Mafia a Milano: giudici, cosca di Enna puntava a Expo

La cosca mafiosa di Pietraperzia (Enna) ambiva a fare affari anche in Expo. Lo scrivono i giudici della sesta sezione penale del Tribunale di Milano nella sentenza con cui, il 5 dicembre scorso, hanno inflitto condanne fino a 13 anni e mezzo di carcere per presunte infiltrazioni della ‘ndrangheta in Fiera tra il 2013 e il 2015. La “cosca mafiosa” in provincia di Enna – si legge nel documento – “ha rinvestito” ingenti somme di denaro, frutto di “riciclaggio dei proventi di illeciti tributari”, nel “consolidamento del proprio sodalizio e nell’espansione della propria sfera di operativita’ in Lombardia e a Milano, anche in occasione di Expo 2015”. L’inchiesta, coordinata dal pm della Dda Paolo Storari, aveva portato alla condanna a 8 anni e 10 mesi in abbreviato di Giuseppe Nastasi, amministratore di fatto del consorzio Dominus e ritenuto vicino all’entourage del latitante Matteo Messina Denaro. Nelle motivazioni della sentenza a carico di Liborio Pace, ex braccio destro di Nastasi, e altri due imputati, i giudici spiegano di avere riconosciuto un risarcimento a favore del Comune di Milano (provvisionale da 140mila euro), parte civile, chiarendo che “gli illeciti interessi dell’associazione verso le attivita’ economiche locali hanno riguardato anche societa’ del gruppo Fiera Milano e i relativi rapporti commerciali in Expo 2015 e nelle manifestazioni fieristiche, con conseguente danno alla potenzialita’ economica cittadina”. 

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Aggiungi una immagine