26 anni fa la notte delle bombe e quelle vittime senza Giustizia

Una, due, tre bombe. Erano le 23,14 e c’era ancora tanta gente in giro, a Milano. Quando l’autobomba esplode, in Via Palestro, c’erano vigili del fuoco e vigili urbani, chiamati sul posto perché dal cofano di un’auto parcheggiata usciva del fumo. Così muoiono Carlo La Catena, Sergio Pasotto e Stefano Picerno, vigili del fuoco, e il “ghisa” Alessandro Ferrari. Insieme a loro Driss Moussafir, che dormiva su una panchina.
Dopo 43 minuti una bomba anche a Roma, davanti alla basilica di San Giovanni in Laterano, e quattro minuti più tardi una terza davanti a San Giorgio al Velabro. 
Cosa nostra aveva ancora alzato la testa, voleva sovvertire l’ordine democratico in Italia. E nello stesso momento voleva dare un segnale chiaro, come disse Riina intercettato in carcere, contro Giovanni Paolo II. 
«Quel Papa polacco era cattivo… proprio… Era un carabiniere… Ha esortato a pentirsi…Ma noi siamo tutta gente educata…».
Ma sono tanti i punti oscuri, e la domanda: “fu soltanto cosa nostra?”. 
Ad iniziare da una donna bionda, ancora una volta, segnalata sulla scena della prima bomba di Milano, magari la stessa che viene intravista prima della strage dei Georgofili a Firenze o a Capaci.
Ed allora, fu soltanto la mafia?
In attesa di avere le risposte alle domande che in questo Paese sembrano introvabili, ricordiamo quella notte e chi perse la vita.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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