Attento, io sento…e sparo!!! Legittima difesa? Un colpo mortale alla tradizione civile del nostro popolo

Alla fine la politica con la “p” ha ceduto ai canti delle sirene elettorali e, come ormai di consueto, ha deciso di seguire la pancia della società, votando compattamente la nuova formulazione sulla legittima difesa e schierandosi, quindi, a favore della concezione secondo la quale “ogni reazione del cittadino, che in casa sua si senta minacciato, è considerata proporzionata a prescindere”.

Ciò significa che ognuno di noi può sparare ed uccidere chiunque agisca in modo tale da farci sentire minacciati in casa nostra, perché non è più necessario, ai fini dell’applicazione dell’esimente, che l’offensore agisca in modo tale da arrecare un serio e concreto pericolo di una offesa ingiusta.

Ora, sarà perché durante il corso di diritto penale il mio professore ci fece studiare approfonditamente la questione delle esimenti ed in particolare si soffermò sulla delicatezza dell’istituto della legittima difesa, strettamente legato a quei rapporti di equilibrio società/individuo che fondano l’esistenza stessa dell’ordinamento giuridico, la convivenza pacifica e la coesione collettiva, il riconoscimento delle Istituzioni deputate ad assorbire gli effetti dell’offesa, il rispetto della pena e la sua stessa funzione, non più retributiva ma rieducativa, io questa riforma non riesco proprio a digerirla.

Forse quando alla fine degli anni ’90 il mio prof. di diritto penale ci indottrinava sui principi generali del sistema e ci insegnava che lo Stato si pone, attraverso il giusto processo, tra l’offeso e l’offensore, l’Italia era un paese ancora troppo fortemente fondato sulle regole della Costituzione, un paese che, nel bene e nel male, credeva ancora nella distinzione dei poteri alla base della quale si fonda(va) il concetto stesso dello Stato Democratico europeo.

Oggi, con l’avvento dell’antipolitica, dopo i partiti di plastica e con l’emersione dei partiti liquidi, anche lo Stato si è liquefatto e con esso quei confini capaci di definire le funzioni e le finalità stesse delle oggi tanto vituperate Istituzioni repubblicane.

E da un parlamento di nominati, liberati dai vincoli del contratto sociale, oggi inteso come rudere museale di una politica dinosaura, da quei parlamentari legati a doppio filo con gli interessi dei loro nominandi e, per proprietà transitiva, delle lobby che a vario titolo si “appoggiano” dolcemente ed in modo assai sensuale alle spalle degli stessi, viene partorito l’aborto, l’abominio giuridico della proporzionalità accertata prima ancora che il fatto stesso si verifichi, come un dogma, un ipse dixit che arma la mano dei cittadini e consente loro di farsi giustizia per il solo fatto stesso di essersi sentiti offesi o minacciati.

Non esiste più la prova giudiziaria del rapporto di equilibrio tra il bene minacciato e quello appartenente a chi ha determinato la reazione. Non è più il rapporto tra il bene che si difende e quello che viene sacrificato a tutela del primo a costituire un motivo di differenza, ma la sensazione di chi avverte, secondo il suo insindacabile giudizio soggettivo, la necessità di reagire a propria difesa.

Ci siamo americanizzati anche in questo e gli effetti si vedranno presto, quando anche nel nostro paese accadranno fatti analoghi a quelli che negli USA hanno spinto a chiedere la modifica del 2° emendamento.

Nel suo celebre film-documentario Bowling a Colombine Michael Moore ha posto l’attenzione sulle stragi di Colombine, perpetrate da ragazzi appena adolescenti, e si è chiesto il perché di tanta violenza nella società americana. Il regista ha posto l’attenzione sulla normativa che consente non solo il possesso di armi ma anche l’uso delle stesse per finalità di autodifesa. Quest’ultimo aspetto, nell’analisi di Moore, è uno dei fattori di maggiori rilevanza nella causazione di morti, anche accidentali, altrimenti evitabili. Ma il regista statunitense è riuscito a mettere in evidenza un fatto assolutamente nuovo e diverso, un aspetto importante, anzi essenziale che si annida nella società americana e che oggi vediamo annidarsi sempre più prepotentemente nella società italiana: LA PAURA!

Moore è riuscito magistralmente a dimostrate che una certa classe dirigente e una fortissima lobby economica, di comune accordo, in scienza e coscienza, appoggiate da media prezzolati, sono riuscite a creare nella società americana un sentimento profondo di paura che arma le mani di semplici cittadini e che conduce ad epiloghi disastrosi, con una percentuale di omicidi che ha raggiunto livelli inimmaginabili per una società che si definisce “civile e sviluppata”.

In Canada, a parità di armi possedute da cittadini privati, il numero di omicidi è di poche unità all’anno, mentre negli USA supera le diverse migliaia.

Ma in Canada si tengono ancora le porte aperte, mentre negli USA si usano cancelli, ringhiere e porte blindate…

Allora è la paura che spinge il grilletto e non la mano che impugna la pistola. E la paura è spesso alimentata ad arte da chi sa bene di potere da essa lucrare, non solo in senso strettamente economico ma anche in termini semplicemente elettorali e politici.

Ecco, io credo che in Italia stia accadendo proprio questo: i Salvini di turno alimentano con i loro slogan criminali la paura della gente verso nemici ben identificati (gli stranieri, i migranti, i campi rom ecc.) per accrescere il loro consenso elettorale.

I parlamentari del PD, indegni eredi di Berlinguer e Compagni, hanno deciso di inseguire il semianalfabeta  parlamentare europeo (famoso assenteista) creando il mostrum, ritenendo che il loro compito sia quello di assecondare la paura piuttosto che combatterla e sconfiggerla con i principi della solidarietà e dell’inclusione.

Con l’approvazione della legge che modifica le condizioni di applicazione della legittima difesa è stato inferto un colpo mortale alla storia e alla tradizione culturale e civile del nostro popolo.

C’è chi ha le mani insanguinate prima ancora che le pistole sparino, ma questi signori hanno già pronta una memoria a discolpa, dichiarando sin d’ora di averlo fatto perché si sono sentiti minacciati di perdere il loro seggio in parlamento…

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Aggiungi una immagine