Arrestato il boss della camorra Marco Di Lauro: aveva documenti al vaglio degli inquirenti

Il boss della camorra, Marco Di Lauro, e’ stato arrestato a Napoli dalla polizia. Era l’ultimo dei figli di Paolo Di Lauro, protagonista della faida di Scampia, ancora libero. Era latitante da lungo tempo.

Si e’ lasciato ammanettare senza dire neanche una parola il boss Marco Di Lauro, arrestato oggi in un’operazione congiunta di polizia, carabinieri e Guardia di Finanza in un appartamento nel quartiere di Napoli, Chiaiano. L’abitazione era stata data in affitto a una persona sulla quale sono in corso accertamenti per comprendere se si tratti di un prestanome o di qualcuno che in modo ignaro ha subaffittato al boss. Con Di Lauro, c’era la sua compagna. Lui era in tuta, lei in vestaglia e non erano armati ne’ in casa c’erano armi. L’appartamento era costituito da una camera da letto, un bagno, un terrazzino con affaccio su un cortile interno e un salone all’interno del quale era stata ricavato uno spazio attrezzato per il sollevamento pesi, dato che Marco Di Lauro e’ molto attento alla sua forma fisica. Era al piano rialzato di una palazzina a due piani in via Scaglione.

Camorra: arresto boss Di Lauro, sequestrati documenti nel covo 

‘Pizzini’, documenti, carte. Nella casa diventata covo del boss Marco Di Lauro c’era la contabilita’ del clan. Il superlatitante della camorra si nascondeva in via Emiliano Scaglione a Chiaiano, quartiere a Nord della citta’, non troppo lontana da quello di Secondigliano dove sono invece liberi, perche’ hanno scontato oltre dieci anni di carcere a testa, quattro dei suoi sei fratelli: Salvatore, Antonio, Nunzio e Raffaele. Il padre Paolo e’ in carcere, cosi’ come il fratello maggiore, Cosimo. Adesso la procura di Napoli, e in particolare il pool coordinato dall’aggiunto Giuseppe Borrelli, e’ al lavoro per decifrare tutte le carte che sono state sequestrate e che si ritiene abbiano un importante valore probatorio per cercare di decifrare le strategie criminali della cosca che nel 2004 poteva contare su incassi milionari. Eppure nonostante la disponibilita’ economica, il boss aveva deciso di restare sul territorio, anche se gli inquirenti ritengono che possa aver piu’ volte lasciato l’Italia per puntate in Sudamerica e negli Emirati Arabi. C’e’ ancora un importante retroscena ed e’ legato all’omicidio di Melito avvenuto a ora di pranzo quando Salvatore Tamburrino, pregiudicato affiliato al clan Di Lauro, ha ucciso la moglie Norina, 33enne. L’uomo, che aveva scontato anni di carcere per camorra, era ritenuto vicino a Marco. Un suo passo falso, qualche telefonata di troppo, ha forse permesso la svolta decisiva che ha portato circa 150 uomini a Chiaiano, i quali hanno circondato tre edifici e sono arrivati a lui.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico “Tommaso Campailla” di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo.
“Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: “Passaggio a Sud Est”. Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l’Agenzia Giornalistica “AGI” ed altre testate giornalistiche”.

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