Antimafia praticata…istruzioni per l’uso

Ultimamente si torna a parlare di nuovo con la massima attenzione, a mio avviso finta, dei c.d. professionisti dell’antimafia e pertanto, essendo un fervido sostenitore dell’antimafia praticata in modo quotidiano, come ho dimostrato anche recentemente sul caso della cava di Castelvetrano, mi permetto di stilare alcune regole basilari per non incorrere in errori grossolani come spesso capita nel mondo dell’informazione soprattutto web:
 
1) quando un sito web urla in modo deciso su argomenti che riguardano la lotta alla mafia iniziando a fare mezze battute e polemiche con un utilizzo di terminologia aggressiva antimafiosa ma che punta a colpire in realtà la vera antimafia pratica, è necessario verificare dove ha sede la testata, di chi è la proprietà e chi la finanzia. Inoltre non bisogna fidarsi in automatico delle notizie che si trovano sul web ma queste vanno verificate.
2) quando qualcuno prova a far passare per icone antimafia i figli dei pentiti oppure i figli dei mafiosi che dicono di essere diversi dai loro padri non bisogna dare retta loro. Rispettare chi cambia idea è doveroso, riceverne lezioni antimafia no. Ed il loro patrimonio creato con i soldi della mafia va colpito lo stesso. I pentiti vanno accolti per la loro utilità nella lotta contro la mafia e premiati per questo, ma solo per questo.  Di nuovi Peppino Impastato, quello si un vero antimafioso, all’orizzonte non se ne vedono. Le scelte antimafia dei figli dei mafiosi se non avvengono seguendo ciò che ha fatto Peppino non godono dello stesso rispetto.
3) i testimoni di giustizia che vengono spesso dimenticati sono invece da valorizzare molto di più ed a differenza della categoria di cui al punto 2, spesso pagano direttamente il loro impegno con gli enormi disagi che subiscono personalmente.
4) l’antimafia praticata lavora duramente, spesso in silenzio, a volte in modo molto rumoroso. Solitamente è scomoda per gli antimafiosi urlanti e per il sistema di potere in quanto mira alle destrutturazione dello stesso come giustamente fa l’amico Saro Crocetta. L’antimafia praticata redige i report sulle infiltrazioni mafiose nelle ex isole felici dove esiste l’automertà.
5) l’antimafia urlante oggi rischia contestando l’antimafia praticata di essere utile idiota della mafia del terzo millennio o del web 2.0 favorendo quel clima di sospetto basato sul fuoco amico. Ossia la mafia potrebbe utilizzare l’antimafia urlante per delegittimare l’antimafia praticata.
6) quando nel movimento antimafia spunta un nuovo nome, bisogna sempre verificare con freddezza chi è, e quale storia personale ha dietro le spalle. Spesso la falsa informazione specula su queste nuove figure. Al contrario l’antimafia praticata quando c’è qualcuno da proteggere lo fa davvero non lasciandolo solo.
Concludo dicendo che non ho mai visto a coloro che parlano sempre di professionismo dell’antimafia citando spesso in tale figura i veri praticanti antimafiosi, fare vera antimafia. Ho visto solo tali soggetti danneggiarla la lotta alla mafia.
(Salvatore Calleri)

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