Ragusa, Mamma eritrea aggredita in ospedale da altre madri: era andata a trovare la figlia

Solidarieta’ e protezione per la giovane mamma eritrea aggredita ieri dopo essere stata trasferita dall’hotspot di Pozzallo all’ospedale “Maria Paterno’ Arezzo” di Ragusa per andare a trovare la sua bimba di 15 giorni, ricoverata nel reparto di terapia intensiva di Neonatologia. Le reazioni dei sindaci di Ragusa e Pozzallo vanno nella stessa direzione: “Bisogna lavorare nel segno dell’umanita’”. Animi esasperati dalla paura, forse anche per la delicatezza del reparto. Temevano che la donna potesse trasmettere malattie. Vittima di violenze in Libia, 19 anni, ha partorito in un ‘lager’ libico. C’e’ una novita’: la ragazza verra’ sistemata in una stanza in Ostetricia per potere stare vicino alla sua bambina “perche’ la piccola ha bisogno del contatto con la sua mamma”, ha detto il dirigente medico della direzione sanitaria Ospedali di Ragusa, Giuseppe Cappello che commenta anche l’episodio accaduto: “Si e’ superata la misura nell’eccesso di preoccupazione. La giovane mamma era accompagnata da un certificato del medico dell’hotspot, il dottor Lauretta che dichiarava che la donna testualmente ‘non e’ affetta da malattia contagiosa’ e comunque trattandosi di un reparto cosi’ delicato, siamo nella terapia intensiva neonatale, sono state adottate ulteriori misure di protezione. Alla ragazza e’ stata fatta comunque indossare una mascherina e dei guanti come avremmo fatto con qualunque visitatore. E’ bastato questo per accendere una scintilla e fare montare una protesta ingiustificata”.

“Sono stato a trovarla nel pomeriggio – ha detto il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna – le ho consegnato un giochino per la bambina e un fiore per lei. Ci siamo abbracciati”. Un gesto, quello dell’abbraccio, molto piu’ che simbolico per Ammatuna, che e’ medico oltre che sindaco. “L’immotivata paura che si e’ scatenata attorno a una giovane donna migrante all’Ospedale Maria Paterno’ Arezzo di Ibla non puo’ lasciarci indifferenti – ha affermato il sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassi’ – abbiamo predisposto immediati accertamenti su cio’ che e’ accaduto ma, al di la’ delle verifiche, resta un’immagine di citta’ che non ci appartiene: Ragusa e’ una citta’ tollerante e inclusiva, con una storia di emigrazione e un presente di immigrazione e di accoglienza. La vicinanza mia e di tutta la nostra comunita’ va alla giovane mamma eritrea vittima dell’episodio: sono certo che Ragusa sapra’ dimostrarle di essere molto diversa da come le sara’ apparsa. Sia questo per la nostra citta’, un profondo momento di autocoscienza”.
Sul caso interviene anche Emma Bonino, sul suo profilo social: “Di fronte a tutto cio’ non possiamo non sentire l’obbligo di reagire e provare a fermare quest’ondata di odio e xenofobia che sta pervadendo il nostro Paese, cominciando a denunciare pubblicamente ogni episodio, piu’ o meno grave, di cui si ha notizia, e a chiedere conto di questa terribile trasformazione a cui stiamo assistendo a chi e’ politicamente responsabile di continuare a diffondere toni e argomenti di pura propaganda, soffiando sul fuoco dell’intolleranza e della guerra sociale”. Sono in miglioramento anche le condizioni di due giovani ricoverati per complicanze respiratorie. Uno dei due aveva un versamento pleurico importante: sono stati aspirati oltre due litri di liquido dai polmoni: ora respira meglio ed e’ in ripresa. L’associazione delle Misericordie di Modica e’ stata bersagliata da messaggi di solidarieta’ di persone che vogliono donare abiti giochi e passeggini per la giovane mamma.

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