25 anni dalla strage di Capaci, in Prefettura la commemorazione per le vittime

Nella mattinata odierna, nel cortile interno del Palazzo del Governo, su iniziativa del Prefetto Maria Carmela Librizzi,  è stato organizzato un momento di raccoglimento per ricordare le vittime delle due stragi di Capaci e di Via d’Amelio ove, 25 anni fa, a distanza di pochi mesi, persero la vita rispettivamente il giudice Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo, il giudice Paolo Borsellino e gli uomini delle loro scorte.

La cerimonia commemorativa, prevista appositamente il giorno antecedente alla data del 23 maggio della strage di Via Capaci, così da consentire a quanti interessati di partecipare alla cerimonia ufficiale in programma domani a Palermo, si è tenuta alla presenza dei Vertici delle Forze dell’Ordine, della Magistratura locale e di una rappresentanza di studenti che nella circostanza hanno affollato l’atrio interno della Prefettura dinanzi alla lapide ivi scoperta nel 1992 per onorare la memoria ed il sacrificio delle due stragi di Capaci e di Via d’Amelio.

L’evento, svoltosi in un clima di assoluta sobrietà,  ha visto in apertura – dopo il saluto del Prefetto – l’intervento di alcuni alunni del Liceo Scientifico “E. Fermi” guidati dalla Prof.ssa Tina Petrolito, da anni impegnata in significative iniziative in materia di legalità, i quali attraverso la lettura di brevi brani hanno delineato i tratti salienti dei due magistrati barbaramente uccisi, con riferimento all’impegno da loro profuso per sconfiggere la “Mafia” e alle tante resistenze affrontante sul campo per porre freno al dilagare del fenomeno mafioso in terra di Sicilia.

La cerimonia, proseguita con un momento di preghiera officiato dal Vicario del Vescovo Don Roberto Asta e con la deposizione – sulle note del “Silenzio”  intonato dal giovane trombettista Matteo Cutello – di una corona di fiori sulla lapide a cura di due agenti della Polizia di Stato, si è conclusa con il lancio di tre palloncini tricolore a significare l’impegno di quanti hanno immolato la propria vita nel nome della giustizia e di tutte le vittime innocenti delle mafie.

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