Pozzallo, Polizia fermato il primo scafista del 2018: è un senegalese che ha condotto una barca in legno con 27 migranti

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La Polizia a seguito dello sbarco di ieri ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di:

BALDÈ Charnò, nato in Senegal il 14.12.1995.

Secondo i testimoni è lui che ha condotto l’imbarcazione partita dalle coste libiche. I responsabili del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorrevano con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.  

I migranti sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri.

MODALITA’ DI SOCCORSO IN MARE

Il giorno 07.01.2018, alle ore 13:20, il rimorchiatore “ASSO 24” veniva inviato in soccorso di un barchino in legno con circa 30 migranti a bordo.

L’ASSO 24 procedeva al salvataggio di 27 migranti che viaggiavano a bordo del barchino. Successivamente, su disposizione della Centrale Operativa di Roma, veniva disposto che tutti i 27 migranti fossero trasbordati sulla nave AQUARIUS (O.N.G. SOS Mediterranee) e condotti presso il porto di Pozzallo. Immediatamente dopo lo sbarco, i migranti sono stati trasferiti presso i locali dell’Hotspot.

LE INDAGINI

Gli uomini della Polizia di Stato – Squadra Mobile Questura di Ragusa – con la partecipazione di un’aliquota della Guardia di Finanza di Pozzallo ed una dei Carabinieri hanno sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria 1 scafista.

I migranti sono partiti dalla Libia stanno pagando in media circa 400 dollari agli organizzatori libici che, per non rischiare di far trarre in arresto loro connazionali, offrono di viaggiare gratis a chi, senza alcuna esperienza, si offre di condurre il gommone.

Grazie alle testimonianze è emerso che una volta giunti in acque internazionali il comandante ha effettuato una telefonata a mezzo satellitare alle autorità di soccorso.

Al termine delle indagini, lo scafista sottoposto a fermo è stato associato presso la casa circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea competente territorialmente.

BILANCIO ATTIVITA’ DELLA POLIZIA

Nel 2018, 1 lo scafista fermato in provincia di Ragusa. Lo scorso anno sono stati fermati 112 scafisti dalla Polizia Giudiziaria. Inoltre, sono in corso numerose attività in collaborazione con le altre Squadre Mobili siciliane della Polizia di Stato (coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine) al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste straniere a quelle Italiane.

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