La bellezza della cultura salverà il mondo…

La scala dei valori a volte sembra rovesciarsi, come potrebbe fare un imbuto di cui si è perso il foglietto delle istruzioni. È più facile che un cammello passi nella cruna di un ago che un intellettuale venga scelto come testimonial.

Anni e anni di preparazione, di impegno sociale e culturale non rappresentano il pedigree adatto. E, tra gli intellettuali, gli scrittori (a meno che non facciano parte dello star system) stanno peggio di tutti. Per lanciare un nuovo prodotto, per promuovere un locale gli intellettuali non attirano la clientela, no, molto meglio una show-girl, una miss-qualcosa, o la prima starlette di passaggio.

Andando sul sicuro (anzi, in questo caso, sull’ “usato sicuro”) non si sbaglia mai: cosce, natiche e tette sono come la Nutella, non passano mai di moda. Allora quasi quasi, per uscire dagli schemi, dalle righe perché non facciamo quattro passi e andiamo a comprare qualcosa in libreria? Dimostrando che la bellezza di un libro è intramontabile e soprattutto superiore al fascino di quelle modelle, scelte per attirare pubblico, un fascino a termine, il quale prima o poi tramonterà.

Ma attenzione alla scelta del libro da leggere, tutto può andar bene fuorché l’ultimo “parto letterario” di Barbara D’Urso, naturalmente

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Enza Iozzia modicana di origini, dal 2001 vive a Piacenza. Nello stato di famiglia risulta sposata con 2 figli. Professionalmente è impegnata nel sociale. Per apparire nelle varie testate giornalistiche si è "inventata" un nuovo modo di fare cultura Il suo motto: Non è l'arte a rendere la donna diva, ma è la DONNA a rendere l'arte divina.

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