Mafia, Corleone ricorda Rizzotto. Il vescovo: “i boss hanno perso”

In memoria di Placido Rizzotto. Ricordato oggi a Corleone dalla Cgil il sindacalista ucciso dalla mafia 70 anni fa. Una commemorazione avvenuta prima al cimitero, con le testimonianze dei familiari. Poi a piazza Garibaldi, dove davanti al busto sono intervenuti il segretario della Cgil di Corleone Cosimo Lo Sciuto, i commissari straordinari del Comune e gli studenti e i bambini delle scuole, che hanno letto le loro poesie. “Rizzotto – ha detto il vescovo Michele Pennisi in un messaggio inviato – ha onorato la citta’ di Corleone con l’attivita’ sindacale a favore del movimento contadino. A distanza di 70 anni e’ stato il vero vincitore, e gli assassini sono stati i veri perdenti”.

“Rizzotto e’ patrimonio d’Italia, la nostra terra ha pagato un contributo di sangue altissimo, l’impegno dei sindacalisti come lui e’ un esempio per tutti”, ha sottolineato Lo Sciuto. “Lottava per una societa’ migliore e oggi siamo qui per dare continuita’ a quel percorso e rappresentare l’immagine di Corleone capitale italiana, e non solo siciliana, dell’antimafia e dell’antifascismo. Oggi – ha affermato il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo – siamo orgogliosi di rappresentare nella piazza centrale del paese, davanti al busto di Rizzotto, assieme a tanti ragazzi, all’unita’ del movimento antimafia, la ricomposizione tra il mondo sindacale, la magistratura, le forze della societa’ civile e la Chiesa, presente per la prima volta, impegnate nello stesso sforzo di affermazione della legalita’”.

Presenti diversi parenti di vittime della mafia, da Franco La Torre, figlio di Pio La Torre, che diresse la Camera del Lavoro di Corleone dopo Rizzotto, ad Antonella Azoti, Giuseppe Rizzo, Vincenzo lo Jacono, Placido Rizzotto, il nipote, anche lui sindacalista. “Siamo qui dopo 70 anni a ricordare a Corleone Rizzotto. E’ anche merito suo, della sua famiglia e della Camera del Lavoro se questa cittadina ha tenuto la testa alta per contrastare il cancro mafioso”, ha detto uno dei commissari. Franco La Torre ha letto alcuni passi della relazione della commissione antimafia di Pio La Torre, ricordando i passaggi del movimento contadino siciliano, e ha aggiunto: “Abbiamo oggi la responsabilita’ di continuare l’impegno di Rizzotto”. “E’ per noi l’emblema di Corleone, la sua lezione ha contribuito a cambiare l’immagine di questo paese offuscata dalla mafia”, ha sottolineato uno studente, Salvatore, terza media. E padre Angelo Inzerillo, in rappresentanza dell’arcidiocesi di Monreale: “Abbiamo bisogno di ricordare per vivere nella legalita’, diciamo grazie a Rizzotto per esserci stato. Adesso e’ venuto il nostro momento di portare avanti ad alta voce un percorso di trasparenza legalita’ e giustizia”.

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