Dimmi in quanto tempo paghi e ti dirò chi sei (Modica: tu non me lo dire e facciamo finta di niente…)

0
3630

Sapete cos’è l’indicatore di tempestività dei pagamenti? E’ un numero, calcolato, ai sensi dell’art. 9 comma 3 dpcm 22/09/14, come la somma, per ciascuna fattura emessa a titolo di corrispettivo di una transazione commerciale, dei giorni effettivi intercorrenti tra la data di scadenza della fattura, o richiesta equivalente di pagamento, e la data di pagamento ai fornitori, moltiplicato per l’importo dovuto, rapportata alla somma degli importi pagati nel periodo di riferimento. Per farla breve, possiamo dire che è il tempo necessario, espresso in giorni, per il pagamento di una fattura. Le Pubbliche Amministrazioni sono tenute a calcolare l’indicatore di tempestività ogni tre mesi e rendere pubblico il risultato.

Ora, l’indicatore di tempestività non è solamente un numero, ma descrive lo stato di salute di una Pubblica Amministrazione, da un punto di vista finanziario, il grado di efficienza burocratica della sua organizzazione, la capacità di una gestione politica di incidere positivamente nei meccanismi della produzione economica all’interno di un certo tessuto territoriale. E già! Pensiamoci un attimo! Se un’azienda esegue una fornitura in favore di un Comune, il ritardo con il quale questo ente salderà il conto andrà ad incidere direttamente sulla capacità dell’impresa di rimanere nel mercato, perché per tutto il periodo nel quale il predetto pagamento non viene eseguito da parte dell’ente debitore, l’azienda fornitrice dovrà fare fronte, con le sue sole forze, al pagamento dei propri fornitori, dei propri dipendenti, dei costi di approvvigionamento dell’energia elettrica, dei costi per il trasporto del prodotto, del costo di lavorazione (se necessaria), dei costi sostenuti per il servizio di telefonia e connessione internet, dei costi per la contabilità aziendale e così via dicendo.

Che poi, a pensarci bene, il problema non è solo capire quando l’imprenditore/fornitore conseguirà il suo guadagno, ma di valutare se e quando un certo ciclo economico inizierà a funzionare positivamente all’interno della società. Se l’imprenditore viene pagato tempestivamente, egli potrà pagare i suoi dipendenti, i quali potranno a loro volta spendere la retribuzione per i bisogni loro e delle loro famiglie. Questo denaro inizierà a circolare, dal fruttivendolo, dal cartolaio, in boutique, dal macellaio, dal panettiere ecc. Chi avrà bisogno di un medico o di un avvocato potrà avvalersi delle loro prestazioni e potrà pagare senza ritardi (che nel caso degli avvocati, lo dico pro domo mia, non sarebbe nemmeno male!) perché, come si dice volgarmente, l’economia gira.

Ecco perché l’indicatore non è solo un numero ma esprime un potenziale importante per valutare lo stato di salute di una certa economia (cittadina, di quartiere, regionale, statale).

Facendo una ricerca su internet (potete anche fare un riscontro) ho potuto notare che l’indicatore di tempestività varia a seconda della zona, del tipo di amministrazione e del modo con cui si amministra.

Sul versante dei Comuni, ho fatto una ricerca a campione ed ho trovato i seguenti risultati: Il Comune di Trento paga (dati 4° trimestre 2016) con un anticipo di 15 giorni sulla scadenza naturale del termine di pagamento previsto o richiesto, mentre Venezia paga con 7 giorni di anticipo. Il Comune di Arezzo paga con un ritardo di 15 giorni (sempre dati 4° trimestre) mentre Firenze salda i suoi debiti  con circa 19 giorni di anticipo. Roma paga con circa 71 giorni di ritardo mentre Napoli dopo ben 251 giorni (il peggior dato che ho riscontrato). Palermo paga con 68 giorni di ritardo mentre Catania con 114. Nella nostra provincia il Comune di Vittoria sembra essere il più virtuoso, perché nel 4° trimestre 2016 ha pagato i suoi fornitori con circa 2 giorni di anticipo sulla scadenza, Ragusa con un ritardo di 17 giorni. Modica, insieme a Comiso, con un ritardo nei pagamenti di circa 230 giorni (quindi nella media di Napoli), seguiti da Pozzallo con 67 giorni di ritardo.

Insomma, prima di avere rapporti commerciali con una Pubblica Amministrazione, andiamo a vedere il suo indicatore di tempestività e calcoliamo, nella valutazione generale dell’affare, anche questo valore, per non avere brutte sorprese o farci il sangue amaro con inutili viaggi della speranza presso gli uffici di gabinetto di questo o di quel funzionario, di questo o di quel politico.

Ovviamente, non posso trascurare il fatto che il tempo per il pagamento di una fattura, se dal punto di vista del privato può diventare uno dei costi di impresa, dall’altro lato rappresenta una preziosa merce di scambio elettorale per molti politici e amministratori locali…ma questa è già un’altra storia.

Antonio Ruta, classe 1977, esercita la professione di avvocato. Ha sempre militato nella sinistra ed oggi quale componente dell'area Civati fa parte del coordinamento cittadino del PD modicano. Sposato, ha scelto di rimanere a Modica per costruire una famiglia e per contribuire, come cittadino, alla crescita della città. Oggi collabora con La spia.it, per la quale cura la rubrica di commento 'Il Tazebao'. Politicamente si colloca nell'area della sinistra radicale del partito, convinto assertore degli ideali socialisti e delle politiche di tutela dei diritti e della sostenibilità ambientale. Ha eletto a suo modello un concittadino illustre anche se troppo spesso bistrattato, Raffaele Poidomani, il cui genio creativo e la grande umanità personale rappresentano per Antonio Ruta un punto di riferimento ed un esempio non comune di sacrificio.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Aggiungi una immagine