Da via Algeri “acchiananu soddi e scinni droga”: 30 mila euro al giorno. I segreti del “regno” dei fratelli Genova

0
24319

Da via Algeri, quartier generale dello spaccio del quartiere della Mazzarrona e più precisamente dalle abitazioni dei fratelli Genova, “acchiananu soddi e scinni droga”.

Oggi i carabinieri di Siracusa, con l’aiuto dei Vigili del Fuoco, hanno trovato un vero e proprio quartier generale dello spaccio alla Mazzarrona che frutta, come scritto tempo fa (LEGGI ARTICOLO), oltre 30 mila euro al giorno.

Abbiamo evitato di rivelare, prima di oggi, il “sistema” dello spaccio in via Algeri, per non dare vantaggi ai delinquenti. Oggi ricostruiamo il “regno” dei fratelli Genova ed i loro segreti.

COME FUNZIONA LO SPACCIO? IL SISTEMA DELLA GRONDAIA…

Dalle abitazioni dei fratelli Genova, Max – il vero capo – ed il fratello Gianluca, parte una grondaia che arriva fino al piano terra.

Dalla grondaia scendono le palline e, con un filo, vengono “tirati” su i soldi.

I fratelli Genova, insieme ad almeno altri quattro soci (di cui prossimamente faremo i nomi), stanno tranquillamente dentro casa a monitorare lo spaccio.

4 TURNI DA 6 ORE AL GIORNO

Le flotte di piccoli spacciatori al soldo dei fratelli Genova fanno quattro turni ciascuno, da 6 ore.

I primi “montano” di servizio alle 6 di mattina e staccano a mezzogiorno, i secondi da mezzogiorno alle 18, i terzi dalle 18 a mezzanotte e l’ultimo turno giornaliero da mezzanotte alle 6 di mattina. E così via, l’indomani.

Ogni spacciatore riceve dai “capi”, quelli che intascano “puliti” 30 mila euro al giorno, 50 palline di droga, ogni volta che le finisce, viene rifornito con altre 50.

In media, per ogni “turno”, ciascun spacciatore finisce 4-5 serie di 50 palline, oltre 250 palline (per una media di 20 euro a pallina).

IL SISTEMA DELLE TELECAMERE

Il “sistema” delle telecamere usate dai fratelli Genova e dai loro sodali è efficace per evitare qualsiasi controllo reale delle Forze dell’Ordine.

Oggi, dopo l’operazione dei carabinieri, ecco come funziona il sistema di sorveglianza:

oltre 20 telecamere che riprendono tutti gli ingressi in via Algeri, dal tennis alla farmacia, con zoom potentissimi che permettono ai “capi” di inquadrare ogni angolo e prevenire i controlli.

Nei piccoli “casotti” di legno si trovano dei grandi, enormi, televisori che, suddivisi in finestre, tengono sotto controllo ogni angolo.

I TERRAZZI PER LA FUGA

Le abitazioni sono collegate con strutture rimovibili per favorire la fuga da un appartamento all’altro e l’occultamento della droga con, addirittura, dei veri e propri dispositivi acustici da azionare per favorire la fuga.

Sono circa 40 le famiglie che, direttamente o indirettamente, aiutano i “capi” dello spaccio in via Algeri.

Oltre ai portoni d’ingresso, delle vere e proprie cancellate per entrare negli stabili.

I PRANZI DA “UN MILIONE DI VECCHIE LIRE”

Come ogni “lavoratore” che si rispetti, anche i capi di via Algeri hanno la pausa pranzo. L’unica differenza sta nella “mensa”.

Invece della mensa aziendale, per usare un eufemismo, sono i Genova ad ordinare ogni giorno per tutti i “capi” – una media di sette/otto persone al giorno – il pranzo da un noto ristorante di Siracusa (di cui prossimamente faremo il nome) che cucina ottimo pesce e che provvede a recapitare a domicilio i pasti.

Il tutto per una cifra che, di media, supera di molto il milione di vecchie lire, intorno alle 500/600 euro al giorno.

LA GENTE MUORE DI FAME, LORO GUADAGNANO

Come accaduto per le due piazze di spaccio, il Bronx e la Tonnara, anche le altre due “piazze” Via Algeri e Via Italia e Parco Robinson saranno riportate alla normalità con i capi ristretti in galera.

Da tempo c’eravamo concentrati sul Bronx e sulla Tonnara. Adesso che le due piazze sono state azzerate, ci concentriamo nella denuncia giornalistica di “Via Algeri” e “Via Italia e Parco Robinson”, certi che, anche in questi due casi, i capi verranno assicurati alla Giustizia.

Con la speranza che, quando questi “galantuomini” (per dirla con Sciascia) saranno chiamati a rispondere delle loro malefatte, non facciano come il “coraggioso” Cesco Capodieci, che prima insultava e minacciava pubblicamente e poi è scappato come “bugs bunny” ed è ricercato dai Carabinieri insieme ai suoi tre amichetti

La gente non arriva a fine mese, i cittadini della Mazzarrona reclamano giustamente diritti, ma non denunciano ciò che accade.

Solo la denuncia consentirà ai cittadini del quartiere della Mazzarrona, come qualsiasi altro di Siracusa, di essere liberi. Lo spaccio avviene a cielo aperto e se la gente non denuncia, non avrà diritto a lamentarsi.

Condividi

Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico “Tommaso Campailla” di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo.
“Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: “Passaggio a Sud Est”. Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l’Agenzia Giornalistica “AGI” ed altre testate giornalistiche”.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Aggiungi una immagine