzu ciuscia luci…… grazie per come fai giornalismo: in modo chiaro ed esplicito… complimenti!

  2. Malandrino chissu?Un omminu ri unuri mai avissi n’cuitatu patri i famigghia.Iu sugnu rintra ri quasi 40 anni…e nun mi pentu.picchi u mali miu era fattu.E tinti comu a tia.
    Nun si degnu ri stari o cantu e Crapula.Spera sulu ca nun.ti pottunu unni sacciu iu.arrobbaiaddini

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