“Aiutateci a non soccombere”. L’incredibile storia di Paola Gugliotta, da vittima d’usura (e di mafia) a vittima di “Stato”

“Dal 2004 al 2010 siamo stati vittime di vili reati quali l’estorsione e l’usura aggravata da minaccia.

Sono stati anni terribili durante i quali sprofondavamo sempre più nel vuoto, un vuoto che era tanto e tale che spesso io lo avvertivo quasi fisicamente e non sapevo cosa fare per sconfiggere una sensazione così sgradevole”.

A parlare, in esclusiva per La Spia.it, è Paola Gugliotta di Pozzallo (Ragusa), donna onesta e coraggiosa che rischia di pagare a caro prezzo il proprio atteggiamento di collaborazione con lo Stato.

Chi collabora con la Giustizia, spendendo la propria vita, la propria famiglia e la propria dignità, poi non deve assolutamente essere abbandonata dallo Stato e dalle Istituzioni. E’ questo il nostro appello.

Ed il peggio potrebbe ancora accadere, visto che i “beni” della Famiglia potrebbero andare all’asta il 14 luglio. Eppure non crediamo che, né lo Stato (con le Istituzioni in primis) né qualche vigliacco abbia il coraggio di speculare sulla situazione.

Difenderemo con ogni mezzo legale la famiglia della Signora Paola. 

Ma torniamo al racconto ed alle parole, sofferte, di Paola Gugliotta.

“Sono stati anni veramente difficili per tutti noi, lo sono ancora. Io non riesco più a guardare le persone negli occhi perché tutto quello che mi è accaduto giorno dopo giorno mi ha fatto sentire una persona senza dignità. Questa è senz’altro la punizione peggiore.

Ti spogli di ogni tuo bene materiale giorno dopo giorno e ogni giorno qualcosa in te muore e tu lo sacrifichi senza accorgertene. Convivi con le minacce come gli altri lo fanno con il lavoro, con la famiglia e con i figli.

Cerchi di avere delle speranze ma ogni giorno ne perdi qualcuna e i tuoi occhi si spengono sempre di più.

Ad un certo punto accade la cosa peggiore, smetti di avere rispetto per te stessa, smetti di amarti e cominci ad odiare la vita che ti fa sentire sempre più prigioniera.

In realtà non odi la vita in quanto tale, anzi ne sogni una migliore, una normale, ma odi la tua di vita che non ha più un attimo sereno ed è fatta di paura, di ansia, di respiro corto, di lacrime.

Mi sono scontrata con mille difficoltà burocratiche, dopo la mia collaborazione con le forze dell’ordine ho chiesto l’accesso al fondo per le vittime del racket e dell’usura. Mai avrei immaginato che sarebbe arrivato un aguzzino peggiore dei criminali precedenti e invece è arrivato di peggio: lo Stato e la sua burocrazia.

Documenti fatti e rifatti tante volte, inutili viaggi a Roma, caos più completo.

E intanto sono passati ben cinque anni.

Oggi io ho bisogno di giustizia, per me, per i miei figli perché loro possano ancora credere che l’onestà paga, che non vince chi non rispetta le regole ma chi porta avanti valori seri di responsabilità, sacrificio, rettitudine.

Vorrei che i miei figli non rinunciassero mai alla loro integrità, alla loro generosità, alla loro spontaneità e che non si facciano cambiare da questo mondo che rema contro tutto quello che di buono è rimasto.

Ho bisogno di potere credere che per me e la mia famiglia esiste ancora un futuro. Non voglio più sentirmi sola contro tutto un sistema che non tutela le vittime che presto vengono dimenticate.

Noi esistiamo ancora a dispetto di tutto e rivogliamo la nostra vita.

Aiutateci a non soccombere, non sarebbe giusto! Ridateci la speranza!”.

Da dire, a margine, che l’Associazione Antiracket di Rosolini, con in prima persona il responsabile, Paolo Caligiore, sin dal primo momento sono stati accanto alla famiglia della Signora Paola Gugliotta.

LA NOTA DEL COMITATO CONTRO LE ASTE

Siamo stati vicini e lo siamo fattivamente alla famiglia gugliotta, il comitato  contro le aste auspica che le istituzioni possano dare le risposte dovute nel più breve tempo possibile, chiede su mandato della stessa famiglia un incontro con le associazioni antiracket del territorio.
            Sempre su mandato della stessa famiglia chiede di non intraprendere attività di collette perché il problema è altrove. Altresi auspica vicinanza e solidarietà. 

             Il coordinatore Marcello guastella.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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