Come avviene la scelta del partner?

La prima scelta del partner avviene in modo inconsapevole ed è legata alle proprie esperienze individuali e familiari, e in particolar modo alla relazione che si è vissuta con il genitore di sesso opposto. A tal proposito la scelta può avvenire in due modi: per complementarietà (somiglianza) o per contrasto. Quindi una scelta complementare da parte, ad esempio, di un uomo si tradurrà nella ricerca di una donna che abbia le stesse caratteristiche della madre; una scelta per contrasto invece, essendo una scelta che avviene per differenze, si tradurrà nella ricerca, ad esempio, da parte di una donna, di un uomo che sia completamente diverso dal proprio padre. Ovviamente, data la complessità della personalità, può anche capitare che in un partner si ricercano entrambi gli aspetti, ovvero quelli di somiglianza e di differenza. La scelta inconsapevole del partner fa parte del processo di innamoramento, e ha lo scopo di rispondere a dei vecchi bisogni, rimasti irrisolti durante l’infanzia con il genitore di sesso opposto. Questo partner ideale è investito quindi di vincoli affettivi ed emotivi profondi, e deve essere in grado di appagare tutte le aspettative dell’altro, relative ai propri bisogni narcisistici. Questa fase nel tempo perde la sua intensità, iniziano a venire fuori i limiti della relazione e quelli di entrambi i partner, fino a poter rappresentare o la fine del rapporto o un importante salto qualitativo, con l’accettazione da parte di entrambi dei reciproci difetti.

Solo un reale passaggio dalla fase della delusione a quella della disillusione, può permettere il passaggio dall’innamoramento all’amore e al poter realmente pensare: “Ti scelgo per quello che sei e non per quello che vorrei che fossi”. La scelta del partner passa così dall’essere inconsapevole all’essere consapevole. La scelta consapevole, se non avviene, porta alla crisi della coppia e al suo discioglimento. Le coppie in questo passaggio si possono spesso identificare in tre tipi: c’è la coppia che nega la crisi, e fa in modo che questa resti invisibile (classica famiglia del “mulino bianco”); qui le angosce sono profonde ma è impossibile manifestarle e quindi superarle. Tutte le emozioni ruotano intorno ad un “sintomo” (uno dei due o uno dei figli manifesta un “problema” che ha proprio il ruolo di togliere l’attenzione al problema reale) ed è molto difficile superare sia la crisi di coppia che i problemi individuali, dato che tutto è taciuto e non accettato;

c’è la coppia che invece litiga sempre e continuamente, dove il conflitto è manifesto e osservabile; di solito in queste coppie non si tollera la diversità dell’altro e quasi sempre è impossibile sviluppare risorse per il superamento della crisi, dato che vicendevolmente non ci si accetta più;

infine c’è la coppia dove il conflitto è manifesto ma c’è anche l’accettazione della diversità dell’altro; questa è una coppia adeguata che può superare la crisi, e che deve solo lavorare nel definire modalità nuove di relazione basate su aspettative reciproche più adeguate per entrambi.

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Nata a Ragusa e vissuta a pochi passi dal mare… cresco a Pozzallo. Dopo la maturità classica mi trasferisco nella bella Palermo, iscrivendomi al corso di laurea di psicologia, la grande Passione. Palermo è certamente una città per me del cuore, dalla quale ho preso il suo meglio, cercando anche di donarle il mio di meglio: la spensieratezza, la gioventù, la curiosità intellettuale, la vitalità. Oggi sono specializzanda in psicoterapia familiare e sistemica del CTR di Catania e radicata nell’ibleo, dove svolgo la libera professione con un’unica certezza per me e per chi confida nel mio sostegno: “Non è mai troppo tardi per essere felici”.

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