Processo Stato-Mafia: nuovo interrogatorio per Massimo Ciancimino: “Provenzano coperto per catturare Riina”

0
712

“Mancino e Rognoni erano i soggetti indicati a mio padre, tramite il ‘signor Franco’ e i carabinieri, come coloro che avrebbero potuto garantire un minimo di fattibilita’ nel dialogo per fermare l’ondata stragista e di omicidi.

Allora Mancino non aveva ruolo, ma un dialogo con Scotti per mio padre era inaccettabile ed era stato informato, a fine giugno 1992, che Mancino lo avrebbe sostituto al ministero dell’Interno”.

Lo ha detto Massimo Ciancimino nel processo Stato-mafia, interrogato dal pm Nino Di Matteo.

Stato-mafia: Ciancimino, per papa’ Violante piu’ utile a dialogo

“Nonostante Mancino e Rognoni gli fossero stati indicati dal ‘signor Franco’ e dai carabinieri come coloro che avrebbero potuto garantire un minimo di fattibilita’ nel dialogo per fermare l’ondata stragista e di omicidi, mio padre non li stimava perche’ non li faceva cosi’ politicamente strutturati per garantire un cambio del sistema legislativo nella lotta al crimine organizzato. Mi disse che cercava di far presente sin da allora che uno dei soggetti con cui bisognava veicolare questo tipo di dialogo era piuttosto Violante, essendo un ex magistrato, ma soprattutto lo vedeva come ‘un’anima nera’ dell’intreccio tra politica e magistratura, l’unico che gestiva il potere all’interno di quest’ala e che poteva presentare e avallare qualche richiesta a tal fine”.

Lo ha detto Massimo Ciancimino al processo Stato-mafia. “Il signor Franco e i carabinieri dissero che Mancino e Rognoni erano comunque informati del contatto tra i carabinieri e Vito Ciancimino – ha aggiunto – gia’ prima che mio padre scendesse a Palermo il 17 giugno per parlare con Provenzano”.

Stato-mafia: Ciancimino, “Provenzano coperto per catturare Riina”

“Dopo la strage di via D’Amelio mio padre era infuriato, mi disse la colpa e’ tua, e’ nostra, del modo di gestire questa fase. Per fermare le stragi la strada e’ una sola, aggiunse, dobbiamo fermare quel pazzo di Riina, dobbiamo levarlo di mezzo e lo disse ai carabinieri”. Lo ha detto Massimo Ciancimino, deponendo al processo Stato-mafia.

“Mio padre manifesto’ ai carabinieri – ha proseguito l’imputato – la possibilita’ di convincere Provenzano perche’ favorisse la cattura di Riina: ‘perche’ si cambi passo e si possa prendere Riina – sottolineo’ – l’interlocutore diretto e unico e’ Provenzano, il solo che poteva consegnare la testa di Riina’”.

E bisognava “gestire il tutto con attenzione e precisione, accordadosi bene con Provenzano cui bisognava garantire copertura per agire in massima sicurezza”. Cosi’ dal 19 luglio 1992 di arrestare Provenzano “non se ne parla assolutamente piu’ perche’ e’ l’unico che puo’ consentire di fermare Riina e lo stragismo”.

E gli ufficiali del Ros Mori e De Donno “erano informati che io mi incontravo con Provenzano per raggiungere l’obiettivo. Questo tema fu oggetto piu’ di una volta di un incontro tra me e De Donno”.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Aggiungi una immagine