La mafia, la calunnia, la politica e la mistificazione…

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Che la Provincia di Ragusa fosse una terra strana, lo sapevamo da tempo. Quando iniziai a parlare di mafia in provincia, prima a Scicli, poi a Vittoria e Comiso, venni preso per pazzo e visionario.

I fatti ci hanno dimostrato che tanto torto non avessimo, visto ciò che è accaduto a Scicli e sta accadendo a Vittoria.

Poi le minacce dei mafiosi, sempre più pressanti.

Eppure un pizzico di pazzia forse c’è davvero, visto cosa accade a chi cerca di parlare, di dare il proprio contributo alla verità, di raccontare i fatti.

Mi riferisco, in particolare, a ciò che è accaduto a Vittoria, laddove in questi ultimi giorni, è accaduto l’impossibile e l’incredibile.

Tutto nasce da Venerando Lauretta (esponente mafioso del clan Dominante, già in galera per mafia e condannato in primo e secondo grado per mafia), quando questi si permette, dopo le minacce esplicite (“Ho deciso, tu morirai”, o ancora “ORA VAI A DENUNCIARMI VOGLIO PAGARTI IL REATO CHE COMMETTO SU DI TE. A PAROLA DA UOMO. CMQ TI VERRO A TROVARE, PURE CHE NN VALI NEANCHE I SOLDI DEL BIGLIETTO. SARO’ DIETRO LA TUA PORTA. MI VIENE DA RIDERE PENSANDO IL GIORNO CHE 6 TRA LE MIEI MANI, TI DEVO ACCECARE CON LE DITA. NN TI SALVA NEANCHE GESU CRISTO. IL TUO CUORE VERRA’ MESSO NELLA PADELLA, E DOPO ME LO MANGIERO’. PURE CHE MI ARRESTANO CE CHI VIENI A CERCARTI…ADESSO NN ABBIAMO NULLA PIU DA RAGIONARE, IO HO PRESO LA MIA DECISIONE, DI GIOCARMI LA MIA LIBERTA,,,TI FARO’ PASSARE LA VOGLIA DI VIVERE”), di mistificare la realtà, calunniare e diffamare.

Ma veniamo ai fatti:

Tale delinquente Venerando Lauretta ebbe addirittura a sostenere che io mi fossi fatto le minacce da solo: come dire, un boss che minaccia e poi ha paura delle conseguenze delle sue stesse minacce.

Peccato che i bravissimi investigatori della Polizia di Ragusa, Vittoria e della postale di Catania coglievano sul fatto Lauretta, il quale finiva per ammettere le sue responsabilità.

Lauretta cancellava quel post dove parlava della “falsificazione delle minacce”.

Eppure un signore, tale Franco Assenza, riproponeva fino allo sfinimento quel post su Facebook. Schierandosi con i mafiosi.

D’altronde che Assenza si schierasse con i delinquenti, non sarebbe neanche la prima volta, visto ciò che adesso vi racconterò.

Nell’ordinanza di arresto dei Consalvo, infatti, troviamo alcune intercettazioni che riguardano lo stesso Franco Assenza.

“In quel caso è Giacomo Consalvo – cito testuale dall’ordinanza – a chiamare Franco Assenza, in quanto gli riferisce che ha trovato una sua chiamata di ieri sera. Franco Assenza lo rende edotto che ieri sera ha visto dei movimenti che non gli sono piaciuti, per cui ha prontamente provato a contattarlo”.

Se fosse solo questo sarebbe la conferma che Assenza parli con i mafiosi, ma non basta. Assenza va oltre, sembra voler aiutare Giacomo Consalvo ad evitare i controlli delle Forze dell’Ordine.

Riprendiamo dal testo dell’ordinanza di arresto dei Consalvo:

“Giacomo Consalvo chiede più lucidi dettagli ad Assenza e se detti movimenti erano da “parte di quella famiglia” (le Forze dell’Ordine). L’Assenza Franco preferisce rinviare la conversazione di presenza, sottolineando che “ha saputo delle notizie e che se ci fossero stati movimenti più incisivi lo avrebbe contattato in ogni modo”. I due si salutano restando d’accordo che dopo pranzo si vedranno dai Consalvo per parlare di presenza della questione”.

Bene, tornando alla questione principale, Franco Assenza ripropone il post di Venerando Lauretta che lo stesso aveva cancellato e tale Nicola Marchese, all’interno di un gruppo su Facebook del Movimento 5 Stelle, scrive a sua volta un nuovo post pieno di accuse, bestialità, follie, nei miei confronti e nei confronti del Capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle, Mario Michele Giarrusso.

Per di più, come se tutto ciò non bastasse, disconosce completamente ciò che la Polizia ha fatto e scritto nel Suo comunicato stampa ufficiale, schierandosi col mafioso, Venerando Lauretta.

A tal punto altri due signori, Ciro Torre e Giovambattista Gulino, si inseriscono nella discussione, scrivendo anche loro gravissime calunnie.

Morale della favola: io e Mario Michele Giarrusso abbiamo querelato per diffamazione i signori a cui ho sopra fatto riferimento (Venerando Lauretta, Franco Assenza, Nicola Marchese, Ciro Torre e Giovambattista Gulino).

Tutto ciò per estrema verità.

Nella vita bisogna scegliere se stare dalla parte delle “Guardie” o da quella dei “ladri” (e nel caso in specie, mafiosi).

Noi conosciamo solo questa via, la via della Giustizia.

Tutto ciò per fare chiarezza. Tanto vi dovevo!

REPLICA GULINO:

Riceviamo e pubblichiamo la replica del Signor Giovambattista Gulino.

E’ incredibile come la vita possa cambiare in pochi minuti, dando l’impressione che il mondo abbia improvvisamente iniziato a girare nel senso opposto.

Ho appreso da un blog, Laspia.it, dopo decenni di onorata e onorevole attività da libero professionista e da incensurato, onesto e lontano da ogni tipo di ambiente criminale, di essere diventato un mafioso che frequenta i mafiosi, scrive ai mafiosi, si schiera con i mafiosi.

Quando questa mattina mi sono alzato, come tutte le mattine, per andare a lavoro, ero un professionista noto e stimato in città. Sto andando a letto, sempre se ci andrò, con un’onta e una macchia che non si laverà facilmente, tacciato di una connivenza della peggiore specie e di accompagnarmi con pregiudicati di lungo corso.

L’articolo, com’era facilmente prevedibile, ha fatto velocemente il giro del web, e da onesto cittadino che in passato il male lo ha conosciuto nella sua forma peggiore e lo ha combattuto a suon di denunce, mi sono ritrovato ad essere accusato di avere scritto (non si capisce dove, né quando, visto che non ho mai scambiato una sola parola, reale o virtuale che sia, con il sig. Lauretta) “gravissime calunnie” rivolte al Sen. Mario Michele Giarrusso e al giornalista pubblicista Paolo Borrometi.

Si dice che è in occasioni delicate come queste che si scopre il vero volto delle persone e degli amici che ti circondano. Ebbene, il sottoscritto, in questa drammatica e improvvisa circostanza, ha scoperto anche il vero volto del Movimento Cinque Stelle di Vittoria, di cui faceva (e in teoria fa ancora) orgogliosamente parte. Passi per il Senatore Giarrusso che non mi conosce personalmente, ma anche la parlamentare regionale Ferreri ha scelto di bersi, senza mettere minimamente in discussione, questa storia non verificata e che lo sarà, spero molto presto, nelle sedi giudiziarie opportune.

Non sono fiero di far sapere a tutti che dal 1992 al 2002 sono stato vittima di estorsione ed usura, e che ho lottato fianco a fianco con le forze dell’ordine per chiedere che giustizia venisse fatta. Non sono fiero di far sapere che mi è stata riconosciuta la legge 44/99 perché, da padre e marito discreto quale sono, non ho mai amato mettere in piazza le faccende private che riguardano me e la mia amatissima e onesta famiglia. Ma mi trovo costretto a farlo, per difendere una onorabilità alla quale tengo più della mia stessa vita e che, per ragioni ancora tutte da chiarire ma che sembrano avere il sapore di ripicche trasversali, mi è stata strappata.

Io, Giovambattista Gulino, condannato senza appello e tacciato di vicinanza ai clan mafiosi, respingo fermamente ogni singola accusa, e grido la mia innocenza e la mia totale estraneità ai fatti contestati nel blog laspia.it con queste poche righe che i mezzi di comunicazione mi mettono a disposizione, nella speranza che qualcuno voglia afferrare questo grido e farlo suo, aiutandomi nella condivisione.

Non si può sparare a zero su un padre di famiglia incensurato, signor Borrometi! Non lo si può fare mai, tantomeno senza prove e tantomeno per avidità e antipatie personali. C’è di mezzo la reputazione non solo mia, ma anche della mia famiglia, una famiglia serena e felice, seppur tra mille problemi, solo fino a poche ore fa, e ora distrutta, senza motivo!

Non auguro a nessuno di sentirsi chiamare al telefono dal proprio figlio (che è dovuto andare fuori, lontano dalla Sicilia per cercare di trovare un lavoro stabile e serio) per sentirsi dire “Papà, ma che hanno scritto? Sono matti?”. Come glielo vado a spiegare ad un ragazzo quello che, al momento, non capisco nemmeno io?

Ringrazio con il cuore in mano quanti vorranno sentire l’altra campana, che è questa, la mia. E prometto che, fosse anche l’ultima cosa che farò, su questa storia verrà fatta piena luce. La carriera e l’immagine da eroe dell’antimafia di qualcuno non sarà accresciuta sulla pelle mia e dei miei cari.

NOTA DI REDAZIONE:

Nell’articolo che si può leggere sopra NESSUNO ha tacciato di vicinanza ai clan il Signor Gulino. Non c’è nessuna “vicinanza” del Signor Gulino con Lauretta. Medesimo discorso vale per Nicola Marchese e Ciro Torre.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

1 commento

  1. Non so che cosa possano avere scritto su di voi, ma le minacce orribili riportate nell’articolo rendono bene l’idea delle persone con cui avete a che fare. Tutta la mia stima e la mia vicinanza a chi si impegna in prima persona contro la mafia. Non sarà qualche schifezza scritta nel web a poter sminuire il vostro lavoro, ma spero che la querela abbia i suoi effetti.

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