“Alle 22 dell’otto dicembre, bloccheremo l’Italia”. La “promessa” di Mariano Ferro

“L’otto dicembre prossimo, alle 22 in punto bloccheremo l’Italia, dalla Sicilia fin su a Pordenone”. È questo il messaggio più importante lanciato dal leader del “Popolo dei Forconi”, Mariano Ferro, in una partecipata riunione che si è tenuta venerdì sera al “Palace Hotel” a Modica. L’occasione è stata fornita proprio da un confronto sulla manifestazione “di protesta” organizzata dal movimento, per giorno 9 dicembre, con importanti presenze, che hanno arricchito il confronto – dibattito. Dalla senatrice del Pd, Venerina Padua, al deputato regionale dell’Udc, Orazio Ragusa, dall’imprenditore sciclitano Angelo Pacetto (che tempo fa minacciò di farsi esplodere, per non perdere la propria abitazione venduta all’asta giudiziaria), fino ad Angelo Giacchi che, fino ad una settimana fa, ha operato lo sciopero della fame, anche lui come Pacetto, contro le aste giudiziarie, oltre ad alcuni rappresentanti di partiti politici cittadini. “Può darsi che creeremo qualche disagio alla popolazione – dichiara Mariano Ferro -, ma l’unica arma che abbiamo è il popolo che, come accaduto in Sicilia, è sceso con noi per le strade e ci ha sostenuto. Bene, oggi, faremo di più, molto di più. Oggi è venuto il momento di alzare il tiro”. Alla domanda posta da più parti, di quali siano le richieste dei Forconi. Mariano Ferro risponde nettamente e senza esitazioni. “Lo diremo solo quando saranno in ginocchio – afferma il leader dei Forconi – non iniziamo questa rivolta, perché di rivolta si tratta, per ottenere un tozzo di pane. Mancano pochi giorni alla data prescelta, il coordinamento si allargherà anche ad altri soggetti, rigorosamente apartitici, nessuna bandiera di forze politiche o sindacato è ammessa. Questo paese così com’è non va. Adesso, la pazienza è finita, finita”. Ma gli obiettivi dei “Forconi” sono molteplici, dalla lotta contro le aste giudiziarie, passando per la difesa della salute e la lotta per le cure con il metodo “Stamina”, fino alla legge elettorale “non rappresentativa” e le politiche europee che stanno “mettendo in ginocchio il Paese”. “Ci hanno accompagnati alla fame, hanno distrutto l’identità di un Paese, hanno annientato il futuro di diverse generazioni”. “Sono anni che giriamo l’isola e l’Italia per rappresentare in ogni luogo prima il grido di allarme ed oggi l’urlo di dolore di centinaia di migliaia di famiglie, di imprese, di uomini ,donne e giovani che hanno perso le loro attività, il loro lavoro e persino la loro stessa dignità di esseri umani. Abbiamo fatto e visto manifestazioni – sottolinea Mariano Ferro -, sit-in, abbiamo firmato appelli, petizioni, abbiamo incontrato le istituzioni. Ma tutto ciò si è rivelato tempo perso, energie sprecate. Dobbiamo far capire che il popolo è in rivolta e far sentire la nostra voce, ferma e determinata, al presidente del Consiglio, Enrico Letta”. La conclusione è stata affidata alle parole di Pacetto e Giacchi che, con una solo voce, hanno chiesto “attenzione per le problematiche delle aste giudiziarie e partecipazione per il nove dicembre”.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

2 COMMENTI

  1. Con la protesta che avete fatto avete messo in ginocchio solo la Sicilia. Io ho partecipato e dopo me ne sono amaramente pentito.avete cominciato e non avete finito, la vostra e solo motivo di una visibilità che non avete mai avuto

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