Mafia: l’imprenditore ribellatosi a nuova Cupola, “Siamo in tanti!”

settimo mineo

E’ uno dei nove imprenditori che hanno denunciato gli uomini del racket, contribuendo a fare scattare il blitz che ha smantellato la nuova Cupola di Palermo, catturando l’erede di Toto’ Riina. Il costruttore Giuseppe Piraino, 45 anni, padre di tre figli, dice di se’, mettendoci la faccia, in una video-intervista sul sito di Repubblica Palermo, che non e’ un eroe e invita gli altri imprenditori a fare la propria parte. “Ho avuto paura, ma non mi sento solo. Spero che la mia esperienza – dice – serva a chi si trova a un bivio. Solo e’ chi adesso e’ in carcere”. Piraino ha filmato l’estorsore che era andato a chiedergli al cantiere il tre per cento sui lavori. “Si sono presentati e hanno avuto l’arroganza di chiedere il pizzo; quell’uomo e’ venuto una prima volta, poi una seconda, ma non ho mai pensato di potere scendere a compromessi. In una circostanza e’ venuto in cantiere e ha buttato fuori gli operai. A quel punto ho deciso di comprare una telecamera, ho ripreso tutto e mi sono rivolto ai carabinieri”. Prosegue l’imprenditore: “Non sono stato io l’artefice di tutto, ma ho dato il mio contributo e lo rifarei. Si facciano avanti anche coloro che oggi sono incerti. Ho avuto paura, non mi sento un eroe, ma so che ad avere paura sono anche coloro che sono in carcere”. Piraino e’ sicuro: “Le autorita’ ci sono, ci sono tanti che sorreggono chi si fa avanti. Il futuro dipende dalla collettivita’, da tutti noi. La paura e’ quella di rimanere soli, ma oggi soli sono i mafiosi, coloro che chiedono il pizzo. Noi ormai siamo in tanti!”.

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