Mafia: “Apocalisse” a Palermo, 64 condanne per oltre 5 secoli

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Sessantaquattro condanne e 27 assoluzioni, per un totale di oltre 5 secoli di carcere, sono stati inflitti dai giudici della prima sezione della Corte d’Appello di Palermo nel processo cosiddetto “Apocalisse”, nato da un’operazione della polizia eseguita nel 2014 nei confronti di circa 150 presunti appartenenti alle cosche di Resuttana, San Lorenzo, Acquasanta, Arenella, Partanna e Mondello, ricadenti tutte nel capoluogo siciliano. Il collegio presieduto da Gianfranco Garofalo, a latere Adriana Piras e Massimo Corleo ha in gran parte confermato la sentenza di primo grado, emessa dal gup Giuseppina Cipolla nel 2016, aggravando in alcuni casi le pene e accogliendo cosi’ il ricorso della Procura e dei sostituti procuratori generali Sergio Barbiera e Rita Fulantelli. Nessuna nuova assoluzione tra il primo e il secondo grado, ma solo conferme della sentenza di primo grado.
Tra coloro che hanno avuto le pene piu’ alte i boss Girolamo Biondino, fratello di Salvatore, arrestato con Toto’ Riina il 15 gennaio del 1993: per lui 13 anni e 8 mesi, con una lieve riduzione rispetto ai 14 del primo grado. Pene severe anche per Tommaso Contino, che scende da 20 anni a 16 anni e 10 mesi, cosi’ come per Sandro Diele, che passa da 17 anni e 8 mesi a 14 e 8 mesi. Vent’anni sono stati confermati invece a Gregorio Palazzotto, mentre il fratello Domenico si e’ visto ridurre la pena a 16 anni e 10 mesi. In accoglimento delle richieste dell’accusa sono state ridotte le pene ai collaboratori di giustizia Silvio Guerrera, che passa da 10 anni a 6 anni e mezzo e Giovanni Vitale, detto il panda che passa da 8 anni e 4 mesi a 4 anni e 10 mesi.
Riconosciuta dai giudici la attenuante speciale per i collaboratori di giustizia, non data dal giudice di primo grado. Aumento in continuazione invece per Vito Galatolo, che nei 16 anni di condanna si vede comprendere altre sentenze per fatti analoghi.

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