Avanti Popolo…alla riscossione!

Da ieri anche il Corriere della Sera si occupa degli azionisti della Banca Agricola Popolare di Ragusa; questa vicenda assume dunque (per ora con un breve articolo sul principale quotidiano italiano) una dimensione nazionale. Per mesi il prestigio “secolare” della BAPR,  la fitta rete di rapporti economici, finanziari e sociali che l’istituto aveva coltivato con successo e una sorta di “pudore reverenziale” di correntisti e azionisti avevano tenuto la banca, la sua proprietà e il suo management al riparo dalla gran parte di critiche e contestazioni … anche in pizzeria, tra amici, se qualcuno voleva confidare il suo disappunto per il congelamento delle azioni lo faceva sempre sottovoce o vi rinunciava del tutto … magari al tavolo accanto c’era un cassiere o un funzionario che poteva sentire e non valeva la pena esporsi o fare “malafiuri”. Domani, 15 gennaio, invece, ci sarà addirittura una manifestazione di protesta a Ragusa, davanti alla sede centrale  della BAPR.

La solidità della banca è sempre alta ma il titolo dal massimo di quasi 120 euro è adesso a 83,5 euro e, infine, per ciò che ne sappiamo noi, nessun segnale, neppure timido o accennato, è stato fatto negli ultimi giorni da parte della dirigenza della banca verso gli azionisti, nemmeno per i casi più disperati ovvero di gente che ha assoluta urgenza e necessità di ricavare un po’ di liquidità dal suo investimento. Ben venga allora questa prima manifestazione … non sappiamo se sarà la prima di una serie o la prima e l’ultima né quanta gente vi aderirà. Di certo una delle conseguenze più piacevoli del vivere in democrazia è quello che si possa liberamente manifestare il proprio disappunto quando si ritiene di subire un’ingiustizia. Troppa cautela, troppa rassegnazione, esitazione  e scrupoli vi sono stati in passato. Valga lo slogan “AVANTI POPOLO” allora benché più che “alla riscossa” si debba andare alla vendita delle azioni e alla “riscossione” dei soldi e benché non vi sia una bandiera rossa da agitare … al limite vi è lo stemma blu con scritta bianca della Banca Agricola Popolare di Ragusa a cui fare riferimento ma siamo pronti a scommettere che nessuno dei manifestanti di domani vorrà sventolarlo durante il corteo!

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43 anni, giornalista da 20 e professionista da 12, una lunga esperienza di cronista parlamentare alle spalle, tanto a Roma quanto a Palermo, assieme alla passione per tutte le vicende politiche che riguardano, in particolare, gli enti locali siciliani.

1 commento

  1. Come giustamente è stato affermato in altri commenti riferiti alla tragica situazione dei soci-donatori della BAPR, questa banca è stata di fatto, per molti decenni, prescindendo dalla natura sociale, di “proprietà” di una famiglia che, ininterrottamente ne ha detenuto la governance (mi pare che oggi si dica così), avendone la presidenza, consiglieri di ammnistrazione, nominando direttori tutti i rampolli di famiglia e per chi non è stato nominato direttore, è stato assicurato un bel posto al sole (vice o “semplice” bancario). Il tutto grazie a tanti piccoli e ignari risparmiatori che investivano, illusi da un trend apparentemente ultra positivo i risparmi di una vita nella banca, diventando soci, una qualifica ambita, visti i risultati, sulla carta, brillanti (CET, stato patrimoniale, banca a cinque stelle, riconoscimenti ecc…). Cosicchè anche nel periodo immediatamente precedente alla svolta gestionale che ha bloccato il riacquisto delle azioni da parte della banca, i collocatori, alias dipoendenti della medesima banca, hanno serenamente proposto tale investimento “garantendo” che come nel passato sarebbe stata semplice e qiuasi immediata la dismissione. Viene pertanto da chiedersi e su tali ipotesi dovrebbero lavorare gli inquirenti deputati ai controlli bancari, se le rivalutazioni annuali approvate dal Consiglio di Amministrazione e che hanno costituito lo specchietto per le allodole per i potenziali soci, risultavano fondate su parametri concreti o non fossero, per contro il frutto di un eccesso di autostima!. Secondo, nel periodo antecedente la “svolta”, nell’imminenza della scontata tempesta finanziaria, chi ha beneficiato degli ultimi riacquisti e anche dopo chi ha potuto recedere od essere, per sua fortuna, espulso, ottenendo l’agognato rtimborso? Esiste, insomma, la possibilità che anche in questo caso, qualcuno, avendone la possibilità, abbia abandonato o fatto abbandonare agli amici la nave prima che affondasse?

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