Appello al Governo dei Genitori di Alessio e Simone “Chiediamo di pensare ai nostri figli che non ci sono più”

“Al nuovo Governo chiediamo di pensare ai nostri figli che non ci sono più, uccisi in una vera e propria strage. Fra due settimane Alessio e Simone faranno due mesi che sono stati uccisi. Speriamo che il nuovo Governo se ne ricordi e che lo metta fra le priorità”.

A parlare sono Alessandro e Tony D’Antonio, i genitori dei piccoli Alessio e Simone, uccisi a Vittoria in quella che viene definita come “una strage” da Rosario Greco, figlio del boss, Elio Greco.

“E’ una vergogna, ancora oggi chi era in macchina con loro, tutti pregiudicati, sono in libertà e noi ce li vediamo sfrecciare davanti agli occhi. Loro, che sono scappati dopo quella strage, sono in libertà. Noi piangiamo il dolore della perdita dei nostri figli. Speriamo che ci sia più attenzione, come ci avevano promesso i rappresentanti del Governo in occasione delle loro visite a Vittoria. Le periferie d’Italia, soprattutto al sud, meritano più attenzione e chi subisce fatti così gravi non vanno lasciati soli”.

I D’Antonio sono chiari nelle loro richieste al Governo che verrà: “Vorremmo che le promesse fatte fossero rispettate. Ci hanno detto che avrebbero inasprito le norme per l’omicidio stradale quando questo assume i contorni della strage, come nel caso dei nostri figli. Vorremmo che chi è scappato insieme all’omicida paghi e non rimanga in libertà”.

Alessandro e Tony D’Antonio si sentono soli, dopo tanta indignazione. “Dobbiamo dire grazie ai commissari, su tutti Filippo Dispenza, che non ci hanno abbandonato, ad un giornalista come Paolo Borrometi che continua a tenere accesa la memoria di Alessio e Simone con le sue denunce, alle Forze dell’Ordine. Ma chiediamo a tutti di farlo. Vediamo che c’è più preoccupazione per difendere il nome della città piuttosto che per la richiesta di Giustizia verso i nostri figli. Non è giusto. Ci avevano promesso che non si sarebbero dimenticati di noi, invece tutto sta tornando come prima e Alessio e Simone, i nostri figli, non ci sono più. E’ possibile che il figlio dell’omicida stia nella cella accanto al padre, venerato da tutti perché figlio di un boss? Lui sta almeno con il padre, noi non abbiamo più i nostri bambini. Chiediamo al Governo di ricordarsi di noi, di ricordarsi di Alessio e Simone. Abbiamo paura se ne dimentichino e ci lascino soli”.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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