“Minacciati e pestati a sangue dai Crapula”: la testimonianza esclusiva e il monopolio della famiglia a Avola

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Sono stata minacciata di morte da Desirè, Cristian e Rosario Crapula e da Francesco Giamblanco e stai attento che ti fanno saltare in aria il chiosco anche a te”. E “il figlio ed il marito della signora Cancemi sono stati pestati a sangue da Cristian Crapula e accoliti”.

Tempo fa avevamo riferito della “strana” acquisizione del chiosco di fiori della signora Maria Cancemi, da parte dei Crapula ad Avola. Oggi, fatte le dovute ed attente verifiche, pubblichiamo un documento-testimonianza inedito, firmato dall’autore, con il racconto della vicenda che porterà i Crapula “con la forza d’intimidazione” ad appropriarsi dell’attività dei Cancemi e, nei fatti, a diventare monopolisti nella vendita di fiori al cimitero.

Il documento ed il racconto della vendita fa comprendere come i Crapula, ancora oggi, agiscano con la forza d’intimidazione per favorire i propri interessi e tengono sotto scacco alcune fasce della cittadinanza di Avola. Inoltre, grazie ai documenti inediti in nostro possesso (dei quali pubblicheremo solo alcuni stralci), si ha la conferma di atteggiamenti vessatori dei Crapula, familiari del capomafia Michele Crapula in carcere, già descritti nel corso degli ultimi mesi con diversi articoli e riassunti nell’articolo di maggio, con le parole dei collaboratori di Giustizia e degli inquirenti (LEGGI).

I familiari di Michele Crapula hanno rilevato l’attività dai Cancemi perchè centrale e fondamentale per i propri interessi. Legare l’attività acquisita dai Cancemi al “Fiorista” (impresa di pompe funebri già gestita da Desirè Crapula e dal marito, Francesco – detto Ciccio – Giamblanco) li pone in una posizione di assoluta primazia sui diretti concorrenti.

UN CHIOSCO “SFORTUNATO”

Tutto ha inizio con il rilevamento di un chiosco per la vendita di fiori al cimitero di Avola con annesso un appezzamento di terreno. Questo chiosco – scrive il testimone – ed il terreno sono stati rilevati” dai Crapula “con la forza intimidatoria nei confronti degli ex proprietari, Cancemi Mariella e coniuge.

I coniugi Cancemi Mariella prendono la decisione di cessare l’attività commerciale, depositare la licenza al comune e di mettere in vendita il chiosco ed il terreno di fronte al cimitero.

Il chiosco ed il terreno di fronte al cimitero vecchio di Avola non è mai stato fortunato per la famiglia Cancemi, in quanto prima è stato teatro dell’omicidio del signor Caruso, fratello di Nino Caruso”.

Il testimone racconta che la signora Cancemi fu costretta a vendere perché “indebitata al massimo”, infatti aveva già avuto un precedente sequestro del “terreno e del chiosco dal Tribunale per pagare i debiti”, poi riacquistato all’asta.

L’AFFITTO DEL CHIOSCO AD ALFO’

La signora Cancemi e marito – racconta il testimone – contattano il signor Venerando Alfò” che aveva un’attività di onoranze funebri e vendita di fiori “proponendo la vendita del chiosco e del terreno di fronte al cimitero”.

Alfò ed i Cancemi si accordano per un iniziale affitto concordato in “800 euro mensile”.

Alfò “per bloccare” il chiosco ed il terreno “elargisce un assegno di 800 a titolo di caparra controfrirmata in attesa di perfezionare il contratto d’affitto”.

“A questo punto – racconta il testimone per iscritto – vengono date le chiavi del chiosco” ad Alfò “e si autorizzano gli eventuali lavori di pulizia e di lavoro d’ordinaria manutenzione per rendere agibile il fatiscente chiosco e terreno”.

“Il signor Alfò nei giorni a seguire fa eseguire i lavori di manutenzione del terreno, facendolo ripulire da impianti dismessi”.

IL CHIOSCO AI CRAPULA CON LE MINACCE

Dopo circa un mese – si legge nei documenti in nostro possesso – il signor Alfò Venerando, affittuario del chiosco e del terreno, viene convocato dai coniugi Cancemi e dalla loro famiglia al completo, presso la loro casa di campagna”.

Ad Alfò, i Cancemi riferiscono di dover vendere il proprio chiosco ed il proprio terreno “ai Crapula e Giamblanco perché minacciati di morte dagli stessi e quindi non possono ottemperare alla parola e alla firma data al signor Alfò Venerando”.

Sono stata minacciata di morte da Desirè, Cristian e Rosario Crapula e da Francesco Giamblanco e stai attento che ti fanno saltare in aria il chiosco anche a te”. Furono queste le parole che la signora Cancemi disse ad Alfò, riportate nel documento in nostro possesso.

“Inoltre la signora Cancemi Maria riferiva, per capire la gravità della situazione, che il figlio e il marito erano stati pestati a sangue da Cristian Crapula e accoliti”.

“Il Signor Alfò Venerando, capendo la grave situazione intimidatoria venutasi a creare e subita dai coniugi Cancemi – riferisce il testimone -, decide senza inoltrare nessuna causa legale per la restituzione della caparra di 800 euro e i lavori effettuati sul terreno per l’importo di 400 euro”, chiedendo “quindi il rimborso di 1200 euro, riconsegnandoli le chiavi del chiosco e del terreno.

Il giorno di Pasqua 2017 i Crapula hanno iniziato la vendita di fiori nel chiosco – si legge nella conclusione del documento -, minacciando i proprietari degli altri chioschi antistanti il piazzale a sottostare ai prezzi di vendita da loro imposti”.

DOPO L’ELEZIONE DEL CONSIGLIERE, IL MONOPOLIO DEI FIORI

Oramai è noto, dalle nostre inchieste e dalle interrogazioni parlamentari, un consigliere ad Avola, Salvatore Guastella, è stato sostenuto ed eletto con le pubbliche minacce del figlio del boss, Cristian Crapula (LEGGI).

Oggi, con questo inedito documento, si ha la testimonianza dell’acquisizione con le minacce, l’intimidazione, e l’induzione all’omertà di un’attività economica divenuta centrale per i Crapula.

Va detto, inoltre, che il clan Trigila ad Avola ha sempre tenuto sotto scacco (lo dimostrano le diverse operazioni delle Forze dell’Ordine) il settore delle imprese funebri, con continue estorsioni. Non è certo da sottovalutare l’ingresso così massiccio dei familiari del boss Michele Crapula nel settore. Per non parlare di ciò che accade all’interno dell’ospedale cittadino ed in alcune strutture di ricovero per anziani (sulle quali presto torneremo con articoli specifici e “nomi e cognomi”).

Quando la cittadinanza deciderà di fare “consumo critico” e schierarsi dalla parte della Giustizia, per denunciare chi vuole opprimere la propria realtà cittadina?

RICHIESTA DI RETTIFICA DELLA SIGNORA CANCEMI:

In merito all’articolo qui pubblicato, la signora Mariella Cancemi ritiene opportuno oltre che assolutamente necessario fare alcune dovute precisazioni.
In primis, non corrisponde alla realtà dei fatti che la stessa abbia mai  proferito ad alcuno  le espressioni che le vengono attribuite.
Ella, inoltre, non è mai stata vittima di alcuna minaccia né i suoi congiunti hanno mai subito alcun  pestaggio da parte degli acquirenti della sua attività commerciale.
La decisione di cedere il chiosco al sig. Francesco Gianblanco detto “Ciccio” è stata presa dalla medesima liberamente ed è stata una sua personale iniziativa quella di contattarlo e di proporglielo  in vendita ancor prima di affiggere fuori dallo stesso l’insegna “vendesi”.
Solo a causa del ritardo con cui il promettente acquirente ha manifestato la propria definitiva volontà di acquistare  ha portato la signora Cancemi ad accettare la proposta fatta da altro fioraio di concedere in affitto l’attività senza mai nascondere a costui la propria intenzione di volere sempre e comunque cedere a titolo definitivo il chiosco. Questa la verità dei fatti.

NOTA DI REDAZIONE:

La Redazione de La Spia.it è in possesso dei documenti con le testimonianze di una persona assolutamente informata sui fatti. Quindi, pur rispettando la richiesta di rettifica della Signora Cancemi e avendo con piacere provveduto alla pubblicazione, siamo convinti della bontà del lavoro svolto.

Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

2 COMMENTI

  1. Ma di tutto questo la Procura, il Prefetto, il Questore e le forze dell’ordine che coordinano non ne sanno nulla ? Perchè non intervengono in una città ormai oppressa dalla mafia. L’amministrazione è inquinata da questi voti tanto che le licenze commerciali per paninoteche e chioschi li danno ormai i Crapula e ne controllano direttamente la gestione imponendo all’interno loro diretti accoliti. Ma la polizia e i carabinieri queste cose non le sanno ? Non vedono le piazze e le strade invase da tavolini abusivi e camion non autorizzati che scavalcano ormai i pochi commercianti onesti che siamo rimasti sopraffatti dall’arroganza e dalle imposizioni di costoro ? Stiamo chiudendo le nostre decennali attività commerciali perchè continuamente minacciati da questi abusi. In città non c’è alcun controllo. Tutto è in mano loro e nessuno fa niente. Una città sotto assedio. Ma voi siete grandi. Dove prendete tutto questo coraggio per denunciare così le cose. Ma non bastate se la legge che dovrebbe tutelare le attività oneste non si muove.

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