Ricordati a Palermo Pio La Torre e Lelio Basso

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“I venti di guerra che provengono dalla Siria e le minacce di attentato nei confronti del
giornalista Paolo Borrometi sono due, preoccupanti, vicende che sembrano lontane tra loro ma che in realta’ si intrecciano e dimostrano l’attualita’ dell’impegno civile di Pio La Torre e
Lelio Basso. Pace e democrazia sono gli elementi fondanti dell’attivita’ politica e sociale di entrambi e oggi viviamo in un momento storico in cui occorre una partecipazione fisica,
culturale di massa perche’ il nostro futuro non sia compromesso”.

Cosi’ Vito Lo Monaco presidente del Centro Pio La Torre ha sintetizzato il senso dell’incontro ‘Pio La Torre e Lelio Basso, due vite parallele per la democrazia e la legalita’ costituzionale’, promosso dal centro Pio La Torre e dalla fondazione Basso che si e’ tenuto a Palermo al Centro ‘Pio La Torre’.

“I due, pur non essendosi mai incontrati, hanno lasciato il segno nella storia contemporanea. Basso e’ stato l’ avvocato difensore dei lavoratori assediati e perseguitati per la strage di Canicatti’ del 21 dicembre 1947 nella quale caddero tre lavoratori e un carabiniere e ci furono diciotto feriti.

Segretario del Psi, Basso e’ stato anche un padre costituente. La Torre, giovane comunista mandato a sostituire Placido Rizzotto alla Camera del Lavoro di Corleone dopo la sua uccisione, si era battuto per dare le terre incolte ai contadini come stabilito
per legge dai decreti Gullo del 1944 e sconta ingiustamente 18 mesi di carcere all’Ucciardone”, ha ricordato Lo Monaco.

“Lelio Basso e Pio La Torre sono per l’Italia moderna quello che Mazzini e Garibaldi sono stati per il nostro Paese nel Risorgimento – ha detto Franco Ippolito, presidente della  Fondazione Lelio e Lisli Basso – La Torre e Basso hanno segnato la storia, la memoria e l’ordinamento giuridico italiano. La Costituzione sarebbe stata diversa senza il contributo di Basso nella redazione dell’articolo 3 e dell’articolo 49, e la lotta alla mafia non sarebbe stata la stessa senza la legge proposta da La Torre che ha introdotto il reato di associazione mafiosa”.

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