Bufera Coni a Ragusa: peculato, abuso d’ufficio e turbativa d’asta, coinvolto anche il Libero consorzio

Venne denominata operazione Hercules; coordinata dalla Procura di Ragusa venne messa a segno nel 2017 dalle Fiamme gialle. Prese le mosse da un esposto denuncia presentato a febbraio del 2016 dal responsabile dell’ufficio nazionale di vigilanza del Coni, Marco Befera, che segnalava gravi anomalie contabili sulla rendicontazione che il Comitato provinciale di Ragusa inviava periodicamente alla sede centrale. E’iniziata la fase processuale. Un rito abbreviato e 8 rinvii a giudizio, coinvolti anche due dirigenti del Libero consorzio di Ragusa. Abuso d’ufficio, peculato e turbativa d’asta. Il giudice per l’udienza preliminare di Ragusa, Eleonora Schininà, ha oggi assolto per il reato di favoreggiamento, Giorgio Giummarra (difeso dall’avvocato Cecilia Licitra), ed ha rinviato a giudizio Rosario Cintolo, Silvio Piazza, Carlo Sammito, Dario Cappello, Franco Cintolo, Francesco Salvatore Musso, Giovanni Molè e Salvatore Mezzasalma. I fatti. Di peculato sono accusati Rosario Cintolo e Silvio Piazza, nel ruolo di Presidente e segretario del Comitato provinciale del Coni di Ragusa e presidente e direttore della Scuola Regionale dello Sport; si sarebbero appropriati di oltre 530mila euro somme che appartenevano al Coni, dal 2006 al 2015 il primo e fino al 2010. Due conti, uno ufficiale “autorizzato” dal Coni nazionale e l’altro che gli inquirenti definiscono “ombra”, sconosciuto ai vertici romani. Uno che “comunicava” con Roma, con il Coni nazionale, l’altro con Palermo, con la Regione Siciliana. Due enti pubblici che ricevevano le richieste di rimborso e che erogavano somme e contributi su due conti separati senza sapere l’uno della esistenza dell’altro. Stando a quanto avrebbe appurato la Guardia di Finanza all’epoca agli ordini del comandante provinciale Claudio Solombrino, e del comandante della compagnia di Ragusa, Antonio Schiazza nell’indagine coordinata dal procuratore capo di Ragusa, Carmelo Petralia, parte delle somme sarebbe stata utilizzata per questioni private: acquisto automobili, barche, pagamento di gasolio per le abitazioni private, anticipi per acquisto di case. Peculato, non truffa, trattandosi di enti pubblici e di rappresentanti di enti pubblici. E la Corte dei conti sulla vicenda era intervenuta condannando Rosario Cintolo e Silvio Piazza alla restituzione di 600 mila euro alla Regione Sicilia, al Coni nazionale e al Libero consorzio. Tornando all’oggetto dell’odierno rinvio a giudizio, peculato è l’accusa rivolta in concorso con Rosario Cintolo anche a Carlo Sammito per la compravendita di un’autovettura. Il reato di turbata libertà di incanti è imputato invece, in concorso con Rosario Cintolo a Franco Cintolo (tecnico), Francesco Salvatore Musso (membro del Consiglio Direttivo Nazionale della Federazione Ginnastica d’Italia), Carlo Sammito (come collaboratore di Cintolo al Coni provinciale di Ragusa) Giovanni Molé (Capo di Gabinetto del Libero Consorzio Comunale di Ragusa) e Salvatore Mezzasalma (dirigente del settore Avvocatura dello stesso Libero Consorzio Comunale) per condizionare l’assegnazione alla Federazione Ginnastica d’Italia di un complesso immobiliare di proprietà del Libero Consorzio, funzionale alla Scuola Regionale dello Sport. Rosario Cintolo risponderà anche di abuso di ufficio in concorso con Carlo Sammito e Dario Cappello per la concessione dell’auditorium; questi ultimi erano pagati per i servizi di collaborazione, assistenza e custodia dei locali senza alcun incarico ufficiale da parte del Coni. Non luogo a procedere per abuso d’ufficio per intervenuta prescrizione, sempre in capo a Rosario Cintolo, in concorso con altre due persone per l’affidamento del chiosco bar interno, senza procedure di evidenza pubblica e a titolo gratuito e per la concessione dei locali della palestra con le stesse modalità. Imponente il collegio difensivo composto dagli avvocati Enrico Platania, Cecilia Licitra, Sebastiano Grimaldi, Maria Platania, Emilio Cintolo, Diletta Corallo, Daniele Scrofani, Carmelo Schilirò e Giorgio Assenza. Nel procedimento risultano parti offese il Coni, il Libero consorzio comunale e la Banca agricola popolare di Ragusa. La prima udienza è stata fissata per il 30 ottobre davanti al Tribunale collegiale presieduto da Vincenzo Panebianco.

(FONTE: GIADA DROCKER PER AGI)

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