Avola nella bufera, l’Assostampa: “Sindaco aggira legge dello Stato”

E’ scoppiato un caso politico ad Avola (Siracusa) per l’impiego da parte del Comune di una somma pari a 54 mila euro destinata alle comunicazioni istituzionali ed all’ufficio stampa. Sotto i riflettori è finito il sindaco della città, Luca Cannata, esponente di Fratelli d’Italia, dal 2007 a capo dell’amministrazione, attaccato dai consiglieri di opposizione che hanno presentato un’interrogazione in merito all’impiego di quel denaro pubblico. “Chiediamo al sindaco, sulla base di quali criteri di trasparenza sono state selezionate – spiegano 6 consiglieri di opposizione, Fabrizio Alia, Francesco Tardonato, Nuccio Inturri, Nino Amato, Gaetano Sano e Seby Rossitto – le agenzie di beneficiarie delle somme con procedure di assegnazione diretta e se sono state effettuate preventive comparazioni tra proposte e preventivi. Inoltre, se sono stati rispettati i tetti di spesa, i vincoli, anche del piano di riequilibrio, nonché i requisiti richiesti dalla normativa specifica del settore, la legge 150/2000”.
    Chiamato in causa, il sindaco Luca Cannata ha replicato sostenendo di aver fatto risparmiare molti soldi al Comune di Avola. “Basti pensare per esempio alla somme risparmiate – spiega – dal fatto di non avere un ufficio stampa contrattualizzato e stabile del Comune a differenza delle altre città. Si informino i consiglieri di opposizione quanto infatti costa ciò e le spese delle altre città per questo settore”.
    Le parole del sindaco hanno, però, provocato la reazione del segretario provinciale dell’Assostampa, Prospero Dente, e del segretario regionale del Gruppo uffici stampa dell’Associazione siciliana della stampa, Francesco Di Parenti. “Il sindaco dimentica – o forse non sa – che dal giugno del 2000 una legge dello Stato (la 150 recepita in Sicilia nel 2002), un regolamento – spiegano i due sindacalisti – che porta la firma del Presidente della Repubblica e una direttiva del ministro della Funzione pubblica, entrambi del 2001, fissano le modalità con le quali la pubblica amministrazione deve comunicare. Tale apparato normativo stabilisce che la comunicazione avviene attraverso tre uffici, uno dei quali è l’ufficio stampa (gli altri sono l’Urp e il portavoce), composto da giornalisti iscritti all’Ordine professionale”. Ed ancora: “Quella che afferma essere un’efficace ed economica (tutte da dimostrare) strategia di comunicazione – spiegano i due sindacalisti dell’Assostampa – è solo una maniera per aggirare una legge dello Stato”.
    La ricostruzione del sindacato dei giornalisti, secondo Cannata, è infondata. “Grave l’accusa di aggirare una legge dello Stato – sottolinea Cannata, aggiungendo che l’ente non è in grado di bandire un concorso perchè ha le casse vuote- quando il Comune di Avola proprio per non incappare nell’esercizio abusivo della professione ha scelto di affidarsi a una società che si occupa di uffici stampa inviando comunicati regolarmente firmati da un giornalista e anche questo Assostampa dovrebbe saperlo”.

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