Ragusa, l’ex funzionario del Consorzio universitario, Gustavo Alberto Dejak, condannato a pagare 73mila euro

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La Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Regione Siciliana, – Giuseppa Cernigliaro, presidente facente funzioni, relatore; Paolo Gargiulo e Sergio Vaccarino quali primo referendario – con sentenza depositata il 13 aprile, ha condannato Gustavo Alberto Dejak ex segretario amministrativo del Consorzio universitario di Ragusa al pagamento della somma di euro 73.567 oltre a rivalutazione monetaria ed interessi legali e al pagamento delle spese di giudizio (815,48 euro), in favore del Consorzio universitario di Ragusa.

L’azione era stata mossa dalla Procura regionale che chiedeva venisse affermata la responsabiltà di Dejak per il danno erariale cagionato per “l’illegittimo pagamento, con i fondi dell’ente, di un suo debito esattoriale personale nei confronti di Polis Equitalia, agente della riscossione dell’Agenzia delle entrate per la provincia di Venezia, pari ad 73.567 euro”. L’ex segretario amministrativo, secondo quanto emerso nel corso dei procedimenti nei suoi confronti, aveva imputato fittiziamente il pagamento del suo debito personale, alle spese di funzionamento del Consorzio universitario, mettendo la sua sigla al mandato di pagamento e siglandolo anche con la firma del vicepresidente Lorenzo Migliore che disconosceva la sua sigla.

Un’altra dipendente del Consorzio innoltre aveva testimoniato di avere visto DeJak apporre la sigla di Migliore. L’ex segretario amministrativo aveva poi dato disposizioni al consulente fiscale dell’ente, di imputare la spesa alla voce di “spesa di funzionamento dell’Università per l’anno 2007” riferendosi al finanziamento di un progetto di ricerca che sarebbe stato deliberato dal Consiglio di amministrazione ed affidato alla ‘Fondazione Erill’ di Verona”, fondazione che si è dichiarata estranea. La difesa dell’ex segretario amministrativo invece puntava sulle carenze di controllo imputabili tanto agli organi del Consorzio quanto al tesoriere e che il danno no era reale dal momento “che il pagamento del debito fiscale sarebbe avvenuto sulla base di un accordo informale con il vice-presidente del Consorzio che aveva accettato di accollarlo all’ente, in compensazione con le somme
spettanti al Dejak a titolo di premi di produttività”.

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