Da Vittoria al nord Italia, le società in cui la famiglia del condannato per mafia reinveste i soldi della plastica

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Il “business” della plastica, cioè quello relativo allo smaltimento delle materie plastiche delle serre, è molto più complesso e redditizio di quanto non siamo riusciti a raccontare fino ad oggi.

Con questa nostra inchiesta vogliamo farvi fare un viaggio nel settore della plastica, dall’inizio fino al guadagno (enorme) finale, passando per smaltimenti illeciti, fino al danno ambientale inimmaginabile.

COME FUNZIONA IL CICLO DELLA PLASTICA?

La plastica impiegata in agricoltura (dalle coperture delle serre in poi), essendo impregnata di fertilizzanti, fitofarmaci e pesticidi, è considerata rifiuto speciale altamente tossico e, pertanto, il suo smaltimento deve essere eseguito in impianti specifici, che trattano il materiale con diversi cicli di lavaggio, in modo da bonificarlo per il successivo reimpiego.

L’affare è stato “annusato” dai gruppi criminali organizzati, soprattutto nel contesto vittoriese e gelese. E’ enorme il business legato alla raccolta ed al riciclo della plastica esausta, proveniente dai diffusissimi impianti serricoli delle campagne dell’intera provincia di Ragusa.

Il circuito economico attrae la criminalità sotto vari aspetti, due su tutti: il riciclaggio di proventi illeciti attraverso l’offerta competitiva in fase di acquisto ed il lucroso guadagno nella fase di vendita, senza sopportare i previsti costi di smaltimento e recupero.

Proprio dall’inquadramento storico si può capire di più. L’affare della plastica da almeno un decennio è stato indicato come attrattivo.

Alle aziende storiche si è ben presto affiancato, fino a diventarne il più forte, il gruppo Donzelli (come emerge dalle recenti indagini della Guardia di Finanza, per delega della Procura di Ragusa).

IL GRUPPO DONZELLI

Nel settore della raccolta, lavorazione e riciclo della plastica esausta, spicca il gruppo legato a Giovanni Donzelli ed al figlio Raffaele.

Va subito precisato che, Giovanni Donzelli, è stato condannato per associazione mafiosa, nell’ambito dell’operazione “Piazza Pulita”. Donzelli è stato considerato contiguo al gruppo Dominante.

“Il Donzelli – si legge in una nota ufficiale – starebbe tentando di ridimensionare le iniziative imprenditoriali dei concorrenti nel settore, supportato anche da personaggi di spessore criminale legati ai contesti mafiosi gelesi”.

Effettivamente Donzelli ha creato un vero e proprio sistema di scatole cinesi. Società che acquistano e comprano, fanno fatture (spesso a “giro”) e realizzano proventi finali. Le stesse “scatole cinesi” che il condannato per mafia Giovanni Donzelli contestò, fra un insulto e l’altro, nel video di Rai1.

Il Gruppo ha un enorme numero di società (di comodo?) per attenuare (?) la pressione fiscale dello Stato, reinvestendo continuamente in nuove attività.
Società delle quali, in alcuni casi – misteriosamente -, si perdono le tracce.

Società, per citare un esempio concreto, che nel 2010 hanno fatturato 10 milioni di euro e che a rimbalzo si perdevano da Vittoria fino a Niscemi (in una contrada sconfinata, senza numeri civici e con nessuna possibilità di essere rintracciata); arrivando fino a Novara e da qui, appunto, perdendosi le tracce.
Per non parlare dei debiti con l’Enel, non onorati da dieci – quindici anni.

Il sistema, in assoluto, è più complesso a spiegarsi che a realizzarsi: si aprono diverse linee di credito, molte “a pagherò”, vengono emesse fatture che rimbalzano da una società all’altra, fino ad azzerare i proventi ed a iscriverli come spese.

LE SOCIETA’ DEL GRUPPO DONZELLI

Le società che fanno capo al “Gruppo Donzelli” sono molteplici e, ovviamente, non riguardano solo lo smaltimento della plastica. Anzi, a quel punto lo smaltimento (quindi la Sidi Srl) diventa “solo” la capofila, da dove si realizzano i maggiori proventi che vanno fatti “uscire” con il sistema delle fatture verso le altre società.

Vediamole nello specifico:

  • La Sidi Srl (che ha sede legale a Vittoria, in via Nino Bixio n. 401) era rappresenta da RaffaeleDonzelli (figlio di Giovanna Marceca e Giovanni Donzelli).

Il 9 gennaio del 2015 la società avanza al Libero Consorzio Comunale di Ragusa (già Provincia Regionale di Ragusa) la richiesta di cambio di titolarità dell’attività di messa in riserva di rifiuti non pericolosi, dalla società South Italia Donzelli Industry S.r.l., in favore della società SIDI s.r.l. con sede legale a Vittoria in Via G. Matteotti n. 328 e rappresentata da Donzelli Giovanni, già condannato per mafia.

La Sidi Srl, diventa Sidi Srls, a questo punto intestata al mafioso Giovanni Donzelli, opera la dismissione e il riciclo della plastica.

  • La Sidi Srl, però, non risulta proprietaria del terreno dove sorge l’attività (in contrada Mazzara a Vittoria) che è intestato, invece, alla Sa. srl, con sede a Vittoria in piazza Matteotti n. 17 e rappresentata da Giovanna Marceca (moglie di Giovanni Donzelli e madre di Raffaele).

Primo passaggio, quindi, in quanto non è difficile immaginare che la Sidi Srl, paghi alla Ro.Sa. srl compensi per utilizzare il terreno di proprietà (vi è un contratto di comodato stipulato il 27 dicembre del 2014).

Si, avete capito bene: il figlio ed il marito che pagano alla moglie per utilizzare il terreno.


Ovviamente non è finita qui, anzi siamo solo all’inizio.

  • All’interno dell’azienda Sidi Srl opera la IPC S.r.l. (amministrata da Salvatore Macchiavello, “testa di legno” dei Donzelli?) che è appaltatrice della Sidi Srl e, nei fatti, stipula i contratti con i dipendenti.

 

  • Altra società che fa capo al gruppo e che si occupa di plastica è la MacPlast Agritec Srl, con sede in contrada Bosco Piano a Vittoria. 
La società inizialmente si chiamava Agritec, poi diventa MacPlast, fino a diventare Nuova MacPlast. Va detto che, ogni volta che cambia il nome, conseguentemente, cambia tutto l’assetto societario.

Con la MacPlast si esauriscono (forse!) le società riconducibili al gruppo Donzelli operanti nel settore dello smaltimento delle materie plastiche.

Queste società sono comunque collegate ad altre società del gruppo Donzelli, dove vengono reinvestiti i capitali e precisamente:

  • Immobiliare: è una società immobiliare, acquista e vende immobili; importantissima per permettere una vera e propria rete di acquisti e vendite continue.
  • Smooth Village: villaggio turistico e bar, società intestata alla sorella di Raffaele Donzelli, altra figlia del condannato per mafia Giovanni Donzelli, cioè Clara Donzelli. Lo Smooth Village è un villaggio turistico, molto in voga, a Scoglitti.
  • Infine la Safran Srl, intestata a Lorella Iacono (moglie di Raffaele Donzelli), commercia marche prestigiose di abbigliamento di nicchia (i negozi “Belli e ribelli” in via Nino Bixio 155 a Vittoria).

I Responsabili delle società:

Vi sono diverse altre società del “Gruppo” che, però, non sono direttamente intestate ai Donzelli. La questione si complica – e di molto – se si allarga ai beni immobili o mobili e di lusso,  come molteplici autovetture (non comuni!).

IL DANNO AMBIENTALE

Il capitolo smaltimento è, relativamente alla “plastica”, il più complesso. Non fosse altro per il tema cruciale dei “fanghi” e dei documenti prodotti per il loro smaltimento che hanno costituito un “danno ambientale enorme”.

“Nel corso delle indagini si accertava altresì – scrivevano i militari della Gdf – che la Sidi srl provvedeva a smaltire i fanghi trasportandoli in una cava sita ad Acate. In relazione alla cava, in occasione del sopralluogo del 7/3/16, il responsabile del Dipartimento ARPA di Ragusa riferiva che già nel mese di novembre del 2015 aveva svolto analoga attività nei confronti di altri soggetti direttamente riconducibili a Donzelli Giovanni, in particolare Giovanni Longo (che ammetteva che “i rifiuti presenti sull’autocarro provenivano dallo stabilimento Sidi srl e che per il trasporto la Sidi srl aveva rilasciato solo un mero documento di trasporto e non il necessario formulario identificazione rifiuti”).

Il sito in cui si smaltivano questi rifiuti, esteso per quasi 15mila metri, era saturo di ogni sorta di rifiuto, come pneumatici usati, rifiuti derivanti dalla demolizione di edifici, paletti in cemento armato utilizzati in agricoltura, fusti di plastica contenenti pesticidi e fitofarmaci sparsi in ogni dove ma, soprattutto, teli di polietilene di colore nero, usati per la pacciamatura delle serre misti alla sabbia e parzialmente interrati”.

Persino lo stato dei luoghi della Sidi (come è facilmente verificabile nel video pubblicato sopra) per le Forze dell’Ordine non era idoneo:

A) i rifiuti trattati dalla SIDI srls erano stoccati sulla nuda terra e non su di un basamento impermeabile e, inoltre, non per tipologia e quindi separatamente in spregio al D.M. 19/05/2006 n.186;

B) il piazzale utilizzato dalla SIDI srls non era dotato di impianto di raccolta delle acque di prima pioggia ne’ tantomeno di idoneo scarico fognario dotato di pozzetti d’ispezione (pozzetto fiscale), né di idonea rete di captazione, in difformità a quanto previsto dall’art. 152 del d.Lgs152/2006;

C) lungo il perimetro dell’impianto non erano presenti adeguate essenze arboree per l’occultamento visivo e la mitigazione dei rumori ma, anzi, come da supporti fotografici allegati, il confine era privo di qualsiasi vegetazione a causa dell’asfissia radicale dovuta alla fuoriuscita di percolato dovuto allo straripamento dei letti di essiccazione del fango contenente sostanze inquinanti;

D) il settore per il conferimento dei rifiuti non era distinto da quello della messa in riserva, ne’ tantomeno quest’ultimo era organizzato in aree distinte per tipologia di rifiuti trattati;

E) la superficie del settore di conferimento sembrava essere sprovvista di idonea pavimentazione impermeabilizzata e dotata di sistemi di raccolta dei reflui che possano fuoriuscire, da automezzi o serbatoi in ingresso;

F) la vasca di sedimentazione dei fanghi non rispettava i dettami imposti dall’autorizzazione concessa dal comune di Vittoria;

Facile fare impresa così, a scapito della salute dei cittadini tutti tanto da far urlare la Procura al “disastro ambientale”, poi reinvestendo in altre attività.

Falcone diceva: “dobbiamo colpire i criminali dove fa male, dobbiamo seguire i soldi”.

Dal business della plastica, al gruppo Donzelli (colpito negli ultimi anni da diverse indagini sfociate con sequestri per delega della Procura di Ragusa), fino alla galassia delle altre società snocciolate.

La domanda continua ad essere: dove finiscono i soldi della plastica? Chi paga il danno ambientale?

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico “Tommaso Campailla” di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo.
“Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: “Passaggio a Sud Est”. Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l’Agenzia Giornalistica “AGI” ed altre testate giornalistiche”.

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