Un tunnel sotto la città di Modica?

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Leggo di un progetto per la realizzazione di un tunnel di collegamento tra San Francesco La Cava e Santa Maria. Il costo di quest’opera sarebbe di circa 30 milioni di euro e sarebbe finanziabile dall’Unione Europea.

Preliminarmente ringrazio chi ha ripreso, proponendo il tunnel, il problema della mobilità urbana, visto che l’attuale amministrazione, impegnata com’è in feste e notti bianche, non si è mai occupata di questo tema così fondamentale. Aprire un dibattito è sempre meglio che non farlo, perché consente di attenzionare una questione e di sviscerarne, democraticamente, i pro e i contro, al fine di arrivare ad una soluzione ottimale.

Ciò premesso, l’idea di realizzare quel tunnel, con un investimento così importante, non mi convince, perché nel rapporto costi-benefici, di cui bisogna tenere conto quando vengono prese le decisioni politiche, i vantaggi ottenuti da questa opera sarebbero, a mio avviso, inferiori agli sforzi necessari per realizzarla.

Pensiamoci attentamente: quel tunnel andrebbe ad impattare sulla naturale composizione della cava, costituendo una modificazione sostanziale delle sue caratteristiche. In altri termini esso imporrebbe un intervento esecutivo altamente invasivo.

Mi si potrebbe obiettare che con questo tunnel si smaltirebbe il traffico. Bene. Chiedo io: quale traffico? Quello delle autovetture, ovviamente, che da Via Marchesa Tedeschi si devono recare nella zona di San Francesco La Cava. Perfetto. Allora mi chiedo: in quale misura statistica il traffico che si orienta sul Corso Umberto è rappresentato da autovetture che ruotano tra Via Marchesa Tedeschi e il Motel Agip? A lume di naso, credo in proporzione assai ridotta rispetto alle autovetture che, invece, transitano verso lo Stretto in direzione Sorda, intasando la parte bassa del Corso Umberto. Perché è questo il problema: il collegamento con la Sorda.

Allora, mi permetto di osservare che il progetto in questione, ottimo quando fu ideato e proposto per la prima volta (1987), presenta oggi un limite culturale di base, perché considera ancora il trasporto individuale su quattro ruote l’unica alternativa possibile di mobilità urbana. Quest’impostazione culturale contrasta con la concezione contemporanea e più avanzata, secondo la quale la mobilità deve essere “alternativa”, nel senso che deve consentire al cittadino di escludere l’uso individuale dell’autovettura, avendo a disposizione diverse possibilità o, meglio, un sistema integrato di strumenti che gli permettano di raggiungere ogni punto della città con maggiore comodità e in minor tempo.

Detto in altri termini, se partendo da Modica Alta si deve raggiungere la Sorda, con l’autovettura si impiega un tempo di circa 30-40 minuti, a seconda del traffico, e si deve affrontare anche il problema del parcheggio, sempre più difficile da trovare.

Se, invece, attraverso un sistema integrato di trasporto alternativo (scale mobili, ascensori, bus navetta, sharing mobility, piste dedicate alle biciclette e alle bighe elettriche ecc.) si consente il percorso di questo tragitto (badate sono appena 6 km di tracciato stradale) in metà tempo e senza l’angoscia del parcheggio, si ottengono una serie di vantaggi fondamentali, come ad esempio la riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico e il miglioramento generale della qualità della vita dei cittadini.

Occorre riflettere, dunque, sulle proposte da mettere in campo in questo ambito così essenziale per la vita di una intera comunità, spingendo i modicano a vivere diversamente il loro rapporto con la mobilità e, soprattutto, richiedendo i finanziamenti per le opere, anche diverse tra loro ma, come ho detto, integrate funzionalmente, tali da operare un reale cambiamento e un miglioramento effettivo delle condizioni di abitabilità dell’intero territorio urbano.

Ovviamente, realizzato un sistema integrato di trasporti e realizzati parcheggi, dove tenere ordinatamente le autovetture (altro aspetto importantissimo), si potrebbe anche parlare di pedonalizzazione di vaste aree della città, come sta accadendo nei centri storici di tutta l’Italia.

In conclusione, occorre avere le idee ben chiare sul presente e agire senza tentennamenti, perché, tra una festa e l’altra, tra una barretta di cioccolata e l’altra, ci vuole una rivoluzione culturale che, negli ultimi 15 anni, nessuno ha nemmeno immaginato di avviare…

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Antonio Ruta, classe 1977, esercita la professione di avvocato.
Ha sempre militato nella sinistra ed oggi quale componente dell’area Civati fa parte del coordinamento cittadino del PD modicano. Sposato, ha scelto di rimanere a Modica per costruire una famiglia e per contribuire, come cittadino, alla crescita della città. Oggi collabora con La spia.it, per la quale cura la rubrica di commento ‘Il Tazebao’. Politicamente si colloca nell’area della sinistra radicale del partito, convinto assertore degli ideali socialisti e delle politiche di tutela dei diritti e della sostenibilità ambientale.
Ha eletto a suo modello un concittadino illustre anche se troppo spesso bistrattato, Raffaele Poidomani, il cui genio creativo e la grande umanità personale rappresentano per Antonio Ruta un punto di riferimento ed un esempio non comune di sacrificio.

1 commento

  1. Come commentato altrove, l’idea del tunnel la condivido per i seguenti motivi. Credo che un tunnel, non crei l’impatto ambientale di cui si dice, per il fatto stesso di essere un tracciato occultato. La sua realizzazione consentirebbe con più facilità, a rendere ZTL la parte più bella del Corso Umberto. Da non dimenticare che ogni qualvolta si sono fatte le campagne elettorali per amministrare Modica, quasi sempre e quasi tutti i candidati Sindaci,ne hanno fatto il loro cavallo di battaglia per la pedonalizzazione di quella parte del Corso. Il fatto di realizzare un bypass alla parte alta del Corso Umberto, annullerebbe i grovigli di traffico a Piazza Monumento; faciliterebbe il collegamento da e per Ragusa sia per quelli che provengono dalla parte bassa del corso, quanto per quelli che provengono da Rosolini (attraverso la Mista ) se non per la parte della Via Giarratana e Fontana. Non è proprio così’ modesto il traffico che si eviterebbe. Da valutare il tunnel anche come eventuale via di fuga per eventuali accadimenti naturali, rispetto al quartiere Vignazza e circondario. Non so se scale mobili; ascensori; parcheggi multipiani e piste varie (da connettere tra loro per velocizzare la mobilità) abbiano un impatto ambientale minore. Tra l’altro credo che non sarebbe semplicissimo abituare il Modicano ad un percorso a ostacoli tra scale mobili, ascensori per vivere la sua quotidianità. Questo tipo di strutture sono importanti ai fini di facilitare la mobilità finalizzata al turismo. Concludo convinto del fatto che la realizzazione del tunnel, secondo me, darebbe ottimi risultati al traffico e consentirebbe una opportunità per pedonalizzare il Corso Umberto e se a questo si aggiungesse l’idea di ascensori per il raggiungimento della parte alta della città, allora la comunità farebbe un salto di qualità. Quello che mi lascia perplesso è il fatto che idee e progetti lungimiranti, dovrebbero arrivare dalla Politica e non dal privato. Questo dimostrerebbe la voglia di guardare oltre il proprio naso e porre le basi per un miglior futuro per i propri cittadini.
    Si ringrazia per l’ospitalità
    Francesco Galazzo

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