Il silenzio della corruzione all’università (di Salvatore Calleri)

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Ci sono alcuni fatti che avvengono, sconvolgono l’opinione pubblica e poi… Scompaiono dai riflettori. Troppo presto sigh!

Mi riferisco allo scandalo che ha coinvolto numerosi professori universitari in tutta Italia che praticamente piazzavano i “loro” senza badare in alcun modo al merito.

Un caso che ha coinvolto i cosiddetti baroni universitari con delle intercettazioni che delineano un quadro che a dir poco è vergognoso… A partire dalle intercettazioni poco edificanti in cui da un ex ministro viene addirittura menzionata una sorta di cupola… Forse in modo scherzoso, ma di sicuro non edificante.

Il caso è scoppiato grazie ad un ricercatore italobritannico che ha fatto una denuncia alla procura di Firenze… Un eroe per 24h al quale è seguito il silenzio.

Ma perchè questo silenzio? Perchè i baroni da sempre esprimono potere. Sono dei tipici esponenti della cosiddetta categoria forte, borghese e dirigenziale del paese.

Hanno voluto il numero chiuso, la riforma dei corsi con il risultato che l’università è peggio di prima.

L’Ocse ha accusato l’Italia di avere pochi laureati e male utilizzati.

Sono personalmente convinto che tale situazione sia stata causata dallo scarso livello dei baroni universitari ed al contempo ritengo che quanto scoperto a Firenze non sia una eccezione ma la regola che ovviamente non coinvolgerà tutta la categoria ma una indagine più ampia nazionale con una commissione parlamentare d’inchiesta, magari nella prossima legislatura, sarebbe quantomai opportuna.

I tanti professori onesti saranno i primi ad avvantaggiarsene, ma li invito però ad affrontare la questione di petto e con vigore.

Ritengo inoltre che il metodo tenuto dai baroni rasenti la cosiddetta mafiosità comportamentale, deviata da un punto di vista etico. Mafiosità, non mafia ma la mafia aspira a suddetti comportamenti. Aspira ad imitare questa borghesia potente… Non dimentichiamocelo.

Cosa ci resta da fare quindi? Non dimenticarci di questo caso dopo le prime 24h di mediaticità.

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