Quali sono le famiglie di ‘Ndrangheta? La “mappa” città per città…

1
106406

La ‘ndrangheta è l’organizzazione criminale italiana di connotazione mafiosa più potente e sanguinaria al mondo. Non certo un vanto per la Calabria, dove è nata e si è sviluppata sin dall’inizio dello scorso secolo, che ne è vittima e complice allo stesso tempo. Essa è presente su tutto il territorio, ad ogni versante, in ogni angolo, persino nei più sperduti paesini di montagna da poche migliaia di abitanti. E’ ovunque. E parafrasando un noto detto, non si muove foglia che la ‘ndrangheta non voglia.

La sua attività principale è il narcotraffico, ma controlla anche il traffico d’armi e di essere umani, lo smaltimento di rifiuti tossici e radioattivi e il gioco d’azzardo, pratica estorsione e usura, condiziona appalti, voto elettorale e molti settori della società. Ha entrature dappertutto: in politica, da quella locale a quella regionale senza eccezioni di schieramenti politici, nella Pubblica Amministrazione, nella Chiesa, nel commercio, nell’imprenditoria, nella sanità e persino nell’agricoltura. E’ presente in quasi tutte le regioni d’Italia ed è in forte espansione nei Paesi che sono meta dell’emigrazione calabrese, tra i quali Australia, Germania, Canada e Stati Uniti. Secondo l’Eurispes il suo giro d’affari tocca punte di oltre 50 miliardi l’anno. Per intenderci, 13, 14 volte la manovra di lacrime e sangue con cui l’allora Presidente del Consiglio Mario Monti introdusse la tassa sulla prima casa.

Ma chi sono gli ‘ndranghetisti? E, soprattutto, quanti sono? Secondo gli ultimi dati ufficiali le ‘ndrine, ovvero le famiglie mafiose, quelle dove anche un neonato è usato come corriere per la droga, sono 144, mentre gli affiliati sarebbero circa 6000.  Stime comunque al ribasso, considerato che per le ‘ndrine, ad esempio, non sono considerate le sole coppie di fratelli, zii e nipoti, padri e figli e boss locali che spargono paura e sangue, mentre gli affiliati, a loro volta, si servono di altre persone per commettere delitti e reati.

Si diventa ‘ndranghetisti in due soli modi, per nascita, quando si è eredi di una famiglia mafiosa, o tramite battezzo, in cui l’aspirante malavitoso giura fedeltà all’organizzazione fino alla morte. Pena, gli sgarri alla famiglia d’appartenenza. In nome di Nostro Signore Gesù Cristo, si suggella il patto d’alleanza senza diritto di recesso bruciando il santino di San Michele, unico santo ad impugnare una spada, e che unendo le credenze cristiane e profane, sarebbe colui che sconfisse Lucifero traditore spedendolo dritto all’inferno con una sciabolata.

Dentro la “Santa” è possibile fare carriera, una sorta di scalata sociale nella quale si procede per gradi. Si entra picciotti, e man mano si diventa camorrista, sgarrista, santista, vangelista, quartino, trequartino, padrino, fino all’ambito e definitivo ruolo di capobastone.

La ‘ndrangheta si differenzia dalle altre organizzazioni criminali perché, più che nelle altre, le strutture si si fondano sui membri legati da loro dal vicolo di sangue. Fondamentale è il rito del matrimonio, che, quasi sempre, all’interno delle famiglie, è combinato. O serve ad unire due famiglie per estendere il proprio potere o suggella la fine di una faida tra cosche.

E’ il sistema malavitoso più solido di cui si ha conoscenza anche per lo scarso numero di pentiti che si è avuto negli anni, contrariamente a quanto avvenuto per Cosa Nostra, proprio per la regola ferrea della ‘ndrangheta di punire l’affiliato colpendo i suoi diretti familiari. Anche se i magistrati hanno cominciato a parlare di “crepa nel sistema”, dovuta a un impeccabile lavoro delle forze dell’ordine e di un giornalismo impavido e sfacciato che, se non è servito ad arginare il fenomeno della ‘ndrangheta, ha certamente avuto il merito di smuovere le coscienze.

Le ‘ndrine calabresi, comunque, continuano ad allearsi o farsi la guerra tra loro. La loro presenza, registrata in tutte e cinque le province con una leggera concentrazione nell’area del Reggino, risultano così suddivise:

Provincia di Catanzaro (città in ordine alfabetico):

Alto versante ionico: Carpino, Bubbo, Scumaci;

Catanzaro: Abbruzzese – Bevilacqua; Passalacqua, Berlingieri, Costanzo – Di Bona,

Chiaravalle: Iozzo – Chiefari;

Davoli Satriano – San Sostene: Procopio – Lentini;

Gizzeria: Bagalà;

Grifalco Borgia: Pilò – Cossari, Giacobbe – Bassafaro; Catarisano – Abbruzzo – Gualtieri;

Guardavalle: Gellace, Novella.

Lamezia Terme – Nicastro: Giampà, Da Ponte – Cannizzaro, Cerra – Torcasio – Gualtieri;

Lamezia Terme – Sambiase: Iannazzo;

Sersale: Pane, Iazzolino;

Soverato: Sia – Tripodi;

Vallefiorita: Tolone – Catroppa;

Provincia di Cosenza (città in ordine alfabetico):

Amantea: Africano – Gentile, Besaldo;

Cassano allo Ionio: Forastefano – Portoraro – Faillace, Bruzzese, Bevilacqua;

Castrovillari: Recchia, Impieri;

Cetraro (e gran parte della costa alto tirrenica): Muto;

Corigliano: Abruzzese;

Cosenza: Bruni – Abbruzzese, Perna – Lanzino – Cicero – Patinucci – Dipuppo;

Paola: Serpa, Martello -Ditto- Scofano;

Paterno Calabro – Rogliano: Chirillo;

Rossano -Piana di Sibari: Galluzzi – Acri – Morfo;

Provincia di Crotone (città in ordine alfabetico):

Belvedere di Spinello – Rocca di Neto: Iona;

Cirò: Farao – Marincola;

Crotone: Russelli, Megna, Tornicchio, Vrenna – Corigliano – Bonaventura;

Cutro: Grande Aracri, Mannolo, Muto, Martino, Dragone, Trapasso,

Isola Capo Rizzuto: Arena, Maesano, Nicoscia;

Mesoraca: Ferrazzo;

Petilia Policastro: Comberiati – Garofalo;

Strongoli: Giglio;

Provincia di Vibo Valentia (città in ordine alfabetico):

Filadelfia: Anello – Fruci

Filandari: Soriano.

Limbadi- Nicotera: Mancuso.

Pizzo: Cracolici – Manco; Fiumara.

San Giovanni di Mileto: Pitittto.

San Gregorio d’Ippona: Fiaré

Serra San Bruno – Serre Calabre: Vallelunga.

Serre Calabre: Gellace; Loiello; Emanuele – Oppedisano;

Sorianello: Ariola – Ciconte

Soriano Calabro: Emanuele.

Stefanaconi Sant’Onofrio: Bonavota – Petrolo – Patania – Lo Preiato.

Tropea: La Rosa.

Vibo Valentia: Mantino – Tripodi; Lo Bianco – Barba; Fiorillo;

Zungri: Accorinti – Fiammingo.

Provincia di Reggio Calabria – mandamento tirrenico (città in ordine alfabetico):

Cinquefrondi: Foriglio – Tigani, Petullà – Ierace – Auddino;

Cittanova: Facchineri – Raso – Albanese – Gullace;

Giffone: Larosa;

Gioia Tauro: Molé – Piromalli;

Oppido Mamertina: Ferraro – Raccosta, Polimeni – Mazzagatti – Bonarrigo, Gugliotta;

Oppido Mamertina – Castellace: Rugolo – Mammoliti;

Palmi: Morgante – Sgrò – Sciglitano, Gallico – Bruzzese – Parrello;

Polistena: Longo – Versace;

Rosarno: Cacciola;

Rosarno – San Ferdinando: Bellocco – Pesce;

Scilla: Nasone – Gaietti;

Sant’Eufemia d’Aspromonte – San Procopio – Sinopoli – Cosoleto: Alvaro;

Seminara: Gaia – Laganà – Gioffré, Santaiti – Gioffré;

Turianova: Zuppa – Maio, Avignone, Fazzalari – Asciutto;

Provincia di Reggio Calabria – mandamento ionico (città in ordine alfabetico):

Africo: Bruzzanti – Palmara;

Antonimina: Romano;

Ardore: Varacalli;

Bagaladi – Condofuri – San Lorenzo: Paviglianiti;

Bova Palizzi: Vadalà – Scriva;

Bruzzano Zeffirio: Talia – Rodà;

Canolo: Raso;

Careri: Cua – Riziero – Ietto, Pipicella;

Casignana: Mollica, Morabito, Scriva;

Caulonia: Vallelonga;

Ciminà: Nesci;

Cirella di Platì: Fabiano;

Gioiosa Ionica: Jerinò, Scali – Ursino;

Locrì: Cataldo, Cordì;

Marina di Gioiosa Ionica: Aquino – Coluccio, Mazzaferro;

Melito Porto Salvo: Iamonte;

Monasterace – Riace – Stignano – Caulonia: Ruga – Metastasio – Leuzzi;

Platì: Agresta, Barbaro, Marando, Papalia, Perre, Romeo, Sergi, Trimboli;

Roccaforte del Greco: Pangallo – Maesano – Favasuli, Zavettieri;

San Luca: Nirta- Strangio, Vottari – Pelle – Romeo;

Sant’Ilario dello Ionio: Belcastro- Romeo;

Siderno: Commisso, Costa – Curciarello, Rumbo – Galea – Figliomeni;

Città di Reggio Calabria – mandamento centro (località e frazioni in ordine alfabetico):

Archi: Fontana;

Cardeto – San Sperato – Cataforio Mosorrofa – Sala di Mosorrofa: Serraino;

Condera – Pietrastorta: Crucitti;

Modena Ciccarello: Borgehtto, Caridi, Zindato, Rosmini;

Ravagnese-Croce-Valanidi-Saracinello-S. Gregorio-Pellaro-Bocale-Lazzaro-S.Leo: Ficara – Latella;

Reggio centro: Condello, De Stefano, Tegano, Libri;

Reggio nord: Saraceno;

Sambatello: Araniti;

Santa Caterina: Lo Giudice;

Sbarre Gebbione: Labate;

Trunca: Alampi;

di Francesca Lagatta e Paolo Borrometi

1 commento

  1. […] 18 gennaio 2016 admin (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Di Francesca Lagatta e Paolo Borrometi La ‘ndrangheta è l’organizzazione criminale italiana di connotazione mafiosa più potente e sanguinaria al mondo. Non certo un vanto per la Calabria, dove è nata e si è sviluppata sin dall’inizio dello scorso secolo, che ne è vittima e complice allo stesso tempo. Essa è presente su tutto il territorio, ad ogni versante, in ogni angolo, persino nei più sperduti paesini di montagna da poche migliaia di abitanti. E’ ovunque. E parafrasando un noto detto, non si muove foglia che la ‘ndrangheta non voglia. La sua attività principale è il narcotraffico, ma controlla anche il traffico d’armi e di essere umani, lo smaltimento di rifiuti tossici e radioattivi e il gioco d’azzardo, pratica estorsione e usura, condiziona appalti, voto elettorale e molti settori della società. Ha entrature dappertutto: in politica, da quella locale a quella regionale senza eccezioni di schieramenti politici, nella Pubblica Amministrazione, nella Chiesa, nel commercio, nell’imprenditoria, nella sanità e persino nell’agricoltura. E’ presente in quasi tutte le regioni d’Italia ed è in forte espansione nei Paesi che sono meta dell’emigrazione calabrese, tra i quali Australia, Germania, Canada e Stati Uniti. Secondo l’Eurispes il suo giro d’affari tocca punte di oltre 50 miliardi l’anno. Per intenderci, 13, 14 volte la manovra di lacrime e sangue con cui l’allora Presidente del Consiglio Mario Monti introdusse la tassa sulla prima casa. Ma chi sono gli ‘ndranghetisti? E, soprattutto, quanti sono? Secondo gli ultimi dati ufficiali le ‘ndrine, ovvero le famiglie mafiose, quelle dove anche un neonato è usato come corriere per la droga, sono 144, mentre gli affiliati sarebbero circa 6000. Stime comunque al ribasso, considerato che per le ‘ndrine, ad esempio, non sono considerate le sole coppie di fratelli, zii e nipoti, padri e figli e boss locali che spargono paura e sangue, mentre gli affiliati, a loro volta, si servono di altre persone per commettere delitti e reati. Si diventa ‘ndranghetisti in due soli modi, per nascita, quando si è eredi di una famiglia mafiosa, o tramite battezzo, in cui l’aspirante malavitoso giura fedeltà all’organizzazione fino alla morte. Pena, gli sgarri alla famiglia d’appartenenza. In nome di Nostro Signore Gesù Cristo, si suggella il patto d’alleanza senza diritto di recesso bruciando il santino di San Michele, unico santo ad impugnare una spada, e che unendo le credenze cristiane e profane, sarebbe colui che sconfisse Lucifero traditore spedendolo dritto all’inferno con una sciabolata. Dentro la “Santa” è possibile fare carriera, una sorta di scalata sociale nella quale si procede per gradi. Si entra picciotti, e man mano si diventa camorrista, sgarrista, santista, vangelista, quartino, trequartino, padrino, fino all’ambito e definitivo ruolo di capobastone. La ‘ndrangheta si differenzia dalle altre organizzazioni criminali perché, più che nelle altre, le strutture si si fondano sui membri legati da loro dal vicolo di sangue. Fondamentale è il rito del matrimonio, che, quasi sempre, all’interno delle famiglie, è combinato. O serve ad unire due famiglie per estendere il proprio potere o suggella la fine di una faida tra cosche. E’ il sistema malavitoso più solido di cui si ha conoscenza anche per lo scarso numero di pentiti che si è avuto negli anni, contrariamente a quanto avvenuto per Cosa Nostra, proprio per la regola ferrea della ‘ndrangheta di punire l’affiliato colpendo i suoi diretti familiari. Anche se i magistrati hanno cominciato a parlare di “crepa nel sistema”, dovuta a un impeccabile lavoro delle forze dell’ordine e di un giornalismo impavido e sfacciato che, se non è servito ad arginare il fenomeno della ‘ndrangheta, ha certamente avuto il merito di smuovere le coscienze. Le ‘ndrine calabresi, comunque, continuano ad allearsi o farsi la guerra tra loro. La loro presenza, registrata in tutte e cinque le province con una leggera concentrazione nell’area del Reggino, risultano così suddivise: Provincia di Catanzaro (città in ordine alfabetico): Alto versante ionico: Carpino, Bubbo, Scumaci; Catanzaro: Abbruzzese – Bevilacqua; Passalacqua, Berlingieri, Costanzo – Di Bona, Chiaravalle: Iozzo – Chiefari; Davoli Satriano – San Sostene: Procopio – Lentini; Gizzeria: Bagalà; Grifalco Borgia: Pilò – Cossari, Giacobbe – Bassafaro; Catarisano – Abbruzzo – Gualtieri; Guardavalle: Gellace, Novella. Lamezia Terme – Nicastro: Giampà, Da Ponte – Cannizzaro, Cerra – Torcasio – Gualtieri; Lamezia Terme – Sambiase: Iannazzo; Sersale: Pane, Iazzolino; Soverato: Sia – Tripodi; Vallefiorita: Tolone – Catroppa; Provincia di Cosenza (città in ordine alfabetico): Amantea: Africano – Gentile, Besaldo; Cassano allo Ionio: Forastefano – Portoraro – Faillace, Bruzzese, Bevilacqua; Castrovillari: Recchia, Impieri; Cetraro (e gran parte della costa alto tirrenica): Muto; Corigliano: Abruzzese; Cosenza: Bruni – Abbruzzese, Perna – Lanzino – Cicero – Patinucci – Dipuppo; Paola: Serpa, Martello -Ditto- Scofano; Paterno Calabro – Rogliano: Chirillo; Rossano -Piana di Sibari: Galluzzi – Acri – Morfo; Provincia di Crotone (città in ordine alfabetico): Belvedere di Spinello – Rocca di Neto: Iona; Cirò: Farao – Marincola; Crotone: Russelli, Megna, Tornicchio, Vrenna – Corigliano – Bonaventura; Cutro: Grande Aracri, Mannolo, Muto, Martino, Dragone, Trapasso, Isola Capo Rizzuto: Arena, Maesano, Nicoscia; Mesoraca: Ferrazzo; Petilia Policastro: Comberiati – Garofalo; Strongoli: Giglio; Provincia di Vibo Valentia (città in ordine alfabetico): Filadelfia: Anello – Fruci Filandari: Soriano. Limbadi- Nicotera: Mancuso. Pizzo: Cracolici – Manco; Fiumara. San Giovanni di Mileto: Pitittto. San Gregorio d’Ippona: Fiaré Serra San Bruno – Serre Calabre: Vallelunga. Serre Calabre: Gellace; Loiello; Emanuele – Oppedisano; Sorianello: Ariola – Ciconte Soriano Calabro: Emanuele. Stefanaconi Sant’Onofrio: Bonavota – Petrolo – Patania – Lo Preiato. Tropea: La Rosa. Vibo Valentia: Mantino – Tripodi; Lo Bianco – Barba; Fiorillo; Zungri: Accorinti – Fiammingo. Provincia di Reggio Calabria – mandamento tirrenico (città in ordine alfabetico): Cinquefrondi: Foriglio – Tigani, Petullà – Ierace – Auddino; Cittanova: Facchineri – Raso – Albanese – Gullace; Giffone: Larosa; Gioia Tauro: Molé – Piromalli; Oppido Mamertina: Ferraro – Raccosta, Polimeni – Mazzagatti – Bonarrigo, Gugliotta; Oppido Mamertina – Castellace: Rugolo – Mammoliti; Palmi: Morgante – Sgrò – Sciglitano, Gallico – Bruzzese – Parrello; Polistena: Longo – Versace; Rosarno: Cacciola; Rosarno – San Ferdinando: Bellocco – Pesce; Scilla: Nasone – Gaietti; Sant’Eufemia d’Aspromonte – San Procopio – Sinopoli – Cosoleto: Alvaro; Seminara: Gaia – Laganà – Gioffré, Santaiti – Gioffré; Turianova: Zuppa – Maio, Avignone, Fazzalari – Asciutto; Provincia di Reggio Calabria – mandamento ionico (città in ordine alfabetico): Africo: Bruzzanti – Palmara; Antonimina: Romano; Ardore: Varacalli; Bagaladi – Condofuri – San Lorenzo: Paviglianiti; Bova Palizzi: Vadalà – Scriva; Bruzzano Zeffirio: Talia – Rodà; Canolo: Raso; Careri: Cua – Riziero – Ietto, Pipicella; Casignana: Mollica, Morabito, Scriva; Caulonia: Vallelonga; Ciminà: Nesci; Cirella di Platì: Fabiano; Gioiosa Ionica: Jerinò, Scali – Ursino; Locrì: Cataldo, Cordì; Marina di Gioiosa Ionica: Aquino – Coluccio, Mazzaferro; Melito Porto Salvo: Iamonte; Monasterace – Riace – Stignano – Caulonia: Ruga – Metastasio – Leuzzi; Platì: Agresta, Barbaro, Marando, Papalia, Perre, Romeo, Sergi, Trimboli; Roccaforte del Greco: Pangallo – Maesano – Favasuli, Zavettieri; San Luca: Nirta- Strangio, Vottari – Pelle – Romeo; Sant’Ilario dello Ionio: Belcastro- Romeo; Siderno: Commisso, Costa – Curciarello, Rumbo – Galea – Figliomeni; Città di Reggio Calabria – mandamento centro (località e frazioni in ordine alfabetico): Archi: Fontana; Cardeto – San Sperato – Cataforio Mosorrofa – Sala di Mosorrofa: Serraino; Condera – Pietrastorta: Crucitti; Modena Ciccarello: Borgehtto, Caridi, Zindato, Rosmini; Ravagnese-Croce-Valanidi-Saracinello-S. Gregorio-Pellaro-Bocale-Lazzaro-S.Leo: Ficara – Latella; Reggio centro: Condello, De Stefano, Tegano, Libri; Reggio nord: Saraceno; Sambatello: Araniti; Santa Caterina: Lo Giudice; Sbarre Gebbione: Labate; Trunca: Alampi; FONTE:http://www.laspia.it/quali-sono-le-famiglie-di-ndrangheta-la-mappa-citta-per-citta/ […]

LASCIA UN COMMENTO

Aggiungi una immagine