Mafia, Processo “Borsellino quater”: ergastolo a Madonia e Tutino

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La Corte d’Assise di Caltanissetta, presieduta da Antonio Balsamo, dopo quasi undici ore di camera di consiglio ha emesso la sentenza del processo “Borsellino quater”. Ergastolo per Salvuccio Madonia e Vittorio Tutino, entrambi accusati di strage. Dieci anni ai falsi pentiti Francesco Andriotta e Calogero Pulci, chiamati a rispondere di calunnia per le false dichiarazioni rese all’inizio delle indagini. “Non doversi a procedere” per Vincenzo Scarantino, per il quale e’ stata richiamata la prescrizione.

Confermata la richiesta dell’accusa, dunque, per i due principali imputati; per Scarantino invece la Procura aveva chiesto 8 anni e sei mesi, mentre per Andriotta e Pulci 14 anni di reclusione ciascuno.

Madonia e Tutino dovranno risarcire 500.000 euro alle parti civili, tra cui i figli di Paolo Borsellino, Lucia, Manfredi e Fiammetta. Presenti, tra gli altri, il procuratore Amedeo Bertone e l’aggiunto Lia Sava, al centro nei giorni scorsi di un caso inquietante, con una misteriosa incursione nel suo ufficio al Palazzo di giustizia.

Mafia: sentenza Borsellino, Scarantino manovrato, atti a procura

Vincenzo Scarantino indotto nel suo falso pentimento. E trasmissione degli atti in procura per accertare chi lo abbia spinto in questa direzione e a rendere quelle dichiarazioni che hanno deviato i primi tre processi. E’ uno degli aspetti della sentenza del “Borsellino quater” che stasera a Caltanissetta ha condannato all’ergastolo due boss, a 10 anni due falsi pentiti e deciso il non luogo a procedere per il terzo, Scarantino, il ‘picciotto della Guadagna’, per intervenuta prescrizione. Un elemento che conferma lo scenario del depistaggio. “La sentenza – commenta l’avvocato Giuseppe Scozzola, difensore di parte civile di Gaetano Scotto – conferma con la concessione dell’attenuante a Vincenzo Scarantino, e cioe’ che e’ stato indotto nel suo falso pentimento, quanto i difensori non solo in questo processo ma essenzialmente nei due precedenti, hanno sempre sostenuto e cioe’ che Scarantino non solo raccontava fatti non vissuti, ma che in cio’ era stato indotto. Sara’ compito della Procura con la trasmissione degli atti ad accertare i soggetti che hanno tenuto questa condotta”.

Mafia: sentenza Borsellino; parti civili, strage di apparati Stato

“Alcune di queste ombre sono state illuminate in questo dibattimento. Mi auguro ora che la Procura faccia chiarezza sui punti oscuri. La strage di via d’Amelio non e’ stata solo una strage di mafia ma e’ stata anche una strage in cui hanno partecipato apparati dello Stato”. Lo ha detto l’avvocato Fabio Repici, difensore di parte civile di Salvatore Borsellino, a margine della sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Caltanissetta, sul quarto processo per l’attentato di via d’Amelio.

Mafia: sentenza Borsellino, Procuratore “ora nuove indagini”

“Siamo ovviamente soddisfatti perche’ l’esito di questo processo non e’ un risultato soltanto per l’ufficio che rappresento, ma anche per i familiari delle vittime. Non so, se esattamente ci sara’ un altro processo, ma ci sono dei punti che devono essere ulteriormente sviluppati”. E’ quanto ha detto il procuratore capo di Caltanissetta Amedeo Bertone dopo la sentenza sul Borsellino quater. “Certamente l’esito del processo e gli ulteriori spunti emersi durante il dibattimento devono offrire l’occasione per ulteriori approfondimenti”, ha aggiunto. Bertone a proposito delle sette persone condannate ingiustamente ha detto che “una riflessione su quanto e’ successo l’abbiamo gia’ fatta nel corso del processo e della requisitoria. C’e’ stata una combinazione di elementi che hanno favorito questo risultato infausto che non fa onore alla storia, alla giustizia, alla memoria di coloro che sono rimasti vittime della strage. L’importante e’ sapere reagire, ricucire. Gli uffici della Procura di Caltanissetta hanno lavorato sulle nuove dichiarazioni di Spatuzza e Tranchina per evitare che si commettessero gli stessi errori fatti in passato”.

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