29 luglio del 1983, la strage che uccide il Giudice Rocco Chinnici

Un boato, poi una gigantesca coltre di fumo, di polvere e di gas che avvolgeva tutto. Quel “tutto” stava dentro e intorno ad un cratere: i corpi dilaniati del Giudice Rocco Chinnici, dei due uomini della scorta, il maresciallo dei carabinieri Mario Trapassi e l’appuntato Salvatore Bartolotta, del portiere dello stabile, Stefano Li Sacchi.

Poi un groviglio di lamiere, calcinacci, macerie. Uno scenario di guerra. Sotto casa del Giudice.

Lui, il dottor Chinnici, pochi minuti prima aveva dato il ‘buongiorno’ ai propri figli, con il solito caffè portato nelle loro camere. E poi quel “Arrivederci ragazzi, a dopo”. Ma quel “dopo”, purtroppo, non arrivò mai.

Sentirono il boato e si precipitarono giù i figli, Giovanni e Elvira. E fu proprio il figlio Giovanni a vedere il padre, morto. “Gridai a Elvira: ‘Guarda, è lì’. Non auguro a nessun figlio, anzi proprio a nessuno, di vedere con i propri occhi uno strazio simile”.

Non riesco neanche ad immaginare cosa possa voler dire vedere il proprio Padre a brandelli.

Era il 29 luglio del 1983.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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