Bulimia, l’appello di Daniela e le cure negate: “Perché volete che io muoia? Aiutatemi, vi prego!”

Perché aspettare che io sia stretta dalle braccia della morte, quando si sa come aiutarmi? Io non mi sento ne’ acqua, ne’ fuoco. Sembra quasi che vogliano spezzarmi le gambe.  Vorrei solo URLARE, URLARE, URLARE, URLAREEEEE“.

daniela sortinoDaniela Sortino è una ragazza modicana che soffre di Bulimia nervosa, fin dall’età di 14anni. E’ stata più volte seguita dagli ambulatori DCA e psichiatrici, senza ottenere alcuna guarigione dal Disturbo del Comportamento Alimentare.

Adesso Daniela, stremata di vivere in condizioni di salute drammatiche, si decide a farsi ricoverare presso un Centro DCA della Valle d’Aosta, visto che le liste d’attesa degli altri Centri d’Italia sono molto lunghe ed in Sicilia c’è soltanto una struttura già completa.

Così la Dirigente del Centro valdostano si premura, vista l’emergenza, di ricoverarla.

Alla richiesta della sovvenzione per il suo ricovero in regime residenziale, l’ASP di Ragusa non accetta e dirige Daniela verso gli ambulatori del Distretto Sanitario, realtà già vissuta drammaticamente (e senza nessun miglioramento) in malo modo dalla ragazza modicana.

Al rifiuto del suo ricovero, Daniela si sente ancora peggio, si vede crollare il mondo addosso e senza speranze, così scrive sul proprio diario di facebook, quelle parole: “Perché aspettare che sia stretta dalle braccia della morte, quando si sa come aiutarmi? Io non mi sento ne’ acqua, ne’ fuoco. Sembra quasi che vogliano spezzarti le gambe.  Vorrei solo URLARE, URLARE, URLARE, URLAREEEEE“.

Della vicenda si occupa, scrivendo al dirigente dell’Asp di Ragusa, Stefano Tavilla, Presidente dell’Associazione Mi Nutro di Vita” e papà di Giulia, morta per bulimia nervosa.

La vita di mia figlia si è interrotta tre anni fa, a soli 17 anni, a causa della bulimia, malattia da cui era afflitta, ma anche a causa di una condizione che un paese civile ed evoluto come la nostra Italia non dovrebbe permettere, ovvero la “lista d’attesa” per avere delle cure. Cure che in quel momento la mia regione, la Liguria, non poteva offrire, costringendoci a quella “Via Crucis” che ogni ambito familiare colpito da queste patologie ben conosce. In questa attesa, e per quest’attesa – scrive Stefano Tavilla -, Giulia non ce l’ha fatta. Non si può e non si deve commettere la stessa cosa con Daniela, vi prego di aiutarla”.

L’appello e le parole accorate di Tavilla, sciorinano dettagli e preoccupazioni.

“Vista l’importanza che ha il momento della consapevolezza e la richiesta d’aiuto dei pazienti affetti da questa malattia, mi sembra sia fondamentale e d’importanza vitale accettare da parte Vostra, la richiesta di ricovero presso il Centro DCA  di Brusson (Aosta), della Signora Daniela. Spero con tutto il cuore – commenta – che non si voglia assumere la responsabilità di un “nuovo angelo” di queste patologie”.

Aiutare Daniela vuol dire non dover piangere un’altra Giulia, e un’altra ancora, alla quale a 17 anni questo Paese ha negato un’opportunità di cura.

Anche la mamma di Noemi Barresi (affetta da Anoressia Nervosa Grave Restrittiva), Antonella Stival referente provinciale dell’Associazione “Mi nutro di Vita”, lancia il suo appello alle Istituzioni.

“Visto che anch’io continuo a lottare contro un muro istituzionale, per la mancanza di strutture a regime di ricovero residenziale per il DCA, in questa dolce e amara terra siciliana, sostengo a “spada tratta” il diritto di cure in un Centro specializzato per Daniela. Gli ambulatori non servono nell’immediato – dichiara Antonella Stival – l’abbiamo provato sulla nostra pelle e con le nostre tasche. Serviranno successivamente, per poter mantenere il sostegno psicologico ai pazienti che hanno avuto le giuste cure nei Centri a regime residenziale. Vi prego – conclude drammaticamente la Stival – prodigatevi subito per il ricovero di Daniela, per garantirle il diritto di vivere”.

Fino a stamane, purtroppo, i dirigenti dell’Asp hanno continuato a rifiutare la possibilità di cura. Anche noi ci auguriamo che l’ASP raccolga l’appello, faccia il suo “dovere”, prima che sia troppo tardi!

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico “Tommaso Campailla” di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo.
“Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: “Passaggio a Sud Est”. Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l’Agenzia Giornalistica “AGI” ed altre testate giornalistiche”.

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