Antiracket: Tano Grasso, “chi denuncia continua a lavorare”

La sinergia tra le associazioni antiracket e le forze dell’ordine al centro dell’incontro nazionale, a Messina, delle associazioni antiracket aderenti alla Fai – federazione delle associazioni antiracket ed antiusura- e l’Arma dei carabinieri. Alla Base della Marina Militare, – Forte San Salvatore, associazioni antiraket, forze dell’ordine e magistrati ne hanno discusso assieme.

“Questa giornata si tiene a Messina -spiega Tano Grasso, Presidente onorario Fai, perche’ e’ la provincia dove e’ nata l’antiracket e siccome per noi il rapporto con l’arma dei carabinieri ha un rilievo strategico, in quanto consente di avere vittime che denunciano, abbiamo deciso di farlo qui a Messina”.

“Siamo in grado di esibire con fatti e non con parole- prosegue- che a differenza di 25 anni fa, quando l’imprenditore denuncia attraverso l’associazione antiracket, e’ al riparo sia la sua vita che la sua azienda, prima non era cosi’, la forza di questa esperienza produce questo risultato: chi denuncia continua a vivere e lavorare e continua ad avere la sua azienda questo e’ il senso ultimo del movimento antiracket”.

A ricordare la positiva esperienza dell’antiracket anche Pippo Scandurra presidente Fai “Oggi- afferma- e’ un’altra storia gli imprenditori denunciano e rimangono nella loro terra e questa e’ la vera vittoria dell’imprenditore , dello Stato e di tutti noi .

“In provincia di Messina 26anni fa si e’ realizzato un modello eccezionale- afferma Santi Giuffre’ ,commissario straordinario antiracket,- che ha tratto spunto dal l’intelligenza e dal coraggio degli imprenditori Orlandini ed anche dalla fortunata circostanza di istituzioni molto attente e innovative e da li’ nasce questo movimento antiracket fortissimo, i risultati sono sotto gli occhi di tutti la vittima delle estorsioni non e’ piu’ sola, viene supportato e assistito in giudizio dall’associazione. Un modello sicuramente vincente che ha portato e contributo enormemente a dare questi risultati credo che sia un eccezionalita’ messinese che vada esportata”. E’ intervenuto anche Maurizio De Lucia, magistrato della procura nazionale antimafia e antiterrorismo , le conclusioni sono state del comandante generale dell’Arma, generaleTullio Del Sette.

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