Modica, imposta di soggiorno…chiariamoci le idee!

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Nel 2013 il Consiglio Comunale di Modica ha istituito, con apposito Regolamento, la c.d. imposta di soggiorno, cioè un tributo che ogni turista paga per il fatto stesso di risiedere, per qualche giorno, nel territorio comunale.

L’art. 3 del Regolamento dispone che i proventi dell’imposta devono essere utilizzati per il finanziamento di attività in favore del turismo, peraltro specificatamente indicate dalla norma stessa. Queste attività devono essere concertate dal Comune nell’ambito del “Consorzio degli Operatori Turistici della Città di Modica”, sul quale il Comune esercita funzioni di indirizzo, direzione e controllo, al fine di salvaguardare la coerenza delle finalità e il corretto utilizzo delle risorse, nei limiti imposti dall’art. 22 dello Statuto del Consorzio .

Da tale norma, quindi, dipende il trasferimento obbligatorio dei proventi dell’imposta di soggiorno in favore del Consorzio stesso.

Ora, secondo l’impianto originario del Regolamento ogni gestore aveva un obbligo di riscossione dell’imposta e di versamento al Comune. In caso di mancato versamento da parte del gestore, l’ente avrebbe agito nei suoi confronti, presumendosi pagata l’imposta da parte del turista, per il recupero coattivo delle somme e la conseguente applicazione delle relative sanzioni (sempre nei confronti del gestore, presumendosi l’indebita trattenuta dell’imposta da parte di quest’ultimo).

Non mi invento nulla. Tale fatto si ricava dalla lettura degli articoli 7, 8, 9, 10  del Regolamento approvato nel 2013.

Ebbene, con delibera del 18 luglio 2017, la maggioranza Abbate ha modificato alcune norme del Regolamento prevedendo, tra le altre cose, anche il rifiuto da parte dell’ospite del versamento dell’imposta, con relativo solo obbligo, a carico del gestore, di fare compilare al turista “renitente” un modulo che servirà al Comune per agire direttamente contro il turista sia per quanto riguarda la riscossione dell’imposta che per l’applicazione della relativa “salata” sanzione.

Mi permetto di indicare due stranezze:

1) il Comune di Modica aveva previsto il rifiuto del pagamento dell’imposta e la compilazione del relativo modulo già a marzo 2017, cioè ben 4 mesi prima della modifica del Regolamento da parte del Consiglio Comunale (quindi in violazione del Regolamento medesimo allora vigente);

2) il modulo predisposto dal Comune, inviato nel mese di marzo agli albergatori, prevede la mera facoltà del turista evasore di indicare i motivi per i quali rifiuta il pagamento dell’imposta (cfr. circolare 13516 del 14/03/2017) .

A margine di questa situazione c’è, poi la delibera di Giunta n. 151 del 28 giugno 2017 con la quale l’amministrazione ha deciso di trattenere le somme riscosse a titolo di imposta di soggiorno per finanziare l’estate modicana (circa €. 50.000,00), rifiutandosi di pagare il Consorzio perché esso, deputato a svolgere attività di promozione turistica, non ha fatto pervenire alcuna programmazione per attività di manifestazioni ed eventi a sostegno del comparto turistico.

Ciò detto, faccio solo alcune brevissime deduzioni logiche:

1) la modifica del Regolamento, nella parte relativa al versamento e riscossione coattiva dell’imposta, se da un lato solleva i gestori da molte responsabilità (ciò che rende il Sindaco simpatico ai loro occhi…) dall’altro lato rischia di diventare un boomerang sul piano della credibilità turistica di Modica, perché gli ospiti potranno rifiutarsi di pagare l’imposta ma il Comune li perseguirà con sanzioni salatissime. E non è detto che questo particolare sarà sempre e comunque recepito dagli ospiti (pensate, ad esempio, agli stranieri);

2) la riscossione dell’imposta e della relativa sanzione direttamente nei confronti del turista renitente comporterà costi aggiuntivi, che finiranno per neutralizzarne il vantaggio economico, ovviamente fermo restando l’altro vantaggio, di natura contabile, di iscrizione in bilancio di crediti dovuti per tali causali con relativa facoltà di spesa corrispondente (la giunta Abbate è specializzata nel creare residui attivi, anche quelli di dubbia esigibilità);

3) se il Comune, per espressa previsione di Regolamento, deve dare l’indirizzo e la direzione al Consorzio, mi chiedo cosa abbia fatto in tal senso l’amministrazione per fare in modo che esso programmasse e proponesse attività di incremento turistico. Detto in altri termini, se il Consorzio risulta manchevole e l’amministrazione ne è sostanzialmente l’organo di direzione, essa stessa è responsabile delle relative mancanze. Nell’ordine, quindi, vanno rimproverati i consorziati e il loro Presidente, perché si sono fatti mettere in scacco dal Sindaco e non sembrano nemmeno rendersene conto, e il primo cittadino, perché egli non ha assunto alcun provvedimento per consentire al Consorzio  di svolgere correttamente il suo compito.

4) gli eventi e gli spettacoli dell’estate modicana non sono, per loro natura, attività tali da incrementare lo sviluppo turistico (salvo mi si dimostri che un turista finlandese decida di venire a Modica per partecipare al karaoke in Piazza Mediterraneo o per assistere allo spettacolo della locale scuola di danza). In altri termini, gli spettacoli e gli eventi dell’estate modicana non rientrano, per loro natura, tra le iniziative di cui all’art. 3 del Regolamento sopra citato. Di conseguenza l’utilizzo delle risorse dell’imposta di soggiorno per il finanziamento dell’estate modicana non è coerente con le finalità dell’imposta stessa, con tutto quello che tale circostanza comporta.

5) L’uso delle risorse dell’imposta di soggiorno per il finanziamento delle attività ricreative dell’estate 2017 certifica la fine delle politiche di incentivazione turistica a medio-lungo termine. Di tale fatto la città ne pagherà, a tempo debito, le conseguenze.

E mi sono dilungatoa nche troppo.

A Voi, cari amici del Tazebao, ogni altra considerazione…

Grazie e chiedo scusa se, talvolta, nei miei articoli si legge qualche strafalcione. Non sono un intellettuale e, quindi, un certo margine di errore me lo dovete consentire 🙂

Antonio Ruta, classe 1977, esercita la professione di avvocato. Ha sempre militato nella sinistra ed oggi quale componente dell'area Civati fa parte del coordinamento cittadino del PD modicano. Sposato, ha scelto di rimanere a Modica per costruire una famiglia e per contribuire, come cittadino, alla crescita della città. Oggi collabora con La spia.it, per la quale cura la rubrica di commento 'Il Tazebao'. Politicamente si colloca nell'area della sinistra radicale del partito, convinto assertore degli ideali socialisti e delle politiche di tutela dei diritti e della sostenibilità ambientale. Ha eletto a suo modello un concittadino illustre anche se troppo spesso bistrattato, Raffaele Poidomani, il cui genio creativo e la grande umanità personale rappresentano per Antonio Ruta un punto di riferimento ed un esempio non comune di sacrificio.

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