Buon Natale… di Giombattista Ballarò

Natale è alle porte e come ogni anno milioni di cristiani, alcuni solo per essere stati battezzati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, altri per seguire davvero gli insegnamenti di Gesù Cristo, non mancheranno di scambiarsi con parenti ed amici gli auguri di buon Natale.

Mai come quest’anno che volge al termine è avvertita in maniera tanto diffusa l’esigenza che gli auguri d’un buon Natale contengano l’auspicio che l’attuale società possa presto registrare un’inversione di tendenza e soprattutto che quella in cui vivranno le future generazioni possa mostrarsi migliore di quanto non  appaia oggi, perché se ciò non si realizzasse chi verrà dopo di noi vivrà giorni certamente non felici.

Chi è cristiano, quest’anno nel formulare gli auguri di buon Natale, penso e spero che lo faccia col cuore pieno di speranza che il mondo possa al più presto diventare meno criminale, più propenso al dialogo tra le diverse culture e religioni, meno interessato all’arricchimento ad ogni costo e più disponibile a dare il proprio contributo per una pace tra tutti i popoli.

Bisogna augurarci che i potenti del mondo smettano di farsi guerra argomentandone la necessità per la difesa dei propri territori quando in realtà si uccidono a vicenda per conquistare quella supremazia che li fa sentire più potenti e diventare più ricchi di quanto siano già attraverso lo sfruttamento dei nuovi popoli conquistati con la forza.

Bisogna sperare che queste centinaia di persone che governano il destino di miliardi di uomini si rendano finalmente conto che nessuna ricchezza, nessun potere, vale la vita d’un essere umano.

E’ urgente e necessario che costoro comprendano che alla fine d’una guerra in realtà non ha vinto nessuno, è stata sconfitta l’intera umanità.

Ma questo non certo facile progetto d’un mondo migliore passa anche dai comportamenti di tutti noi, dal realizzare che il diverso colore della pelle, la diversa religione, la diversa cultura dalla nostra,sono tutti elementi d’un maggiore arricchimento culturale per tutti e che non impediscono di fraternizzare piuttosto che combatterci.

Se gli auguri di buon Natale di quest’anno conterranno da parte di tutti noi questi pensieri che vanno ben oltre il formale augurio di trascorrere una serena giornata, se riusciremo anche dopo il 25 dicembre ed in ogni giorno dell’anno a mostrarci davvero più buoni verso gli altri, di qualunque razza, cultura e religione essi siano, allora forse potremo sperare in una società meno cattiva e criminale di quella che emerge oggi.

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