Avvocati: denuncia del Coa di Ragusa per esercizio abusivo di professione a società di ‘risarcimenti’

E’ forse il primo caso in Italia. Il consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Ragusa ha depositato una denuncia – querela alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa nei confronti dei legali rappresentanti di una società privata e di un agente locale che operano nel settore del contenzioso risarcitorio in materia di infortunistica stradale, sul lavoro e su casi di presunta malasanità, per la verifica della sussistenza del reato di esercizio abusivo della professione. Il consiglio dell’Ordine degli Avvocati nella sostanza, avrebbe ravvisato nelle rappresentazioni di fatti giudiziari, promosse da una società attraverso comunicati stampa comparsi anche sulla stampa locale, una condotta non etica, presunte violazioni deontologiche e il sospetto – questo sfociato nella denuncia querela – di esercizio abusivo della professione da parte di chi si presenta come consulente legale. “In tali servizi, molto spesso oggetto di mera traslazione di comunicati stampa di società di capitali operanti nel settore, inviati a solo scopo promozionale, vengono indicati, quali difensori e non meglio individuati consulenti delle vittime e delle loro famiglie, soggetti non abilitati alla difesa nei procedimenti e nei processi, ed estranei alle figure tipiche, anche societarie o associate, della legge professionale, che tuttavia sono definiti altresì quali strenui, efficaci e risolutivi difensori delle stesse vittime e dei loro familiari, in grado di garantire rapidamente risultati ed esiti favorevoli”. Alla denuncia querela, anche un richiamo agli organi di stampa “al controllo e alla doverosa verifica dei soggetti incaricati della difesa delle vittime, dei loro familiari e di quanti più genericamente si rivolgono all’autorità giudiziaria per la tutela dei loro diritti, confidando che negli articoli di stampa del nostro territorio provinciale venga dato spazio agli operatori del processo (giudici, pubblici ministeri, avvocati) solo quando è necessario ai fini della comprensione e della verità dei fatti, della correttezza, della pertinenza e della continenza della notizia e della informazione in genere”. La prospettazione di un risarcimento, la gestione di tematiche che riguardano spesso – se non esclusivamente – eventi tragici, ha spinto il Consiglio dell’Ordine (non nuovo a richiami anche dei suoi iscritti al rispetto rigido delle norme deontologiche), ad intervenire anche all’esterno, per tutelare da un lato i cittadini, dall’altro i professionisti abilitati nella gestione del processo in sé.

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