La polemica tra Ascom e Amministrazione comunale: Weltanschauung mi manchi un casino!!!

0
1286

Sembra essersi chiusa la polemica, devo dire alquanto bizzarra, tra il primo cittadino di Modica e l’Ascom cittadina in merito alla chiusura al traffico di Viale Mediterraneo.

Ammetto che questa vicenda, fatta di botta e risposta sulla stampa, di post su facebook, di presunte petizioni e assessori infuriati, mi ha lasciato sconcertato, perché ha fatto perdere di vista il vero problema di Marina, che poi è anche quello di Modica.

Ed infatti, se da un lato ha ragione l’amico Giorgio Moncada a porre una questione di metodo, la “concertazione”, come buona prassi per la pianificazione e l’organizzazione dell’estate modicana, dall’altro lato occorre ammettere che la sola “concertazione” per avere la spiaggia pulita (peraltro solo una parte) ed un paio di bagni chimici (oggi, 30 luglio 2017, l’assessore dice essere ancora in attesa di consegna), non cambiano le gravi carenze strutturali della frazione balneare, rispetto alle quali il ruolo del Comune non può essere certamente quello che gli è stato riconosciuto, devo dire con eccessiva bontà d’animo, dall’associazione degli esercenti.

Mi spiego meglio.

Il Sindaco, rispondendo a Moncada, ha detto che la chiusura di Viale Mediterraneo era necessaria per “garantire al bambino di prendere un gelato senza rischiare di essere investito dalle automobili”. Non comprende, il nostro primo cittadino, che quel bambino, una volta preso il gelato, rischia di essere comunque arrotato quando torna a casa o quando va al mare o quando si reca con i nonni al supermercato, perché Marina di Modica è invasa dalle automobili, non è dotata di marciapiedi nella quasi totalità delle sue strade, non ha piste ciclabili, per non parlare degli incidenti cui i nostri figli sono oggettivamente e concretamente esposti, per l’inciviltà di alcuni imbecilli da un lato e la superficialità dei nostri amministratori dall’altro lato.

Ora, io vorrei chiedere a Ignazio: che senso ha una frazione marinara che non ha nemmeno i marciapiedi? Perché non si è posto questo problema durante gli scorsi mesi? Pensa veramente che solo facendo qualche spettacolino, una pseudo-balera e qualche manifestazione eno-gastronomica potrà rendere Marina più a misura d’uomo? Pensa veramente che la chiusura di una ventina di metri di strada possa migliorare la vita della località balneare? Come è possibile che si spendano soldi per karaoke e concerti di musica napoletana (soldi presi dall’imposta di soggiorno!), mentre ogni stagione si pone il problema dell’inagibilità del “moletto” perché durante l’anno non si riesce a rendere questa struttura in regola con la normativa vigente? Come è possibile che le rotatorie vengano realizzate in un amen e il moletto non si riesce proprio a ristrutturarlo? Come è possibile che per alcune cose si riesca ad essere straordinariamente volitivi e per altre no?

La querelle è stata interessante da un punto di vista giornalistico, perché ha permesso di riempire la programmazione dei TG e la pagina locale dei quotidiani, ma non ci ha consentito di affrontare la vera questione e cioè la mancanza di un’azione amministrativa che abbia carattere ed effetti strutturali.

L’amministrazione deve comprendere che il suo ruolo non è quello di fare improbabili ed estemporanee ordinanze sulla viabilità serale ma, già a partire da adesso, deve reperire i fondi di finanziamento per la realizzazione di importanti opere di urbanizzazione interne alla frazione. Non sto parlando di un paio di lampioni o di qualche led ma, ad esempio, della realizzazione di almeno tre o quattro grossi parcheggi pubblici, ad uso della collettività, e della ristrutturazione di Piazza Mediterraneo, che è una piazza solo di nome ma di fatto, cosa alquanto sconcertante, è niente di più che un parcheggio.

Anche a Marina, come a Modica, si deve affrontare il problema reale e fondamentale della mobilità alternativa come quello della sicurezza e devono essere presi provvedimenti i cui effetti siano duraturi e non solo limitati ai due mesi estivi.

Ovviamente per fare tutto questo occorre partire da una sana gestione delle risorse finanziarie comunali. E qui, come diceva mio nonno, “si cucca u’sceccu!”, perché dopo l’enorme sforzo fatto dalla città per uscire dall’incubo del dissesto e grazie agli strumenti del riequilibrio e dell’anticipazione ex dl 35/12, avremmo potuto inaugurare una nuova stagione politica di grandi investimenti, di opere pubbliche, di sviluppo e proiezione nel futuro.

Avremmo potuto e non lo abbiamo fatto.

Il treno è passato e non ci resta altro che il concerto neomelodico in Piazza Matteotti.

Mi torna in mente, con una certa nostalgia, il concetto di “weltanschauung” e mi manca “un casino”. Chi lo avrebbe mai detto?

Antonio Ruta, classe 1977, esercita la professione di avvocato. Ha sempre militato nella sinistra ed oggi quale componente dell'area Civati fa parte del coordinamento cittadino del PD modicano. Sposato, ha scelto di rimanere a Modica per costruire una famiglia e per contribuire, come cittadino, alla crescita della città. Oggi collabora con La spia.it, per la quale cura la rubrica di commento 'Il Tazebao'. Politicamente si colloca nell'area della sinistra radicale del partito, convinto assertore degli ideali socialisti e delle politiche di tutela dei diritti e della sostenibilità ambientale. Ha eletto a suo modello un concittadino illustre anche se troppo spesso bistrattato, Raffaele Poidomani, il cui genio creativo e la grande umanità personale rappresentano per Antonio Ruta un punto di riferimento ed un esempio non comune di sacrificio.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Aggiungi una immagine