Modica, il pericoloso gioco del rinvio…

Come tutti sapete la Corte dei Conti, sezioni riunite, ha rinviato la decisione sul ricorso del Comune di Modica, fissando una nuova udienza a metà marzo. La decisione nasce da un’eccezione formulata dal Comune, secondo cui l’assessorato regionale delle autonomie locali dovrebbe partecipare al giudizio.

Ora, non entro nel merito delle questioni tecniche, ma mi limito a fare una considerazione personale: l’assessorato ha il compito di mantenere i rapporti con gli enti locali, ivi compreso il potere di vigilanza e di controllo su di essi. Ne consegue che, nel giudizio innanzi alla Corte dei Conti, esso assumerà un ruolo di “controparte”, poiché le emerse criticità, inadempimenti, omissioni, distorsioni nella gestione finanziaria del Comune rappresentano un problema serio anche per l’istituzione regionale, nella misura in cui il debito dell’ente locale andrà a pesare anche sulla programmazione finanziaria delle istituzioni superiori.

La scelta, dunque, di chiedere un rinvio per consentire all’assessorato, controparte, di interloquire in contraddittorio con il Comune appare singolare, salvo a volerla giustificare con due motivazioni: ottenere un rinvio nella definizione della vicenda (dissesto/non dissesto), tale da consentire alla giunta di precostituirsi, con accertamenti, ingiunzioni ed esecuzioni, la prova di un cambiamento di rotta nella lotta alla c.d. evasione tributaria locale (cioè uno degli aspetti su cui la Corte dei Conti aveva molto bacchettato l’operato di Abbate & C.), peraltro facendo anche un po’ di cassa (che non guasta mai) e, nello stesso tempo, approfittare di questo periodo di attesa per impegnare il Comune con altre e nuove spese voluttuarie (ovviamente non consentite dalla legge ai comuni in predissesto), dal carnevale modicano alla festa della Madonna Vasa Vasa, passando per la tinteggiatura della segnalazione orizzontale, la realizzazione di mini-rotatorie (ormai presenti ad ogni incrocio, anche quello tra il salotto e il bagno di casa Abbate) e di tutto quanto altro possa trasformarsi in immediata percezione, agli occhi dei “distratti” elettori modicani, di operatività ed efficienza, il tutto a poco meno di sei mesi dalle amministrative.

Un terzo motivo, poi, potrebbe essere tutto politico: se ci sarà un contraddittorio, appare logico presumere che l’assessorato dovrebbe assumere una posizione critica nei confronti del Comune di Modica, salvo che il recente matrimonio tra l’ex comunista, PDS, DS,  SD, UDC ed oggi civico Abbate con l’ex MSI Musumeci non conduca ad un atteggiamento benevolo dell’organo regionale nei confronti dell’ente locale, a tal punto da agevolare e perorare i motivi di impugnazioni avanzati da quest’ultimo, secondo la logica tipicamente siciliana secondo cui “cio riciemu a n’amicu…” e tutto si risolve…

Mah!

Dicevamo il tempo: Abbate ha bisogno di tempo, deve affrontare “pulito” le amministrative se vuole tornare a Palazzo S. Domenico e se non vuole entrare nella storia modicana come colui che ha causato il dissesto (anche se, per come stanno le finanze comunali, questa cosa accadrà lo stesso, dopo cinque anni del suo governo cittadino).

Abbate ha bisogno di tempo, ma la sua strategia è azzardata e molto pericolosa, perché questo ennesimo rinvio potrebbe trasformarsi in un incubo elettorale: una deliberazione negativa del giudice potrebbe cadere a ridosso, se non nel bel mezzo, della campagna elettorale amministrativa, decapitando letteralmente le aspettative di rielezione del sindaco e della sua giunta.

Ancora una volta, però, l’amministrazione comunale preferisce giocare d’azzardo, rinviando nel tempo l’inevitabile, mentre il debito del Comune sembra lievitare ogni giorno di più (secondo alcuni, tra debiti fuori bilancio, transazioni non onorate, interessi passivi, nuove spese ecc., il debito complessivo dell’ente avrebbe sfondato la soglia dei 100 milioni di euro).

Ed allora, non posso non pensare alle ultime deliberazioni della sezione palermitana della Corte dei Conti, nelle quali è stato aspramente rimproverato all’amministrazione comunale un atteggiamento di “defatigante rinvio al futuro”, che adesso appare non più e non solo come un errore politico e di valutazione, quanto piuttosto una vera e propria forma mentis, ostinatamente perseguita dall’amministrazione comunale al solo scopo di nascondere la reale situazione ai cittadini modicani.

Andare avanti tirando a campare, nascondere i buchi della camicia dietro un logoro e consunto panciotto o mettere in scena il rito del biscotto di legno, per celare a se stessi, prima ancora che agli altri, la tristezza della propria povertà…non solo economica!

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