Mafia, funerali vietati a Trapani per il boss Salvatore Tamburello

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Sono stati i vietati i funerali pubblici per Salvatore Tamburello, 85enne considerato il reggente del mandamento mafioso di Mazara del Vallo. L’uomo e’ deceduto lo scorso 5 agosto e il provvedimento e’ stato disposto dalla Questura di Trapani. Tamburello, al momento della morte, si trovava nella sua abitazione a causa di una grave patologia. Esponente di spicco della locale famiglia mafiosa, per alcuni anni aveva retto il mandamento assieme al boss Vito Gondola, morto lo scorso mese di luglio. Operativo nel settore delle trivellazioni (era chiamato u’ puzzaru), fu uomo di fiducia di Toto’ Riina e ne curo’ la latitanza a Mazara del Vallo tanto che secondo un collaboratore di giustizia “ci dava il suo documento a Riina, , infatti dove abitava Riina ci metteva il nome di Tamburello”. Gia’ condannato per mafia nel 1999 a dodici anni di carcere dalla Corte d’Assise di Trapani nell’ambito del processo nato dall’operazione Petrov. Era stato in carcere fino al novembre 2004 (poi uscito per motivi di salute) ma “era degnamente ed efficacemente rappresentato dal figlio Matteo”. Dall’ottobre 2006 era stato arrestato nell’ambito dell’indagine “Oriente seconda fase” coordinata dall’allora procuratore aggiunto della Dda di Palermo, Alfredo Morvillo, perche’ dal carcere riusciva a dare “puntuali informazioni sulle vicende del mandamento”. Dall’indagine Eolo del 2009 era emerso l’interesse di Salvatore e Matteo Tamburello nel settore eolico, con 3 progetti per altrettanti parchi, l’ultimo dei quali “Vento di Vino” su cui anni dopo ha riferito il collaboratore di giustizia, adesso deceduto, Lorenzo Cimarosa. Nel febbraio 2010 i Carabinieri hanno sequestrato beni per 4 milioni riferibili a padre e figlio.

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