Mafia, processo ‘Addiopizzo 5’,: dieci condanne diventano definitive

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L’unica condanna annullata con rinvio e’ quella che riguarda Salvatore D’Anna: per il resto la prima sezione della Cassazione ha confermato la sentenza della Corte d’appello di Palermo nel processo denominato “Addiopizzo 5”, contro esattori e gestori della raccolta del pizzo in un’ampia parte della citta’ di Palermo. Diciannove gli imputati e per otto di loro si dovranno rideterminare le pene: solo per Domenico Ciaramitaro si dovra’ entrare nel merito (probabile l’errore di calcolo da parte dei giudici di merito), mentre per altri sette si dovra’ stabilire quale sia la normativa applicabile ai reati di mafia, che era in vigore quando furono commessi i reati; si tratta di Mario Biondo, Pietro Bruno, Giuseppe Lo Cascio, Giuseppe Di Bella, Michele Acquisto, Giuseppe Messina e Filippo Lo Piccolo.

Per gli altri dieci imputati c’e’ stato invece il rigetto dei ricorsi e diventano dunque definitive le pene per Nunzio Serio, che dovra’ scontare 19 anni e 6 mesi; Pietro Cina’, 18 anni, sempre con la continuazione; Giovanni Corrao, 5 anni e 2 mesi; Nicolo’ Cusimano e Fabio Daricca, 10 anni e 6 mesi ciascuno; il pentito Francesco Giuseppe Briguglio, al quale sono stati inflitti 4 mesi, in continuazione con precedenti condanne per fatti analoghi; Salvatore Baucina, 17 anni, ancora con la continuazione; Salvatore Randazzo, 3 anni in continuazione e Giuseppe Enea, 4 anni e 2 mesi. Inammissibile infine il ricorso di Anello Cusimano, per il quale diventano definitivi 6 anni e 6 mesi.

Nel processo erano stati coinvolti (ma non avevano fatto ricorso in Cassazione) anche i boss di Tommaso Natale Salvatore e Sandro Lo Piccolo, padre e figlio, considerati gli ispiratori e gli organizzatori delle estorsioni. La Cassazione ha confermato poi i risarcimenti dei danni, tra gli altri, per l’imprenditore Vincenzo Rizzacasa, che fu arrestato e condannato in primo grado, subendo pure il sequestro dei beni, per essere poi assolto in appello e in Cassazione: tutto il patrimonio gli e’ stato restituito.

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