Banca Agricola Popolare di Ragusa: “Divide et impera”

“Divide et impera”. Il primo a pronunciare questo motto pare sia stato Filippo il Macedone, padre di Alessandro Magno … in greco antico “διαίρει καὶ βασίλευε diàirei kài basíleue”, in italiano “dividi e regna”. La strategia per mantenere potere, privilegi e influenza frammentando gli avversari è sempre valida anche 2500 anni dopo e può benissimo applicarsi in ogni ambito, non escludendo quello finanziario. Negli ultimi giorni c’è stato a Roma un incontro tra una delegazione di piccoli azionisti della BAPR ed il sottosegretario al Ministero dell’Economia, Alessio Villarosa, con selfie di gruppo finale assieme ai parlamentari del M5S che hanno organizzato la riunione … anche il deputato europeo Innocenzo Leontini ex Forza Italia e appena passato in Fratelli d’Italia si era mosso da poco a Bruxelles. Infine si mormora che durante e dopo la manifestazione di protesta davanti alla sede di Ragusa della Banca si siano create due “fazioni” all’interno degli azionisti arrabbiati: una più propensa al dialogo con la politica, convinta di poter trarre beneficio da un’eventuale trattativa e dalla mediazione di politici, politicanti e politicizzati (siamo in campagna elettorale per le europee) e una sempre convinta che alla BAPR non si debbano fare sconti e che il silenzio tombale dei vertici dell’Istituto negli ultimi mesi meriti solo l’intervento dell’arbitro per le controversie finanziarie o dell’autorità giudiziaria. A conti fatti, ed è questo il punto, le due fazioni ci sono e la spaccatura si è già creata tra i piccoli azionisti che non possono rivendere le proprie azioni nemmeno nelle circostanze più sgradevoli (valga per tutti l’esempio, ripreso da parecchie testate, del signore che durante l’ultima assemblea di azionisti ha gridato la sua rabbia per non aver potuto nemmeno pagare il funerale al figlio a causa del “blocco” delle azioni della Banca Agricola Popolare di Ragusa). Insomma il “divide et impera” si sta concretizzando e probabilmente a beneficiarne più di tutti saranno i“colletti bianchi” vecchi e nuovi che possono già scambiarselo, sorridenti, di buon mattino e vicino alla cassaforte, come saluto beneaugurante assieme al classico buon giorno e buon lavoro.

La scorsa settimana, a conclusione di un’interessante analisi e ricostruzione della vicenda, l’economista Giuseppe Cannizzaro ha scritto: “la strada per ottenere giustizia è quella relativa alla contestazione, caso per caso e laddove legittima e veritiera, alla Banca Agricola Popolare di Ragusa di non aver assolto ai propri obblighi informativi e comportamentali previsti dal Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria e dal regolamento Consob” confermando in pieno le tesi sostenute per prima dalla Confconsumatori Sicilia che, a sua volta, ha ripreso la strategia della Confconsumatori pugliese per analoga vicenda accaduta agli azionisti della Banca Popolare di Bari. La tesi del dott. Cannizzaro ben si sposa con il convincimento dei piccoli azionisti più arrabbiati e meno propensi a questa nuova strategia del confronto che alcuni addirittura immaginano “pacato”… forse allettati dalle sirene della politica. Non sappiamo se la pacatezza, le note alla stampa, le interrogazioni parlamentari, i tavoli di confronto e i selfie siano una strategia altrettanto valida quanto quella della rivalsa giudiziaria; sappiamo però che da quando nuovi personaggi sono comparsi in questa vicenda tanto nel comitato degli azionisti quanto nell’opinione pubblica in generale sono comparse pure le prime “divisioni”.

Sempre attuale, dicevamo all’inizio, il “divide et impera” di Filippo il Macedone che però, la storia ci insegna, nulla fu al confronto del figlio, Alessandro Magno, capace a soli 30 anni di conquistare un impero immenso che dalla Grecia arrivava fino all’India. E sapete qual è il motto più celebre attribuito al magnifico Alessandro?  Questo: “dalla condotta di alcuni, dipende il destino di tutti.” 

Emiliano Di Rosa

nella foto Alessandro Magno (356 a. C. – 323 a. C)

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43 anni, giornalista da 20 e professionista da 12, una lunga esperienza di cronista parlamentare alle spalle, tanto a Roma quanto a Palermo, assieme alla passione per tutte le vicende politiche che riguardano, in particolare, gli enti locali siciliani.

1 commento

  1. “History will teach us nothing” cantava Sting
    La storia non c’insegnerà nulla ed è sempre stato così nei secoli dei secoli

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