Antonio Spartà ed i suoi figli, Vincenzo e Salvatore: uccisi per aver denunciato

I loro corpi, straziati, vennero ritrovati crivellati da colpi di fucile alle 21e30 del 22 gennaio esattamente di 28 anni fa.

Non ebbero giustizia inizialmente, Antonio Spartà ed i suoi figli, Vincenzo (27 anni) e Salvatore (appena 20). Non la ebbero ed in Paese si diceva “sono solo tre pastori”, mascariando l’intera famiglia.

Loro, invece, sono un esempio di schiena dritta. Vennero uccisi dalla mafia non solo per non aver ceduto al pizzo per la restituzione di un fuoristrada rubato dalla famiglia mafiosa dei Sangani di Randazzo (Catania), ma soprattutto per averli denunciati ai carabinieri. Un’onta da lavare con la morte per i sanguinari fratelli della famiglia mafiosa.

No, non erano “solo tre pastori”, ma cittadini da ricordare per il loro coraggio. Ed è ciò che fa da allora la figlia Rita che qualche anno fa urlò: “Spero che mio nipote viva un futuro dove non esista più la mafia”.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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