A 25 anni dalle stragi tira una brutta aria…(di Salvatore Calleri)

L’estate di 25 anni fa verrà ricordata per le stragi di mafia e per la reazione civica che ne seguì.

L’estate 2017 come verrà ricordata?

L’aria che tira non mi piace. Mi dispiace dirlo e nonostante io sia sempre uno moderatamente ottimista, stavolta non me la sento proprio di esserlo.

D’altronde il segnale della statua decapitata di Falcone ed usata come ariete che giustamente fa arrabbiare mezza Italia rappresenta bene la situazione… Solo che la mezza Italia che s’indigna per la statua poi si ferma alla statua senza andare alla sostanza delle cose.

Oggi dopo 25 anni abbiamo:
1) un movimento antimafia fatto a pezzi in modo raffinato;
2) un tentativo in corso di abolire il 41 bis con le scuse più varie;
3) l’utilizzo dello strumento della revoca per mettere in discussione le condanne definitive;
4) la volontà, per qualcuno evidente, di abolire l’ergastolo per i mafiosi;
5) un Graviano parlante ed intercettato che manda segnali;
6) una incapacità lampante di seguire i soldi come si deve seguendo il metodo Falcone;
7) un codice antimafia che rischia di arenarsi;
8) coloro che combattono contro la mafia che vengono isolati in quanto scomodi  con i figli dei mafiosi in politica oppure star televisive.

Quindi dopo 25 anni si rischia per la prima volta la sconfitta dello Stato contro le mafie. Mi dispiace dirlo ma il rischio c’è… Siamo sotto attacco.

Cosa fare quindi? Combattere e resistere e fare in modo che gli 8 punti di cui sopra non ci distruggano, ma ribaltare il tutto a danno dei mafiosi.

Non è facile, ma è necessario sennò la mafia avrà vinto e l’estate 2017 sarà ricordata come l’estate della sconfitta degli onesti.

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