Tentato omicidio nell’Ipparino, condanne per oltre 20 anni ai Calabrese

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Pene complessive per 23 anni di carcere per la famiglia di pastori che nella notte tra 10 e 11 giugno del 2017 – secondo l’accusa – ha messo a segno un tentativo di omicidio ai danni di un commerciante confinante con il loro terreno tra Comiso e Vittoria.

Per il processo che si è celebrato con rito abbreviato davanti al Gup presso il Tribunale di Ragusa, Andrea Reale, sono stati condannati: Francesco Calabrese, 41 anni, a 8 anni di carcere; Orazio 38 anni e Gaetano il capostipite, 5 anni e 8 mesi; Angelo, 19 anni, a 3 anni e 8 mesi.

Gli imputati erano difesi dagli avvocati Maurizio Catalano, Salvatore Citrella, Nunzio Citrella e Franco Vinciguerra.

La pubblica accusa rappresentata dal pm Giulia Bisello aveva chiesto per il capostipite Gaetano Calabrese, e per il figlio Orazio, 38 anni, 8 anni di carcere. La pena richiesta per il figlio maggiore, Francesco 41 anni, la richiesta era di 8 anni e 4 mesi mentre per il figlio minore, Angelo diciannovenne, 5 anni ed 8 mesi. La vittima aveva subito un tentativo di furto ed era andata dalla famiglia Calabrese per chiedere se fosse stato qualcuno di loro, subendo l’aggressione verbale da parte del figlio maggiore Francesco.

La notte successiva la vittima aveva deciso di appostarsi per sorvegliare la sua azienda ed aveva chiamato in aiuto anche un congiunto. A notte fonda, però, la sua macchina era stata bloccata da due auto dalle quali sarebbero scesi i Calabrese per scagliarsi a colpi di mazza contro la sua automobile. In quel frangente Francesco che è stato condannato alle pena maggiore, avrebbe esploso un colpo d’arma da fuoco che sarebbe andato a conficcarsi sullo schienale del posto guida.

La vittima non si perse d’animo e si fece strada con la sua auto tra quelle degli aggressori, riuscendo a fuggire e chiamando la Polizia.

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