Intervista a Fulvio Manno: “Io la mafia l’ho combattuta così…”

0
2241

Proponiamo una intervista all’Avvocato Fulvio Manno che, nel corso della sua lunga carriera amministrativa presso la Regione Siciliana e manageriale presso Enti Locali ed Aziende Sanitarie, ha realizzato iniziative importanti per la trasparenza e la legalità.

D : Recentemente è stato arrestato nuovamente ad Alcamo, per fatti di mafia, un medico  il Dott. Ignazio Melodia soprannominato “ U Dutturi  “ , già dipendente dell’azienda Sanitaria di Trapani e da Lei licenziato nel 2004 . Come arrivò a questa coraggiosa decisione e qual è stata la procedura seguita?

R : I problemi più difficili e pericolosi che ho dovuto affrontare come Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria di Trapani da fine 2002 a fine  aprile 2005 sono stati il “ caso dell’Ospedale S. Vito e S. Spirito di Alcamo “ e la questione del Dott. Melodia , situazioni che sono strettamente collegate . La situazione di quest’ultimo venne alla mia attenzione nel maggio 2003 poiché avevo avuto notizia dalla stampa , confermata successivamente dalla Procura della Repubblica di Trapani , che il Dott. Ignazio Melodia, già in carcere,  era stato condannato in primo grado per diversi gravissimi capi d’imputazione tra cui il 416 bis del C.P. , ad 11 anni di reclusione e che nella stessa sentenza veniva indicato come il Capo della mafia di Alcamo . Presi subito visione del fascicolo personale dello stesso dal quale risultava che era stato già arrestato diverse volte , che aveva avuto il divieto di soggiorno in Sicilia, successivamente trasformato in obbligo di residenza a Trapani . La normativa imponeva la sospensione cautelare del medico con l’attribuzione dell’assegno alimentare cioè circa il 50% dello stipendio sino alla sentenza definitiva di condanna dopo gli altri due gradi di giudizio : appello e cassazione. Mi resi conto che bisognava intervenire subito con un provvedimento forte , un segnale di legalità ed iniziai un procedimento disciplinare discrezionale , cioè sotto la mia personale responsabilità , per il licenziamento del medico con la motivazione del danno all’immagine che non si concreta solamente nella diminuzione del prestigio e della rispettabilità della persona giudica pubblica ma assume aspetti rilevanti in ordine alla credibilità , efficacia ed efficienza nell’erogazione all’utenza delle prestazioni e dei servizi sanitari. Si è trattato di un procedimento lunghissimo iniziato a giugno 2003 e concluso ad agosto 2004 in un periodo in cui era praticamente impossibile licenziare un dipendente non esistendo normative come le leggi “ Brunetta “ e “ Madia “. Desidero sottolineare che questo licenziamento è un caso unico in Italia sia per le modalità , sia per le motivazioni che sono state da me trovate , sia per la personalità del soggetto : Capo della mafia di Alcamo ,  territorio ampio e difficile ed inoltre come riportato recentemente dai quotidiani affiliato alla mafia personalmente da Matteo Messina Denaro .

D :  Un iter complesso e lungo quali sono state le maggiori difficoltà ?

Innanzitutto trovare la motivazione per il licenziamento dopo occorreva contestare personalmente al medico il procedimento disciplinare tendente al licenziamento e ciò è stato fatto presso il Carcere Circondariale di Palmi dove si sono recati il Capo dell’Ufficio Legale ed il Dirigente del settore procedimenti disciplinari . Successivamente la proposta di licenziamento doveva avere il parere favorevole della Commissione di Garanzia , costituita a livello regionale . Tale parere la prima volta è stato negativo . Con delle integrazioni è stato riproposto alla stessa Commissione che in seconda istanza ha dato parere favorevole. L’iter è durato ben 15 mesi da giugno 2003 ad agosto 2004. La delibera di licenziamento è stata naturalmente impugnata dal Dott. Melodia davanti al Giudice del Lavoro  di Trapani che ha rigettato il ricorso, attestando così la correttezza del procedimento e della motivazione.  

D : Qual’era la situazione all’interno dell’Ospedale di Alcamo ?

R : Quasi subito mi ero reso conto che l’Ospedale di Alcamo non era gestito né dalla Direzione Generale nè dal Direttore Sanitario dello stesso ospedale ma come scritto in una relazione del novembre 2005 dei Carabinieri , Compagnia di Alcamo , alla Procura della Repubblica  : “ In tale contesto emergeva l’esistenza all’interno del locale Nosocomio S. Vito e S. Spirito un gruppo di potere , costituito da vari dipendenti ospedalieri , capace di tenere sotto controllo tutto il personale medico e paramedico , mediante il ricorso anche , alla forza del ricatto . Il vertice di tale sodalizio veniva individuato nel sindacato FIALS e nel suo segretario provinciale a nome Pellerito Pietro , infermiere del pronto soccorso “.  Uno dei primi provvedimenti  presi, riguardò proprio il cambio del Direttore Sanitario , che non aveva il titolo legale per tale posizione non possedendo la specializzazione in igiene ma soprattutto in uno  stato di totale sudditanza psicologica nei confronti di questo gruppo di infermieri del pronto soccorso che comandavano all’interno dell’Ospedale :  per quanto riguardava i turni di servizio , per l’assegnazione del personale ai vari reparti ospedalieri  ,  per l’assegnazione dello straordinario e come accertato dai Carabinieri si occupavano anche di favorire ditte amiche nell’acquisizione di lavori e forniture  . A questo punto utilizzando una norma di legge stipulai un contratto con una Dottoressa , originaria di Messina , Dirigente Medico dell’Azienda Sanitaria di Palermo ,  come direttore sanitario dell’Ospedale di Alcamo . Qualche giorno prima dell’insediamento che in pratica rappresentava un preciso segnale di cambio gestionale, intaccando così il potere indiscusso di questo gruppo di infermieri, mi sono recato da solo presso la Compagnia dei Carabinieri di Alcamo ed ho messo a verbale tutta una serie di anomalie riscontrate e concludevo con il timore di azioni ritorsive sia nei miei confronti sia soprattutto nei confronti della nuova Direttrice del Presidio Ospedaliero. Il commento del Maresciallo dei Carabinieri, di cui non ricordo il nome , è stato : “ A noi queste cose non le aveva mai detto nessuno “.  Peraltro desidero ricordare che alcuni anni prima era stato commesso dentro l’Ospedale di Alcamo un omicidio di mafia quello di Rosolino Filippi. La Polizia aveva individuato come basista dell’omicidio l’infermiere Pietro Pellerito, il sindacalista della FIALS . Dopo un periodo di detenzione in carcere Pellerito, venne rilasciato e prosciolto dall’accusa.

D : Cosa successe dopo ?

R : Una vera e propria guerra  . Di tutto . Il Pellerito utilizzando il suo ruolo di sindacalista della FIALS organizzò due occupazioni della sede centrale dell’Azienda Sanitaria a Trapani con l’evidente intenzione di intimorirmi e di indurmi a recedere dal proposito di rendere alla cittadinanza ed alla sanità trapanese l’ospedale di Alcamo . Sono state utilizzati tutti i mezzi dagli anonimi falsi e strumentali inviati alla Procura della Repubblica ed al Prefetto Dott. Giovanni Finazzo , che anziché realizzare una sinergia per combattere la delinquenza ed i collegamenti mafiosi di questo gruppo di infermieri , mise in atto una strategia di isolamento nei miei confronti anzi cercando di danneggiarmi . Dopo avere appreso di un gravissimo comportamento del Prefetto sporsi denuncia alla Procura della Repubblica di Trapani  per diffamazione ed ingiuria . La sentenza è stata di assoluzione perché il fatto era stato commesso nella qualità di Prefetto come se tale figura istituzionale fosse al di sopra delle leggi . Quando arrivai a Trapani nel novembre 2002 il Prefetto era Fulvio Sodano che mi conosceva dalla Regione Siciliana e con il quale avevo instaurato un eccellente rapporto di collaborazione . Purtroppo a metà del 2003 venne inopinatamente ed improvvisamente trasferito ed arrivò a Trapani il Prefetto Finazzo . La storia di questo avvicendamento scatenò molte polemiche e critiche. All’epoca il Sottosegretario agli interni era il  Senatore D’Alì di Trapani . Su internet si possono leggere tutti gli avvenimenti ed i fatti che a quanto pare sarebbero la causa del trasferimento del Prefetto Sodano che aveva inciso profondamente con azioni concrete e forti nella lotta alla mafia del trapanese.     

D : una vera e propria escalation ?

R : Si. Due medici palermitani , come me , di cui uno in servizio al pronto soccorso subirono degli avvertimenti pesanti : ad uno il taglio delle gomme ; all’altro che giornalmente viaggiava da Palermo a Trapani e ritorno  hanno segato i bulloni delle ruote mettendo in pericolo di vita lo stesso qualora fosse saltata una ruota a velocità. Ad un altro medico che al bar aveva dichiarato a questo gruppo di infermieri che era mio amico , è andata meglio  : solo diverse scritte sui muri dell’ospedale invitandolo minacciosamente a fare molta attenzione ai suoi comportamenti. Alcuni infermieri, sindacalisti della CISL , l’unica sigla sindacale che era riuscita ad essere presente all’interno dell’Ospedale di Alcamo nonostante la FIALS a cui aderivano la quasi totalità dei dipendenti, subirono numerose intimidazioni come pallottole di plastica attaccate al foglio di presenza, volantini anonimi con pesanti insulti, ed anche aggressioni fisiche con l’accusa di essere “ Carabiniere e sbirro “ nonché il furto di oggetti personali degli stessi . Tutti gli episodi sono stati oggetto di regolare denuncia all’autorità giudiziaria ed inoltre con  più relazioni ho informato il Prefetto Finazzo della grave situazioni di intimidazione ambientale esistente presso l’Ospedale di Alcamo .  Oltre al licenziamento del Dott. Melodia , ad agosto 2004 , presi alcuni provvedimenti molto forti anche senza alcun  supporto della Prefettura a cui avevo chiesto di sostenermi in questa guerra . A seguito dell’immissione in ruolo di nuovi infermieri , destinai gli stessi al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Alcamo per rinnovare l’ambiente con personale estraneo al territorio alcamese . Disposi il trasferimento dal pronto soccorso dell’ospedale al territorio di due infermieri Ignazio Vivona e Vito Cottone , che immediatamente si assentarono per malattia. Inoltre poiché tutta una serie di episodi si erano verificati in occasione della presenza in servizio di due terne di infermieri , disposi con provvedimento a mia firma che nelle terne di servizio non fossero inseriti due o più di detti nominativi. Ovviamente anche questo ordine di servizio venne inviato al Prefetto.

Questi fatti scatenarono una reazione violenta poiché da un lato il licenziamento del Capo Mafia di Alcamo , dall’altro lo smantellamento della situazione del pronto soccorso dimostrò a tutti che ,come relazionato dai Carabinieri, : “ Tale situazione , nuova in ogni suo aspetto, soprattutto per coloro che , sino a quel momento , avevano percepito la figura del Pellerito Pietro quale soggetto INTOCCABILE  all’interno dell’Ospedale a punto tale da non consentire di profferire , in nessun contesto , idee contrastanti con quelle del summenzionato , generava la convinzione che fossero maturi i tempi per l’insorgere e , soprattutto , il manifestarsi di una nuova corrente di pensiero fondata per l’appunto , sulla manifestata avversità del Manno nei confronti dei locali rappresentanti della FIALS. …… Tali fatti delittuosi ( atti di natura intimidatoria in primis ) …. “ .

A questo punto tramite un dipendente mi arrivò una proposta minacciosa : la richiesta era di ritirare i due trasferimenti e l’ordine di servizio altrimenti mi avrebbero denunziato , non so per quale ipotetico e presunto reato , alla Procura della Repubblica . Ovviamente risposi di “ mala maniera “ al messaggero dicendo che non doveva permettersi di fare l’ambasciatore di simili proposte inaccettabili.

Tale fatto è stato oggetto di relazione al Prefetto di Trapani .

A questo punto   a settembre 2004 cominciarono ad arrivare i messaggini intimidatori sul mio telefonino , spediti in  forma anonima da una cabina telefonica di Alcamo . Il fatto che mi preoccupò è che il 21 settembre 2004 lasciarono una busta in portineria allo studio di mia moglie , avvocato palermitano  specializzata in diritto di famiglia e che non aveva alcun rapporto professionale con l’Azienda di Trapani . Il significato era evidente : conosciamo tutto di te , cosa fa tua moglie dove lavora . Nonostante tutti i fatti fossero stati regolarmente denunciati e provati non avevo avuto alcun riscontro e così decisi il 28 settembre di rinviare una relazione a tutte le autorità dalla Commissione Nazionale Antimafia , al Procuratore , al Prefetto ed al Questore di Trapani .  Di questa lunga relazione di 4 pagine e 10 allegati ne ebbe notizia la redazione di Trapani del Giornale di Sicilia  , che il 30 settembre uscì con la notizia in prima pagina nazionale . Il Prefetto non potè ignorare la situazione e convocò il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza dove sono stato sentito e dove fù affidato alla Questura di Trapani ed alla Digos l’incarico di tutelarmi . Debbo ringraziare sentitamente il Questore di Trapani dell’epoca il Dott. Domenico Pinzello e tutti i dirigenti e funzionari della Questura di Trapani poiché mi sono stati vicini e di grande supporto ed aiuto al contrario della Prefettura , che anzi mostrava una palese avversione nei miei confronti .

Per il pronto soccorso dell’Ospedale di Alcamo presi altre due iniziative molto forti : innanzitutto l’installazione di un sistema gestionale dei referti sanitari con una p.w. personalizzata per ciascun medico o infermiere utilizzatore con la conservazione del referto originale anche in caso di modifica successiva tracciata con orario , data  ed ovviamente autore della modifica stessa. In precedenza vi era un sistema con una p.w. unica che avevano tutti, pure gli inservienti,  e le eventuali modifiche non erano registrate come tali ma diventavano il referto originale . L’altra iniziativa è stata una verifica sulle procedure e sul  consumo dei farmaci del pronto soccorso . I risultati sono stati impressionanti . Quasi tutti i referti erano incompleti, con firme illegibili, senza rispetto della numerazione cronologica,  senza l’indicazione della terapia somministrata, ed irregolarità nella tenuta dei registri. In particolare la Commissione esaminò il consumo dei farmaci di un mese ed il risultato è stato che alcuni farmaci classificati come antinfiammatori non steroidei erano state prelevati in grande quantità e risultavano non somministrati come l’Ibifen 100 mg , che veniva utilizzato anche per dopare o in gergo ippico “ bummiare “ i cavalli nelle corse soprattutto in quelle “ clandestiine “ che pare si svolgessero regolarmente nella provincia di Trapani. Sotto questo aspetto desidero ricordare che uno dei primi provvedimenti presi come Direttore Generale dell’AUSL di Trapani è stato quello di regolarizzare la distribuzione dell’eritropoietina o Epo ai pazienti dializzati . Prima infatti un solo delegato prendeva tale medicinale per centinaia di utenti ; poi disposi che il farmaco potesse essere fornito solo al paziente in dialisi od ad un delegato che poteva essere portatore di una sola delega . Questo per garantire l’effettiva utilizzo a favore dei pazienti dializzati ed inoltre per  evitare abusi e possibili usi impropri come quello  per dopare cavalli o per altri scopi non leciti come ad esempio nelle palestre.

D :  questi infermieri sono ancora in servizio ?

R : Un infermiere del pronto soccorso , tale Vivona Ignazio venne arrestato nel marzo del 2005 per “ spaccio di stupefacenti “ ,  al di fuori dell’ospedale mentre era regolarmente timbrato e risultava in servizio . I Carabinieri che avevano messo sotto intercettazione il suo telefonino hanno registrato il messaggino con scritto “ stimbrami “ dopo l’arresto . La presenza in servizio di tre terne , sempre le stesse da anni, di infermieri tutti appartenenti alla stessa sigla sindacale FIALS rendeva possibile ciò che è stato accertato dai Carabinieri e cioè che qualcuno di notte si allontanasse per attività illecite come lo spaccio di stupefacenti .A tal proposito debbo sottolineare come gli infermieri che smontavano dal servizio anziché andare a casa si fermassero regolarmente nel bar di fronte al pronto soccorso , quasi a garantire una sorveglianza continua su tutto quello che avveniva. Un pronto soccorso dove vi erano 30 mila accesi all’anno oltre al via vai di amici e parenti è impossibile da controllare per le forze dell’ordine e sarebbe un posto ideale per smerciare stupefacenti . Ovviamente questa è solo una mia ipotesi, non suffragata da alcuna prova se non quella dell’arresto di un infermiere , come detto tale Ignazio   Vivona , per spaccio di stupenfacenti . Successivamente l’Azienda Sanitaria ha licenziato il Vivona. Un altro infermiere è stato licenziato a distanza di anni : Pietro Pellerito , a cui era diretto il messaggino “ stimbrami “ inviato dal Vivona . Pellerito dapprima ha avuto la sorveglianza speciale poi è stato condannato per avere falsificato un referto ospedaliero . In una intercettazione l’imprenditore Liborio Pirrone , pare vicino alla mafia a quanto riportato da diversi quotidiani tra cui Repubblica, diceva a Diego Melodia , zio di Ignazio Melodia il medico licenziato , e condannato il Diego Melodia a 20 anni nel processo scaturito dall’operazione antimafia “Abele”  :  “ se non era per Pitrinu eravamo rovinati “. Dopo la condanna a sei anni il Pellerito è stato licenziato dall’Azienda Sanitaria di Trapani . Peraltro il Pellerito come risulta dalla relazione dei Carabinieri della Compagnia di Alcamo del novembre 2005 , era in rapporti molto stretti con Giuseppe “ Pino “ Giammarinaro , ex deputato regionale che aveva l’obbligo di soggiorno a Salemi . Difatti nella suddetta relazione viene evidenziato che il Pellerito, accompagnato da un altro infermiere, Ponzio Gaetano,  si recasse a Salemi a casa del Giammarinaro ed addirittura gli fornisse il proprio telefono , convinto che non fosse intercettato per potere parlare in tranquillità.  Il Pellerito era consigliere provinciale dell’UDC e grazie al potere che esercitava all’interno dell’ospedale di Alcamo poteva contare su un considerevole pacchetto di voti che poteva orientare a suo piacimento in occasione di tornate elettorali sostenendo anche Peppe Giammarinaro  come dichiarato dallo stesso in una intercettazione .

 

D : Quali altri attacchi ha subito ?

R : Sin da subito ho dovuto preoccuparmi di una subdola attività di costruzione di un falso ed inesistente rapporto tramite , terze persone , con l’ex deputato Giuseppe Giammarinaro . Inoltre un anonimo affermò che un dipendente da me trasferito, poiché da più parti e con insistenza veniva indicato come autore di un mercato delle pratiche , chiedeva alle persone di andare a testimoniare contro di me. Dopo avere raccolto una serie di segnali ben precisi presentai un esposto articolato e dettagliato di ben 4 pagine con nomi e fatti ben dettagliati alla Procura della Repubblica di Trapani . Per la presentazione di tale esposto aspettai l’insediamento del nuovo Procuratore della Repubblica il Dott. Bodero Maccabeo a cui illustrai personalmente il contenuto della denuncia e dopo in data 18 novembre 2003 alle ore 9,35 , depositai il tutto . Ricordo che qualche giorno prima lo feci leggere ad un dirigente della Questura chiedendo il suo  commento , che è stato : “ Forse sarebbe stato opportuno  averlo già presentato ieri “. In tale esposto chiesi , tra l’altro se alla Procura della Repubblica risultassero motivi fondati per la risoluzione anticipata del contratto stipulato con il Direttore Sanitario Aziendale Dott. G. Cangemi , poiché voci ricorrenti lo indicavano come vicino all’ex deputato regionale Giammarinaro . La Procura della Repubblica , nonostante le ben precise richieste, non mai  ha dato alcuna risposta .  Desidero sottolineare che al momento dell’insediamento decisi di non riconfermare come Direttore Amministrativo il Dott. Vincenzo Casciano , amico dell’On.le Massimo Grillo , poiché aveva in corso un procedimento penale per corruzione e concussione poi sfociato in una condanna sia penale che per danno erariale dalla Corte dei conti . Per il posto di Direttore la scelta cadde su un Dirigente  di grande esperienza e correttezza dell’Azienda Sanitaria di Ragusa , dove poi a distanza di quasi tre anni sono stato Direttore Generale. La scelta di un Dirigente che non era della provincia di Trapani scatenò le proteste di numerosi deputati trapanesi . Sul Direttore Sanitario non avevo raccolto indicazioni contrarie , quindi , confermai il precedente che conosceva l’azienda e portai una ventata di novità con la nomina l a Direttore Amministrativo del Dott. Davide Carbonaro, proveniente da una provincia lontana e che non aveva mai avuto rapporti con la realtà trapanese. Dopo la formalizzazione della nomina staccai il mio telefonino per 48 ore per non subire tutte le telefonate di protesta .  

D : ricorda qualche altro episodio particolare ?

R : Un noto politico trapanese , di cui non posso fare il nome altrimenti subirei una querela per diffamazione od altro, dopo avere capito che non avrei cambiato idea sul Direttore Amministrativo mi diede un appuntamento in un bar di Trapani . La premessa è stata : “ Va bene se ti vuoi tenere un Direttore Amministrativo di altra Provincia . “ Poi la richiesta : “ Noi ci vediamo il venerdì sera al mio rientro da Roma e tu mi riferisci cosa vorresti fare : assunzioni di personale , trasferimenti , gare da bandire per lavori o per acquisti . Così ne parliamo prima .” Risposi che ero d’accordo e quella è stata l’ultima volta che ho incontrato questo deputato nazionale “. Altro episodio, questo carino, un altro politico trapanese che era venuto a trovarmi in ufficio mi disse : “ Direttore , Lei mi è simpatico , è bravo ma è qua da più di un anno ed ancora non mi ha fatto nemmeno un favore . “ Ovviamente non ebbe fatto alcun favore nemmeno neanche dopo poiché si trattavano di favori al limite della legalità .

D : Qual è stato il rapporto con la politica ?

R : Difficile , conflittuale . Tutti volevano intestarsi la nomina dei Direttori di Struttura Complessa cioè i “ Primari “ dei reparti ospedalieri . Per la nomina dei primari instaurai una modalità diversa rispetto a quanto prescriveva la legge . La nomina è , infatti , discrezionale a seguito delle risultanze concorsuali .  Alla fine del concorso la scelta è sempre ricaduta nell’ambito di coloro che avevano ricevuto il massimo della valutazione ed inoltre anziché indicare solo nominativamente il vincitore , ho motivato con lettera scritta la scelta che ovviamente non era comparativa . Al riguardo desidero sottolineare che nella mia relazione alla Commissione Nazionale Antimafia la n. 95/RIS del 17.09.2004 ho dedicato quasi due pagine,  con nomi e cognomi dei politici trapani e del medici per i quali si erano spesi per la nomina a primario , spiegando che non rientravano tra i migliori del concorso e , pertanto , non potevano essere nominati solo per amicizia politica. Tre politici trapanesi chiesero la mia sostituzione : l’On.le Massimo Grillo , UDC , il Senatore Giuseppe Bongiorno e l’On.le Nicola Cristaldi di Alleanza Nazionale . In particolare l’On.le Cristaldi , pur essendo componente della Commissione Antimafia , mise in dubbio che io avessi ricevuto le minacce. L’On.le Cristaldi per essere stato componente della Commissione Antimafia doveva , naturalmente , avere dimostrato l’erroneità della relazione della Prefettura di Trapani disposta nel luglio  1993 dal Prefetto gentile ed eseguita dai Dott. Alberto Genovese , Salvatore Tartaro , Valerio Valenti presso il comune di Mazara del Vallo dove si legge testualmente , relazione del 12 ottobre 1993 prot. N. 091/93/R , a pag. 4 : “   Cristaldi Nicolò ……è ora lanciato alla conquista della poltrona di Sindaco “ ed a pag. 5 : “ ….la sua carriera era stata tutt’altro che agevole , anzi aveva progredito stentatamente , impedita , com’era , dalle sue imbarazzanti parentele , dai suoi sospetti legami  e dalle sue inquietanti frequentazioni , ma soprattutto dal suo basso profilo morale : il metodo da lui adottato è una sorta di terrorismo politico , basato essenzialmente sul ricatto , dissimulato abilmente dietro un falso intendo moralistico “ ed a pag. 10 : “ …..se il Cristaldi riuscirà a conquistare la poltrona di sindaco si ritiene che con lui s’insiederanno al Comune di Mazara del Vallo il Lombardino , l’Agate e l’intera cosca mafiosa di Mazara del Vallo “ .  Desidero ricordare che alle violenti azioni di protesta della FIALS si unì il sindacato UGL vicino alle posizioni di Alleanza Nazionale il cui presidente provinciale del partito aveva annunciato un dossier sulle carenze della sanità trapanese ovviamente indicandomi come l’unico responsabile , dossier mai presentato ed anche l’Avv. Baldassare Lauria di Alcamo , che è stato il difensore sia Pietro Pellerito che di altri infermieri di questo gruppo , politicamente vicino ad Alleanza Nazionale, partito per il quale è stato consigliere provinciale ed anche candidato sindaco di Alcamo . Anche se il Governo Regionale che mi aveva dato l’incarico di Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria di  Trapani era di centro destra , ho avuto un forte rapporto conflittuale con la rappresentanza politica del centro destra anche a livello di amministrazioni comunali . Il migliore rapporto di collaborazione l’ho avuto con il Sindaco e la Giunta del Comune di Marsala , centro-sinistra , ricordo che ho avuto un rapporto splendido con l’On.le Camillo Oddo , che ho conosciuto a Trapani dei Democratici di Sinistra . –

D : Quali sono state , secondo lei , i successi raggiunti ?

R : Prima di tutto avere restituito alla collettività un Ospedale importante come quello di Alcamo sottraendolo alle intimidazioni di un gruppo di infermieri collegati con la delinquenza e con la mafia locale. Dopo le inchieste successivamente dal 2006 in poi anche le altre sigle sindacali come la CGIL e la UIL , riuscirono ad avere degli iscritti e dei propri rappresentanti . Un altro obiettivo importantissimo sul piano dei costi è avere portato l’Azienda USL di Trapani dall’ultimo posto in Sicilia del 2002 in materia di spesa farmaceutica ad essere la migliore della Sicilia nel 2004 . Questo ha comportato  un beneficio i cui effetti si sono prolungati nel tempo ad avere un notevole  risparmio di diversi milioni di euro senza incidere sugli standard di salute ma solo razionalizzando le prescrizioni secondo principi di appropriatezza . A tale proposito nel 2003 avevo disposto di fare determinati controlli sulla spesa farmaceutica , tralasciando il passato e concentrandosi solo su alcuni mesi del 2003 . Dopo pochi giorni , di notte , sono stati forzati gli uffici e gli armadi dove erano contenute le ricette con le fustelle farmaceutiche che sono state rubate . Così il controllo per gli ultimi mesi non è stato possibile effettuarlo .

D : Lei non è nuovo ad iniziative antimafia . Corleone Le ricorda qualcosa ?

R : Certamente  nel 1993 sono stato nominato Commissario Straordinario del Comune di Corleone . Ai primi del 1993 era stato arrestato Salvatore Riina , il Capo dei Capi che aveva bisogno di essere iscritto nel registro di anagrafe del Comune per potersi sposare con Ninetta Bagarella. Quando stavo già andando via il segretario comunale mi porta una delibera per la mia firma , dicendo che si trattava di una iscrizione nel registro di anagrafe del Comune , come se fosse semplice routine . Dopo avere guardato il nominativo ho detto al Segretario Comunale che l’avrei letta a casa e l’avrei riportata l’indomani firmata . Ovviamente non è stata firmata, anche se aveva il parere di legittimità reso dal Segretario Comunale che sosteneva la necessità di iscrivere Riina nel registro di anagrafe del Comune di Corleone poiché l’ultima residenza conosciuta era Corleone . Ho obiettato che a questo doveva collegarsi l’effettiva presenza in paese e nel caso specifico vi era una residenza obbligata a Roma nella Casa Circondariale per cui era il Comune di Roma a dovere provvedere all’iscrizione. Ho detto al Segretario di preparare un quesito al Prefetto

di Palermo , che aveva per legge la vigilanza sulla tenuta   dei registri di anagrafe esponendo le due tesi . La risposta mi fece accapponare la pelle : a firma di un Vice Prefetto , non ricordo il nome , mi arrivò una risposta in cui si diceva che sarei stato io a dovere valutare l’iscrizione o meno , dimenticando il ruolo affidato per legge al Prefetto della provincia . A questo punto preparai una dura lettera “ classificata come riservato doppia busta “ in maniera tale che il Prefetto sarebbe stato obbligato a leggerla personalmente dicendo che non si può giocare a scaricabarile su determinate situazioni . Dopo che sono andato via ho letto dai giornali che l nuovo Sindaco , evidentemente su indicazioni del Prefetto di Palermo , non aveva concesso l’iscrizione nei registri di anagrafe del Comune di Corleone. A glio del 1993 presi un’altra iniziativa , clamorosa per il luogo e per il periodo cambia l’intestazione della Piazza principale del paese da Vittorio Emanuele III a Falcone e Borsellino ed inoltre intestai una Piazza alle vittime della mafia e  delle vie a Francesca Morvillo , Emanuela Loi ed al sindacalista corleone Placido Rizzotto ucciso dalla mafia nel 1948 e che all’epoca ancora era sconosciuto in Italia .

 

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Aggiungi una immagine